Saluzzo (da, arma)

arma della dinastia del Marchesato di Saluzzo, “troncato d’azzurro e d’argento”. Secondo alcuni la forma antica è “d’argento al capo d’azzurro”. Durante il Marchesato ad ogni centro del territorio fu assegnato un “stemma” che aveva come elemento comune lo scudo troncato azzurro e argento di Saluzzo caricato dell’iniziale del paese in forma di lettera capitale ittiomorfa (con gli elementi costitutivi “in forma di pesce” o, più propriamente, di delfino) o all’antica.

San Giuliano (Ordine)

vedi Ordine di Calatrava.

Sangue di Drago

nome di un colorante sanguigno estratto da un arbusto che cresce nella penisola Arabica. Popolarmente sinonimo di “sanguigno”.

Sanguigno (o Guze, e anche Sanguìne)

colore secondario noto anche come “Sangue di Bue”, rosso molto cupo, poco diffuso nell’Araldica italiana.

Sanguinoso

testa o membra rappresentate tagliate o strappate che stillano sangue. Sanguinante.

Sannitico (o Italico, o anche Francese, scudo)

“dei Sanniti”, particolare forma di scudo che si crede proprio della popolazione centro-italica dei Sanniti; di forma pressoché rettangolare con gli angoli inferiori leggermente arrotondati e aguzzato. Scudo prescritto dalla regolamentazione araldica italiana (per questo detto anche italico). Alcuni autori distinguono lo scudo sannitico italico moderno dallo scudo sannitico inglese che ha gli angoli superiori muniti di due piccole sporgenze verso l’esterno, a guisa di piccole punte. Il termine “moderno” si riferisce alla preferenza accordata a questa forma dagli araldisti del XIX secolo.

Sanseverino (arma)

“d’argento alla fascia di rosso con la bordura d’azzurro caricata di otto stelle (5) d’argento” alias “troncato d’argento e di rosso, a due stelle poste in fascia dell’uno nell’altro, alla colonna di nero attraversante sul tutto, capitellata e basata d’oro, al capo dell’impero”.

Santiago (Ordine di)

vedi Ordine di Santiago.

Saracinesca

figura caratteristica ispirata all’elemento architettonico omonimo (cosiddetta perché diffusa nelle fortificazioni saracene) formata da 6 pali aguzzati in fondo con 5 traverse inchiodate e un anello nel mezzo della traversa superiore.

Saracino

vedi Moro.

Sarchiato

le pezze e le croci quando sono caricate con un filetto di smalto diverso (sarchiato di…) che segue l’andamento della figura principale. Come fosse stato inciso con quel colore.

Sardegna

“D’argento, alla croce piana di rosso, accantonata da quattro teste di moro attortigliate d’argento”. Secondo la tradizione queste, che erano le armi originarie dell’Aragona, furono donate ai sardi dal Re Giacomo d’Aragona. Il Regno di Sardegna venne istituito nell’agosto 1164 dall’Imperatore Federico I Barbarossa, che ne investì Barisone d’Arborea, per contrasti con l’imperatore già il 12 aprile 1165 il nuovo “re” venne deposto e il regno concesso ai Pisani. Vedi anche Aragona.

Sassonia (Sachsen)

arma antica“fasciato di 8 pezzi d’oro e di nero, al crancellino di verde attraversante”.

Savoia (arma)

1) antica “D’oro, all’aquila di nero al volo abbassato coronata dello stesso” è l’emblema della Moriana (oggi Maurienne, sub-regione della Savoia) antichissimo feudo della Casa di Savoia. 2) moderna “Di rosso alla croce piana d’Argento”.

Savoia (Armi Grandi, del Re di Sardegna)

XVIII sec.“inquartato; il primo di Cipro [controinquartato di Gerusalemme, Lusingano, Armenia e Lussemburgo]; il secondo partito di Vestfalia e Sassonia, innestato in punta di Angria; il terzo partito di Chiablese e di Aosta; il quarto semitroncato-partito, il primo di Savoia Moderna e di Ginevra, il secondo di Monferrato; innestato in punta di Nizza; su tutto in cuore di Savoia Moderna accollato all’aquila di Savoia Antica [Moriana]; nel punto d’onore di Sardegna”

Savoia-Aosta

arma del ramo cadetto della dinastia Sabauda, “di rosso alla croce piana d’argento, con la bordura composta d’oro e d’azzurro”.

Savoia-Genova

arma del ramo cadetto della dinastia Sabauda, “di rosso alla croce piana d’argento, con la bordura composta d’argento e d’oro”.

Savoia-Piemonte (arma)

più propriamente arma del Principe di Piemonte, principe-reale erede del Re di Sardegna e poi d’Italia; “di rosso alla croce piana d’argento, col lambello [di tre pendenti d’azzurro]”. Oggi emblema della Provincia di Torino e (con scudo a bandiera) della Regione Piemonte.

Savoia-Racconigi

arma di ramo ultrogenito della dinastia Sabauda, attualmente adottato dal Comune di Racconigi (Torino), “di rosso alla croce piana d’argento, alla cotissa attraversante d’azzurro”.

Savoia-Soissons

arma del ramo francese della dinastia Sabauda (al quale apparteneva il generale asburgico Eugenio di Savoia, meglio noto come Principe Eugenio), “di rosso alla croce piana d’argento, con la bordura dentata d’azzurro”.

Savoia-Tenda-Collegno

altra arma di ramo secondario della dinastia di Savoia, “di rosso alla croce piana d’argento, al filetto in sbarra di nero”.

Sbarra

opposta alla banda. Pezza onorevole di primo ordine, allungata cha va dall’angolo superiore sinistro all’angolo inferiore destro. Impropriamente Tracolla. Si dice troncata se è divisa per metà da una linea perpendicolare ad essa (in banda), partita se divisa per metà da una linea mediana posta nel senso della sbarra. Se merlata su entrambi i lati si dice doppio–merlata se i merli sono contrapposti, se diminuita si dice via via traversa, controbastone, contrafiletto (di solito considerate brisure di bastardigia).

Sbarra (in)

figura posta nella direzione della sbarra.

Sbarra Troncata

cfr. Banda Troncata.

Sbarrato

scudo o pezza, quando sono ricoperte completamente da 6 sbarre di colori alternati. Se le sbarre sono in numero di 4 o 8 si indicano nel blasone, se in numero maggiore alcuni dicono traversato.

Scaccato

scudo o pezza ricoperti completamente di scacchi, di smalti alternati tra loro, ossia partito di cinque e troncato di cinque, originante 36 scacchi (si blasona il numero di scacchi della prima fila se in numero differente di scacchi). Si blasona per primo lo smalto del colore che occupa il primo scacco in alto a sinistra. Nota le file verticali chiamano tiri.

Scaglionato

campo e pezza suddiviso in numero pari di scaglioni se in numero di 6 non si blasona. Si indica sempre lo smalto del capo dello scudo (o dei cantoni superiori). Alcuni lo definiscono scorrettamente capriolato.

Scaglionato Riverso

se gli scaglioni hanno la punta rivolta verso il basso.

Scaglione (e Capriolo, Cavalletto, Archipenzolo)

pezza onorevole di primo ordine, formato da una fascia e una sbarra moventi dagli angoli inferiori e congiunte in punta nel cuore dello scudo. Può essere alzato se muove dalla metà dei fianchi, oppure spezzato se i due lati non si congiungono, patente (raro) se i bracci si allargano verso le estremità,. Si dice scaglione in sbarra se il suo vertice è piegato verso l’angolo superiore sinistro, in banda se il vertice è diretto verso l’angolo superiore destro. È rovesciato se ha il vertice in basso.

Scaglione (in)

posizione di pezze o figure disposte nella forma dello scaglione.

Scaglionetto

scaglione ridotto ad un quarto della sua larghezza ordinaria.

Scala

può avere i montanti paralleli o leggermente convergenti, si pone in palo, in fascia, in banda, in sbarra, sostenuta da…, appoggiata a…

Scala (Della)

dinastia signorile di Verona, che ebbe potere su ampia parte dell’Italia Nord-orientale. Arma “di rosso, alla scala d’argento in palo, [rastremata] verso l’alto”. Oggi armi della Provincia di Verona.

Scalandrone

banda o sbarra doppio-merlata.

Scalinato

linea di contorno o figura fatta in guisa di scalini, si blasona il numero dei “gradini”.

Scanalato (e Scannellato)

attributo delle pezze che hanno scanalature, linee di contorno a semicerchi, come le colonne dei templi viste in sezione. Spinato.

Scapolare

striscia di stoffa, spesso munita di cappuccio, abito da lavoro caratteristico dei monaci, che si può ripiegare sulle scapole. Cfr. Cocolla e Cappa. Secondo alcuni la pergola rappresenterebbe lo scapolare monastico.

Scappucciato

testa di animale recisa dietro all’orecchio.

Scettro

piccolo bastone di legno o d’avorio (o di metallo nobile) decorato, simbolo di comando e dominio, il cui nome deriva dal greco con significato di “appoggio”, bastone d’appoggio. In origine (analogamente al bordone) rappresentava il bastone di difesa o meglio una lancia (Sképtron in greco significa verga, lancia), per cui attribuiva segno di comando a chi lo portava. Nell’antica Roma uno scettro d’avorio cimato da un’aquila (eburneus scipio) era l’insegna del Re, passato poi ai Consoli. Presso i Longobardi era una lancia vera e propria a simboleggiare la regalità. Indica comando e potenza, ed è parte essenziale nella cerimonia di incoronazione, insieme alla corona, alla spada ed eventualmente al globo d’Imperio (vedi Globo Imperiale). Presso alcuni monarchi è cimato da una mano in atto benedicente, detta Mano di Giustizia, simboleggiante la facoltà di amministrare la Giustizia al popolo. Un semplice bastone bianco (talvolta munito di semplici guarnizioni decorative) era l’insegna dei generali comandanti dell’esercito e dei Marescialli, all’atto del ricevimento da parte del Sovrano conferiva il comando generale degli armati. Anche il Re d’Armi ha lo scettro relativo al suo ufficio. Vedi Bastone di Maresciallo e Mazza.