Plintato

lo scudo che è seminato di plinti.

Plinto (e Mattone)

dal greco “Plinthos” (“mattone”) figura rettangolare orizzontale simile ad un mattone. Vedi anche Biglietto.

Podestà

la più alta magistratura del Comune medievale che, all’inizio, univa in sé il potere giurisdizionale e quello militare (quest’ultimo poi passato al Capitano del Popolo), solitamente era un forestiero per garantire imparzialità tra le parti e restava in carica un limitato periodo di tempo. Dal latino “Potestatem” (potere) “colui che esercita il potere”.

Poggiante

spostata; una figura che anziché stare al centro dello scudo è spostata verso uno dei margini (poggiante a destra, a sinistra…).

Poitou

regione della Francia centro-meridionale con capoluogo Poitiers, arma “di rosso a cinque maschi di fortezza d’oro torricellati di tre, posti 2.1.2”

Pomato

figura che ha le estremità terminanti in sfera o cerchio in guisa di piccoli “pomi” o palle, anche la croce si dice pomata se i suoi bracci terminano in palle.

Pomerania (Pommern), arma

Pomettata

croce e altre pezze allungate con le estremità terminanti in pometti molto accentuati o tre piccole palle (meglio Trifogliata).

Ponte

si blasona sempre indicando il numero degli archi. Se ad un solo arco si può dire “arco di ponte”.

Popolo

una delle organizzazioni politiche che componevano l’Arengo medievale. Il Popolo era composto essenzialmente dalla classe “borghese” mercanti, artigiani, cambiavalute, mentre nel Comune si riunivano i rappresentanti dell’aristocrazia (detti anche “grandi” o “magnati”).

Porpora

1) colorante estratto dalla ghiandola ipobrachiale di un mollusco gasteropode chiamato Nurice dal quale si ricava una tinta viola-blu (di tonalità differenti a seconda dell’ossidazione del pigmento) molto pregiata (occorrevano circa 8000 molluschi per un etto di pigmento) con la quale si tingevano ricercati tessuti. Fu prerogativa delle vesti degli imperatori Romani. I figli degli imperatori bizantini se nati durante il regno del genitore, in quanto “nati nella porpora” erano definiti Porfirogeniti. 2) uno degli smalti araldici, dato che era sconosciuto al blasone antico alcuni non lo classificano esattamente come colore, perché lo ritengono una miscela di rosso e azzurro e sostengono che si possa sovrapporre anche ad altri colori (oltre che metalli); si rappresenta graficamente con linee oblique nella direzione della sbarra.

Portogallo (Portugal) armi

armi proprie di quel territorio, nelle attuali armi della Repubblica Portoghese lo scudo nazionale è accollato ad una sfera armillare d’oro. “d’argento, ai cinque scudetti d’azzurro posti in croce, ognuno caricato di cinque bisanti d’argento posti in decusse, con la bordura rossa caricata di sette castelli d’oro, tre in capo due nei fianchi e due inclinati a destra e sinistra nei cantoni della punta”. Stando alla tradizione il primo re portoghese. Afonso Enrique, avendo conquistato i territori ai musulmani, formò il suo primo emblema con gli scudi azzurri dei 5 sciecchi vinti nella battaglia di Orico, portanti ciascuno 5 bisanti d’argento, raffiguranti le piaghe di Cristo o i denari pagati a Giuda Iscariota per il suo tradimento.

Posato

volatile appoggiato su qualche figura, o il leone fermo sulle quattro zampe.

Posto

 quando una figura è disposta in modo differente dalla sua posizione normale. Cfr. Ordinato.

Potenza

figura della “T”, quando una croce o pezza allungata terminano con una piccola traversa si dicono “potenziate”. Dal francese “potence” che significa sia “gruccia” che “forca, patibolo”.

Predicato

titolo onorifico attribuito a personalità eminenti (eccellenza, santità, maestà, magnifico, serenissimo, colendissimo, egregio…).

Predicato Nobiliare

specificazione che segue il titolo nobiliare costituita in genere dal toponimo al quale il titolo è connesso (Principe di Piemonte, Conte di Gorizia… In italiano solitamente si identifica con la preposizione “di” (di Carrega, di Montezemolo, d’ Aosta), in francese con “de/du” (de Richelieu, d’Artagnan, du Plessis), in tedesco con “von” (von Neipperg, von Bismarck), in fiammingo “van” spagnolo/portoghese “de”. Vedi Agnome.

Premostratense (Ordine)

vedi Ordine Premostratense.

Presidi (Stato dei)

territori della Toscana annessi alla Corona di Spagna e comprendenti Porto Ercole, Orbetello, Porto Santo Stefano, Monte Argentario e Telamone che furono parte della Repubblica di Siena e che non vennero compresi in quelli uniti dall’imperatore al Gran Ducato di Toscana nel 1557.

Pressburgo (e Pressburg)

nome antico di Bratislava, attuale capitale della Slovacchia e anticamente dell’intero Regno d’Ungheria.

Pretensione (Armi di)

letteralmente “armi del pretendente”; armi di territori sui quali una famiglia vanta diritti ma non li possiede direttamente.

Principe

1) “che viene prima” di tutti gli altri il signore regnante. 2) ognuno dei figli dei Monarchi regnanti (re, duchi, granduchi, principi regnanti), dei quali il primogenito è Principe Ereditario secondo il Maggiorascato (solo il maschio nelle Case che seguono la legge salica). 3) Titolo che spetta in Italia al Gran Maestro dell’Ordine di Malta col trattamento di “Altezza Eminentissima” (il Gran Maestro è equiparato ad un Cardinale di Santa Romana Chiesa). Titolo antichissimo, usato dagli Ebrei e dai Romani durante l’Impero Romano da Augusto a Diocleziano era il titolo ufficiale dell’Imperatore. Dopo la caduta di Re Desiderio, i Duchi longobardi si chiamarono Principi per indicare la loro indipendenza. Dopo l’XI secolo passò ad indicare anche i figli delle Dinastie Reali. Nell’ordinamento italiano viene subito dopo il Re (e i Principi del Sangue) e precede il Duca. La corona normale di Principe è formata da un cerchio d’oro, gemmata, sostenente otto fioroni (5 in vista) alternati di altrettante perle; le perle possono essere sostenute da punte e i fioroni possono essere bottonati da ulteriori perle.

Principe del Belgio

l’erede legittimo porta propriamente il titolo di Duca di Brabante, il secondo figlio quello di Principe di Liegi.

Principe del Sacro Romano Impero

1) titolo conferito dall’Imperatore ai Principi Elettori che potevano intervenire alla Dieta del Sacro Romano Impero e 2) ai Principi di nomina imperiale che risiedevano fuori dall’Impero (anche religiosi). Ad alcuni era concesso anche il diritto di battere moneta. Per speciale concessione del 2 gennaio 1364 dell’Imperatore Carlo IV il titolo spettava anche all’Arcivescovo pro tempore di Firenze.

Principe del Sangue

predicato nobiliare (titolo) che spetta ai nipoti del Re figli di Principe fratello del Re, del Principe Reale Ereditario e ai loro discendenti, col trattamento di “Altezza Serenissima”.

Principe Delfino di Francia

vedi Delfino.

Principe delle Asturie (De Asturias)

predicato nobiliare che spetta all’erede al trono di Spagna, dal nome dell’omonima regione nel nord ovest della Penisola Iberica.

Principe di Galles (Prince of Wales)

predicato nobiliare che spetta all’erede al trono d’Inghilterra, dal nome dell’omonima regione occidentale dell’Isola che, in passato, era un regno indipendente (e da dove proveniva la dinastia regale dei Tudor).

Principe di Napoli

vedi Principe di Piemonte.

Principe di Piemonte

predicato nobiliare (titolo) che spettava al Principe Reale Ereditario del Regno di Sardegna, poi d’Italia, che gode del trattamento di “Altezza Reale” e prende il nome dall’omonima regione subalpina (“Piemonte” letteralmente “ai piedi del monte”) culla del Regno e sede della prima capitale Torino. I due ultrogeniti hanno predicati trasmissibili ai Principi loro discendenti come il Duca di Genova, il Duca d’Aosta, il Duca del Genevese. Il primo Duca di Savoia, Amedeo VIII, aveva creato nel XV secolo il titolo di Principe di Piemonte per suo figlio primogenito Luigi. Dopo l’Unità d’Italia questo titolo è stato conferito all’erede al trono (furono Principi di Piemonte Umberto I e Umberto II) alternativamente con quello di Principe di Napoli (il primo fu Vittorio Emanuele III). L’attuale pretendente al trono d’Italia, Vittorio Emanuele Duca di Savoia, gode del titolo di Principe di Napoli, mentre il figlio Emanuele Filiberto quello di Principe di Venezia.

Principe di Savoia

vedi Principe di Piemonte.

Principe di Venezia

vedi Principe di Piemonte

Principe d’Orange

predicato nobiliare che spetta all’erede al trono dei Paesi Bassi (popolarmente Olanda), che è il titolo del dominio francese originario della dinastia.

Principe Elettore (e Kurfursten)

ognuno dei principi del Sacro Romano Impero che avevano il compito di eleggere l’imperatore secondo le norme stabilite da Carlo IV con la “Bolla d’Oro” del 1356 che ne aveva fissato il numero in 7 il Re di Boemia, il Margravio di Brandeburgo, il Duca di Sassonia, il Conte Palatino del Reno e gli Arcivescovi-Conti di Colonia, Magonza e Treviri. Dal XVII secolo il gruppo comprese anche il Duca di Baviera. Vedi anche Arciduca e Corona Imperiale.

Principe Ereditario d’Italia

vedi Principe di Piemonte.

Profilo (in, messo in, posto in)

quando le figure che dovrebbero vedersi di fronte sono messe  in questa posizione.

Proporzioni (tra gli elementi dello stemma)

secondo la regola, prendendo a riferimento lo scudo Sannitico, esso dovrebbe essere largo 7 moduli e lungo 9; la corona non dovrebbe superare la larghezza di 5 moduli (5/7 del margine superiore dello scudo). L’eventuale Elemento decorativo dovrebbe circondare lo scudo fin quasi a lambirne gli angoli superiori.

Protestante

appellativo della Chiesa Riformata Luterana, adottato il 19 aprile 1529 alla Dieta Imperiale di Spira, dove i rappresentati evangelici presentarono una “solenne protesta” contro la restaurazione del culto cattolico da parte dell’imperatore Carlo V (solo con la “Professione di Fede” di Augusta del 1 luglio 1530, redatta da Melantone, i “protestanti” ottennero la libertà di culto nei territori soggetti al Sacro Romano Impero).

PRova

L’oggetto prova non esiste ma solo perché volevo provare…