Pampino

foglia di vite. Si dice pampinoso il ramo o il grappolo di vite se munito di foglie.

Pane

convenzionalmente una Torta di smalto rosso simboleggia una pagnotta ed è simbolica del giusto compenso ottenuto col lavoro leale ed onesto.

Panoplia

termine che letteralmente significa “collezione di armi”, “insieme delle armi [di un Oplita, soldato greco]” e usato per indicare l’insieme delle armi in un “trofeo” composto dall’insieme completo di armatura a piastre che ricopre l’intero corpo.

Pantera

animale chimerico, in Araldica assai differente all’omonimo naturale, si rappresenta con parte posteriore del corpo di leone, arti superiori di grifone, testa d’aquila, talvolta cornuta e vomitante fiamme (ignivoma).

Pantheon

animale chimerico dell’Araldica Inglese, sorta di capriolo, dalla lunga coda.

Paonazzo (e Pavonazzo)

dal latino “pavonaceum” (‘[simile al] colore del pavone’), colore rosso-violaceo. Vedi Porpora.

Papavero

figura rara in Araldica, ma utilizzato da alcuni magistrati giudicanti perché presenta le celle della capocchia divise equamente.

Para-etimologia

relativa al procedimento tipico degli stemmi parlanti con cui si accostano parole e figure che abbiano una somiglianza formale o fonetica ma non una vera corrispondenza etimologica, apparentemente plausibile ma senza fondamento scientifico. Vedi Parlante (arma).

Parasole Basilicale

vedi Basilica.

Pardo o Gattopardo

sinonimo impreciso di Leopardo; secondo la tradizione si tratta di un felino “scoreggione” (dal greco pardos, “fetore”, per via degli orribile peti coi quali molesta i nemici) che accoppiandosi con la leonessa origina il Leopardo. Vedi anche Leopardo.

Parentela (Arma di)

armi composte con i quarti delle famiglie delle donne entrate per matrimonio, che si aggiungono a quelle ricevute dal padre. Cfr. Alleanza (armi).

Parergo

fregio decorativo delle medaglie.

Pari del Regno

titolo onorifico che designa i maggiori feudatari di un Reame, di onore uguale a quello del re. Pari di Francia, di Inghilterra, di Spagna.

Pari di Francia

si distinguevano in ecclesiastici (arcivescovo di Reims, vescovo-Duca di Laon, vescovo-duca di Langres, vescovo-conte di Beauvais, vescovo-conte di Châlons, vescovo-conte di Noyon) e laici (duca di Borgogna, duca di Normandia, duca di Aquitania, conte di Tolosa, conte di Fiandra, Conte del Vermandois-di Champagne).

Parlante (e Cantante o Agalmonica, arma)

arme che, attraverso gli smalti o alle figure, allude al nome della famiglia o della città che le porta. Oppure vi allude giocando sull’assonanza o sulla similitudine con il nome. Anche se solo alcuni elementi formano un gioco di parole o stabilisce una relazione paraetimologica o semplicemente sonora con il possessore. In sostanza si tratta di emblemi “basati sulla parola” e illustrano come nei rebus il nome del titolare, magari in forma variata (un albero di bosso per Busseto, un albero di leccio sopra un colle per Montalcino, un colle sovrastato da una croce per Montesanto, un pesce per Pescia, et cetera). Tra le più celebri ricordiamo quella della famiglia Colleoni di Bergamo che avevano come simbolo principale delle coppie di testicoli di leone (“collioni” coglioni, testicoli); o degli Orinali che mostravano dei vasi da notte. Vedi Paraetimologia.

Parma

1) scudo tondo di origine (forse) etrusca, che nell’antica Roma era parte dell’equipaggiamento della Fanteria Leggera e della Cavalleria. 2) Arme di Parma armi araldiche dell’omonima città che, secondo la tradizione, prende nome proprio dall’arma di difesa “D’oro alla croce piana d’azzurro”, accompagnato dal motto “Hostis Turbetur quia Parmam Virgo Tuetur” (Tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma) aggiunto dopo la vittoriosa battaglia della Crocetta contro l’Imperatore Federico II del 12 febbraio 1248.

Partito

lo scudo diviso in due campi da una linea mediana verticale (in palo). Spesso indica unione di due stemmi in un unico emblema (per alleanza, concessione, dipendenza, padronanza). Se la linea di partizione non è centrata e i campi ottenuti non sono equivalenti si ha il partito addestrato o partito a destra (con la linea di partizione spostata a destra), oppure il partito sinistrato o partito a sinistra (con la linea di partizione spostata a sinistra).

Partito-Semitroncato

un scudo diviso in due verticalmente e con la parte sinistra ulteriormente divisa in due orizzontalmente. Il contrario è Semitroncato-Partito. Cfr. Semipartito-Troncato, Troncato-Semipartito.

Partizioni (e Ripartizioni)

divisioni del campo dello scudo secondo le regole araldiche, possono essere partizioni semplici o ripartizioni (partizioni composte) Secondo la scuola francese si dicono anche (desueto) “Partizioni Convenevoli”
Semplici: partito, troncato, trinciato, tagliato, addestrato, sinistrato
Ripartizioni: troncato-semipartito, semipartito-troncato, partito-semitroncato, semitroncato-partito, interzato in palo, interzato in fascia, interzato in banda, interzato in sbarra, inquartato, inquartato in croce di S. Andrea (o inquartato in decusse o decussato, controinquartato, interzato in pergola, interzato in pergola rovesciata, interzato in calza, interzato in mantello, cappato, abbracciato, partito di uno e troncato di due, partito di due e troncato di uno, partito di due e troncato di due, partito di due e troncato di tre, partito di due e troncato di quattro, partito di tre, partito di tre e torncato di uno, partito di tre e troncato di due, partito di tre e troncato di tre, partito di quattro e troncato di uno, partito di quattro e troncato di tre.

Partizioni Onorevoli

Pezze Onorevoli che occupano tutto lo scudo palato, fasciato, bandato, sbarrato.

Pascente (e Pascolante)

la pecora e la mucca quando rappresentate con la testa verso il terreno in atto di brucare l’erba.

Passante

1) animale rappresentato nell’atto di camminare, con la zampa anteriore destra alzata. Escluso il leopardo, per il quale è la posizione naturale. Vedi Leopardo. 2) figura che ne sovrasta un’altra nascondendola parzialmente. Cfr. Contropassante, Fermo, Galoppante, Slanciato.

Passato in Decusse (e in Croce di S. Andrea)

di tutte quelle figure che sono poste tra loro a “X”.

Pastorale (Bastone o Bacolo Episcopale, o Vincastro)

insegna della dignità episcopale, in metallo nobile. Può essere sormontato da un ricciolo, in segno di obbedienza al Papa, o da una croce (semplice, doppia, tripla). Attualmente nell’Araldica Ecclesiastica è emblema proprio dell’Abate, che lo pone accollato dietro allo scudo e munito di un piccolo velo detto Sudarium. Deriva, come il nome lascia intuire, dal bastone del pastore che ha un’estremità ricurva per pascere gli animali, i vescovi lo usano in quanto “pastori” del gregge di fedeli a loro affidato in quanto successori degli Apostoli. Secondo sant’Ambrogio di Milano “il bastone pastorale deve essere al fondo appuntito per spronare i pigri, nel mezzo diritto per condurre i deboli, in alto ricurvo per radunare gli smarriti”.

Patente

“aperta”. 1) Si dice di lettera o altro documento che “rende pubblica una decisone sovrana” e per questo “aperta” e leggibile da tutti. 2) le pezze che sembrano “aprirsi” (allargarsi) verso le estremità.

Paternostro

Rosario con i grani di argento e di rosso con la croce pendente ottagona, è attributo speciale dei Balì (Balivi) e del Gran Maestro dell’Ordine di Malta.

Patriarca

titolo onorifico dei principali vescovi della Cristianità. La gerarchia prevedeva i patriarchi di Roma, Costantinopoli, Gerusalemme, Antiochia e Alessandria d’Egitto. Nella Chiesa Cattolica Romana è titolo di alcuni insigni arcivescovi metropoliti Aquileja, Venezia, Lisbona… Nella Chiesa Ortodossa d’Oriente indica i primati della chiese nazionali (Grecia, di Tutte le Russie, Serbia, Bulgaria…). Vedi Aquileja (Patriarcato).

Patriarcale (croce)

croce emblematica della dignità di Patriarca nella Chiesa Latina, è detta anche croce di Lorena, è una croce latina avente una seconda traversa più piccola superiore.

Pavese (o Palvese)

1) nome dello scudo nel XIII secolo. Letteralmente significa “di Pavia” e pare derivi dall’uso di scudi particolari da parte delle milizie del Comune di Pavia. 2) decorazione onorifica delle navi da parata, detto anche “Gran Pavese”.

Pavonazzo

vedi Porpora.

Pegaso

cavallo alato. Figura mitica.

Pellegrino

figura caratteristica di uomo nell’atto di camminare, munito di un bordone, di un cappello da pellegrino (galero), di una borsa (scarsella) e di un saio spesso decorato con una conchiglia.

Pellicano

nota figura dell’Araldica soprattutto ecclesiastica rappresentato nell’atto di beccarsi il petto per nutrire i piccoli. Simbolo del sacrificio cristiano per il prossimo perché si credeva che in caso di mancanza di cibo nutrisse i figli colla propria carne. In realtà l’uccello porta il cibo nella sacca membranosa del becco e per farlo uscire lo preme contro il petto, da cui la leggenda. Di solito è sanguinoso e con la sua pietà (vedi).

Pellicce

una delle categorie di smalti araldici, composta dall’ Armellino, dal Vajo nonché dal Contrarmellino e dal Controvajo. Possono essere accostate sia ad un metallo che ad un colore.

Pelta

scudo tondo in legno o vimine rivestito di cuoio che il mito attribuisce alle Amazzoni, donne guerriere che si privavano della mammella (greco ‘mazon’, con il privativo ‘a’) per combattere meglio.

Pendente

per due figure vegetali addossate, che si ripiegano in fuori e all’ingiù.

Penna

vedi Piuma.

Pennacchio

mazzo di piume che, solitamente, cima l’elmo. Un pennacchio formato da tre piume di struzzo sono l’emblema del Principe di Galles.

Pennone

1) asta della bandiera. 2) bandiera molto allungata, derivato di “penna” più piccolo del Guidone. 3) bandiera.