Fogliani (Da Fogliano) arma

“d’oro, a 13 losanghe di nero accollate in banda e accostate da due tralci di vite al naturale [di verde]”.

Fogliato

un vegetale munito di foglie in smalto differente dal resto. Vedi Frondoso.

Fondato

edificio, colonna etc. quando è appoggiato ad una base di smalto diverso. Anche Terrazzato. Vedi Terrazzo.

Fontana

per chiarezza si pone sempre zampillante (o scorrente).

Forato

figura che presenta dei fori, aperture tonde che lasciano vedere il campo sottostante.

Forcata

1) croce con le estremità divise in due. 2) la coda di un animale divisa in due. Vedi anche Biforcata.

Forcuta (e Bifida)

bandiere, liste, code ed estremità di una figura allungata che sono divise in due.

Fornito

vascello quando è armato di tutte le sue parti vele, gomene, antenne (alberi)…

Fortuna

figura femminile che si rappresenta di solito sopra una ruota raggiata o sostenuta da una globo e tenente con le mani un velo ondeggiante al vento.

fosse una Chiave di Mulino.

Frammezzato

figura singola che si sovrappone ad altre.

Francese (scudo)

vedi Sannitico (scudo).

Francia (Arma)

quella moderna si blasona “d’azzurro caricato di 3 gigli d’oro” i gigli sono posti 2 e 1 che è posizione “bene ordinata” quindi non si indica. È derivata dall’arma “di Francia Antica” dove il campo azzurro è seminato di piccoli fiordalisi d’oro. Il numero di fiordalisi fu ridotto a tre da Carlo V nel XIV secolo. Attualmente il Pretendente al trono di Francia, della dinastia degli Orléans, usa un semplice scudo di Francia, senza il lambello bianco della sua famiglia. Nel 1465 il re Luigi XI di Francia concesse a Piero de’ Medici il diritto di modificare il cerchio rosso (popolarmente “palla”, tecnicamente “torta”) più in alto del suo stemma con i colori e i simboli di Francia. Letteralmente in francese “fleur de lys” identifica il “fiore del giglio” (fam. Liliacee) mentre l’italiano “fiordaliso” si riferisce alla pianta erbacea della famiglia delle Composite, con fiori azzurri e foglie lineari, assai comune nei campi di grano. I fiorentini chiamano il fiore del loro stemma anche “giaggiolo”, vale a dire l’ iris, un’altra pianta erbacea ma della famiglia delle Iridacee, tipica della campagna italiana, con fiori bianchi, azzurri o violacei (“giaggiolo” è dal latino “gladiolum”, piccola spada, per la forma delle foglie).

Franconia (e Franken)

arma antica “spaccato dentato di tre pezzi di rosso e d’argento”.

Freccia

arma da lancio, può essere incoccata, fustata, cadente, impennata (con le penne di smalto diverso), impugnata… vedi Dardo.

Fronde

termine improprio che indica l’ Elemento Decorativo che completa le armi civiche e degli Enti Pubblici, composto da un ramo di quercia e uno d’alloro decussati e legati da un nastro con i colori nazionali e posto sotto lo scudo. Non previste dal Regolamento Tecnico-Araldico ma in uso, si trovano anche rami di palma, vite, melo, abete.

Frondoso

di un albero che porti le foglie sui rami. Vedi Fogliato.

Fronte (in)

vedi Maestà (in).

Fruttifero (e Fruttato)

“che porta frutto”, cioè di un albero rappresentato con i suoi frutti di smalto differente dai rami.

Fulmine

fascio di saette fiammeggianti e dardeggianti, che può essere tenuto tra gli artiglio dell’aquila di Giove, o da una mano.

Funerario (scudo)

propriamente Funeral Escutcheon, è tipico dell’Araldica Britannica, dove è detto Hatchment; si tratta di uno scudo a losanga (o quadrato, ma sempre posto nella posizione della losanga) nero o partito nero e argento, spesso munito di una bordura rossa, sul quale sono dipinte le armi del defunto e che si espone nel periodo delle esequie (per poi esser conservato nella cappella ove riposano le spoglie mortali).

Furioso

i bovini quando sono impennati sulle zampe posteriori, come in atteggiamento minaccioso.

Fusato

quando lo scudo è suddiviso in rombi o losanghe (fusi). Può essere fusato in palo o in fascia, in banda o in sbarra. Conviene indicare il numero di fusi

Fusciacca

nome proprio della Fascia Civica (vedi questa voce).

Fuso

losanga allungata (la losanga ha gli assi pressoché equivalenti).

Fuso per filare (e Fuso da Filatrice)

da non confondere col fuso, è lo strumento di forma allungata tornito e pomellato che serve per filare, può essere munito del suo filo.

Fustato

del colore del fusto dell’albero (“fustato al naturale” di color legno) se diverso dalla chioma. Nota per i piccoli vegetali si dice gambuto o stelato.

Gagliarda (Pezza)

nome popolare del “fasciato di nero e d’argento” che a Firenze identificava l’Arte del Calzolai.

Gagliardo

bandiera principale (per es. di una nave). Diminutivo Gagliardetto.

Gaio

il cavallo quando raffigurato passante e senza fornimento. Cfr. Bardato, Imbrigliato,  Sellato, Gualdrappato.

Galero

cappello da pellegrino a larga tesa, da cui e derivato il cappello prelatizio con fiocchi, che e segno delle dignità ecclesiastiche. Dal latino “galea” (un particolare tipo di elmo), è di panno, con una tesa molto larga e trapassata da due cordoni che terminavano con due fiocchi che, agli inizi, venivano annodati sotto il mento, oltre ai due fiocchi laterali che sporgevano dalla tesa o cupolino;

Galero (o cappello) Prelatizio

in Araldica si distingue il colore a seconda del grado del possessore nella gerarchia ecclesiastica rosso per i cardinali, verde per i vescovi e gli arcivescovi, nero per tutti gli altri religiosi (ad esclusione degli abati dell’Ordine Premostratense, che per antico privilegio lo possono portare bianco).

Galero Cardinalizio (o Pontificale)

uno dei cinque tipi di copricapo cardinalizio (di rito romano) il primo è il galero di panno rosso, detto “galero pontificale”, perché concesso dal Pontefice; con una tesa molto larga e trapassata da due cordoni che terminavano con due nappe che, in origine, venivano annodati sotto il mento; il secondo, chiamato “cappello parasole”, di seta cremisi, con due fiocchi laterali al cupolino ed una nappa all’estremità dei due cordoni, era un oggetto liturgico che non veniva indossato ma sostenuto dal “maestro di camera” del cardinale nelle liturgie solenni; il terzo, chiamato “cappello rosso piccolo” o “usuale” è di feltro rosso; il quarto, detto “cappello nero”, pure di feltro con la sola distinzione di una fascia di fettuccia rossa con ricami in oro, attorno al cupolino, e usato dai cardinali quando portano la veste talare nera; il quinto è il “tricorno” o meglio “berretta” tipico copricapo degli ecclesiastici, possiede una forma approssimativamente cubica ed è munita di tre alette rigide e un fiocco sulla parte superiore (Vedi Tricorno).Il galero rosso, nel tempo aveva perso la primitiva forma e risultava piatto, non veniva indossato, in quanto veniva solo consegnato al neoeletto cardinale dal papa nel corso del Concistoro Pubblico. In pratica veniva usato solo durante il funerale del cardinale e dopo, appeso presso il suo sepolcro. In araldica il cappello di rosso che timbra lo scudo cardinalizio appare agli inizi del XIV secolo, l’uso divenne comune nel XV, a seguito della graduale scomparsa della mitria nello stemma dei cardinali. I fiocchi inizialmente non erano in numero definito; in numero di 15 per parte disposti in cinque ordini (1, 2, 3, 4 e 5)  diviene comune sotto il pontificato di Pio VI (1775-1779) e regolamentato dalla Congregazione Cerimoniale del 9 febbraio 1832. Dallo stemma dei cardinali, con la Costituzione apostolica “Militantis Ecclesiae regimini” del 19 dicembre 1644 papa Innocenzo X ordinò a tutti i Cardinali, “allo scopo di costruire l’unità e l’eguaglianza del sacro collegio, di rimuovere dai loro sigilli e da qualsiasi loro insegna, comunemente chiamata stemma, le corone, i segni e tutti gli attributi di origine secolare, ad eccezione di quelle che sono all’interno dello scudo dell’arme della loro famiglia come parte essenziale e integra dello stemma stesso, restando insigniti e decorati del solo cappello rosso, risplendente del colore medesimo del sangue prezioso di Cristo”. Il galero o cappello cardinalizio reale (ad esclusione di quello araldico) venne abolito da Paolo VI.

Galizia (Galizien, gia Galitien)

regno asburgico dell’Europa centro-orientale, arma “D’azzurro, alla fascia in divisa cucita di rosso, sostenente un corvo chiuso di nero illuminato d’argento, accompagnata in punta da tre corone di tre punte d’oro, gemmate e poste 2.1”.

Gallo

si rappresenta sempre crestato e barbato (o bargigliato, cioe munito di bargigli di colore diverso). Se ha la zampa destra alzata si dice ardito, ed e la sua posizione naturale.

Gallo d’Oro

nome popolare della Fenice.

Galoppante

il cavallo che corre.

Gambuto

il fiore o l’arbusto quando hanno lo stelo o il gambo di colore diverso. Vedi Stelato.

Garzone

nome antico dello scudiero. Dal francese “Garcon” (ragazzo).