Cappato abbassato

scudo cappato quando le linee curve terminano più in basso della metà dei fianchi.

Cappato alzato

scudo cappato quando le linee curve terminano più in alto della metà dei fianchi.

Cappello all’Antica

copricapo con la coppa emisferica e le falde in giù, cordonato nella coppa e con lacci. Anche Galero o Cappello Prelatizio.

Cappello Prelatizio

copricapo che si ispira al cappello da pellegrino dei prelati cattolici, detto Galero, munito di un numero variabile di fiocchi (nappe) che in Araldica ne indica il rango e prende il posto dell’elmo.
– Cardinale: cappello rosso con trenta fiocchi rossi, 15 per lato.
– Patriarca e Primate: cappello verde con trenta fiocchi verdi, 15 per lato dello scudo (lo scudo fregiato del pallio e accollato ad una croce patriarcale d’oro).
– Arcivescovo: cappello verde con venti fiocchi verdi, 10 per lato (lo scudo fregiato dal pallio e accollato ad una croce patriarcale d’oro).
– Prelato di Fiocchetto: cappello porpora/violaceo con venti fiocchi dello stesso, 10 per lato
– Vescovo: cappello verde con dodici fiocchi, 6 per lato (lo scudo accollato ad una asta crociata e gemmata).
– Protonotari: cappello porpora/violaceo con dodici fiocchi, sei per lato
– Prelati d’onore: cappello rosso/violaceo con dodici fiocchi, 6 per lato
– Abate Nulliuse Prelato Nullius: cappello verde con dodici fiocchi, 6 per lato (lo scudo accollato ad un pastorale d’oro munito di velo detto sudarium).
– Protonotari Apostolici, Vicari Generali: cappello nero con dodici fiocchi, sei per lato.
– Abate e Prevosto: cappello nero con dodici fiocchi, sei per lato (lo scudo accollato al pastorale d’oro munito di velo, detto sudarium, in passato potevano timbrare lo scudo con la mitra semplice o aurifregiata)
– Superiori Maggiori degli Ordini Religiosi: cappello nero con dodici fiocchi, sei per lato
– Cappellano di Sua Santità: cappello nero con sei fiocchi porpora, 3 per lato.
– Canonici ordinari: cappello nero con sei fiocchi neri, tre per lato.
– Decani e Prelati minori: cappello nero con quattro fiocchi neri, due per lato.
– Superiori degli Ordini (Non Esenti): cappello nero con quattro fiocchi neri, due per lato.
– Sacerdoti: cappello nero con due fiocchi neri, uno per lato.

il copricapo proprio del Romano Pontefice è la Tiara, attualmente sostituita da una Mitra. Per speciale concessione in passato il Cardinale Patriarca di Lisbona timbrava il proprio scudo con la tiara papale ma lo accollava a due fronde di palma.

Capra

si raffigura barbata, brucante, cornata, passante, saliente, unghiata.

Capriolato

vedi Scaglionato.

Capriolo

altra denominazione dello Scaglione (dal francese Chevron, elemento di capriata).

Capro (anche Becco e Caprobecco)

maschio della capra, può essere raffigurato passante, fermo, saliente o infuriato (rampante), cozzante (quando combatte contro altro capro o picchia contro una figura). Anche Montone.

Carbonchio (propriamente Raggio di Carbonchio)

figura simboleggiante il luccichio del rubino (escarbuncle) e rappresentato come un cerchio (anello) con otto raggi cimati da un giglio. È detto anche Ruota Clevianaperché è l’emblema proprio del Ducato di Cleves(Sassonia). Rappresenta la leggenda secondo la quale questa pietra risplenderebbe di luce propria nelle tenebre.

Cardo

pianta gambuta, fogliata spinosa e fiorita. Emblema popolare della Scozia. Vedi Ordine del Cardo.

Carello

1) è il cuscinetto quadrato che sostiene il cimiero. 2) scudo araldico femminile. Dal latino Quadrellum, cioè “piccolo quadrato” cuscino, è a quest’ultimo che richiamano le armi femminili, come se fossero ricamate.

Caricato (o Carico)

scudo, pezza o figura, sulla quale è posta un’altra figura, di solito più piccola. Cfr. Sopracaricato.

Carnagione (di)

colore proprio della carni umane nude; con l’Armellino e il Vajo, sono le uniche che possono stare sia sul colore che sul metallo.

Carniola (arma)

arma propria del feudo della regione omonima oggi in Slovenia, “d’argento all’aquila spiegata d’azzurro, membrata imbeccata e coronata di rosso, caricata nel cuore di una luna scaccata d’argento e di rosso”.

Carro

figura caratteristica dell’araldica, si rappresenta in pianta, senza pianale e con il telaio formato dalla stanga, due assali con ruote, due travi collegate in triangolo. Emblema della dinastia dei Da Carrara o Carraresi di Padova.

Cartoccio (scudo)

vedi Accartocciato (scudo).

Casa

1) edificio solitamente rappresentata col tetto a due falde. Può essere chiusa, aperta, finestrata, regolata (se il colore del tetto è diverso da quello delle pareti). 2) Termine che indica la “dinastia” (Casa di Savoia, Real Casa di Spagna, etc…) nonché la loro arma.

Cassinese

una delle Osservanze dell’Ordine Benedettino. Vedi Ordine Benedettino.

Castello (e Maschio di Fortezza)

normalmente il termine indica una costruzione che si compone di un corpo quadrangolare, merlato alla guelfa e di due torri (altrimenti si dice torricellato di… con il numero delle torri) ognuna con tre merli ciascuna. Può essere (ogni variazione deve essere blasonata)aperto, chiuso, finestrato, merlato alla Ghibellina, muragliato (quando si compone di una cortina muraria che spesso arriva ai lato dello scudo), murato(termine che indica la muratura, la malta, il materiale che riempie le commettiture tra i mattoni).

Castiglia (arma)

Regno iberico di Castilla, “Di rosso, al castello [anche Maschio di Fortezza] d’oro” alcuni autori specificano “…merlato alla ghibellina e torricellato di tre dello stesso, la mediana più alta”. Dopo il 1492 era formato dalla Vecchia Castiglia, e Léon a nord e Nuova Castiglia e Andalusia a sud.

Castracani (Arma)

armi della Famiglia lucchese di Castruccio Castracani degli Antelminelli: “troncato, il primo d’azzurro al cane levriere nascente rivoltato d’argento, collarinato di rosso; il secondo d’argento”. Armi che esprimono in modo “parlante” il nome della famiglia (cane tagliato dalla linea di partizione).

Casula

pianeta in forma di ampio mantello con una sola apertura centrale per infilarvi il capo, ha sostituito la pianeta vera e propria e come quella è di colore diverso a seconda del tempo liturgico. Dal latino “Casula” (capanna) perché ripara tutto il corpo.

Catai

variante arcaica di Cina.

Catalogna

denominazione che, dal XII secolo, indica il territorio della Contea di Barcellona (che comprendeva Barcellona, la capitale, Girona, Tarragona , Lleida e fino al 1659 Perpignan), governata dai Conti che, successivamnete all’unione con la corona di Aragona, si denomineranno Conti-Re (in Catalogna) o Re-Conti (in Aragona). Arme moderna: “d’oro caricato di quattro pali di rosso” assai diffusa in Araldica (anche Civica) e che, secondo la leggenda, sarebbe nato dal gesto compiuto da Ludovico il Pio che intinse la mano nuda nel sangue di Giuffredo il Peloso di Provenza conte di Barcellona, gravemente ferito mentre combatteva i Saraceni in Spagna e con le dita tracciò quattro linee verticali sullo stendardo reale d’oro dicendo ai sudditi “D’ora in poi saranno queste le vostre armi” (storicamente Ludovico era già morto prima della nascita di Goffredo. Vedi anche Aragona.

Catena

fila di anelli, di metallo o colore: può essere in fascia, in banda, in sbarra, in palo. Molti stemmi presentano quattro catene moventi dagli angoli e riunite in un anello in cuore dello scudo.

Caudata

la cometa quando ha la coda di colore o metallo diverso da quello della stella. Nota: la cometa è caudata per definizione, quindi si blasona solo se di colore diverso o posizione particolare.

Caudato (di…)

quando l’animale ha la coda di colore diverso da quello del corpo.

Cavaliere

guerriero a cavallo armato di tutto punto. Cfr. Guerriero.

Cavalletto

nome antico dello Scaglione.

Cavallo

il più nobile degli animali (tanto che era raramente inserito nei Bestiarii e mai nel Medioevo rappresentato tra gli animali nell’Arca di Noè) che aveva il suo posto privilegiato accanto agli uomini. La sua posizione naturale è Passante, può essere bardato, corrente, allegro (senza finimenti), inalberato (rampante), sfrenato (senza freno, attributo specifico del cavallo inalberato e rivoltato di Arezzo), spaventato (impennato), recalcitrante (calciante con le zampe posteriori). Detto anche Puledro. Se ha la parte posteriore del corpo di pesce è un Cavallo Marino (raramente Ippocampo).

Centauro

figura mitologica, dal busto di uomo e il corpo di cavallo, di solito si raffigura saettante (con l’arco in mano in atto di scagliare un dardo).

Centrato

1) elemento, fascia o banda quando è posta in arco; ovvero “equidistante dal centro [dello scudo]”. Molti autori ritengano che sia una errata interpretazione di fasce e bande rappresentate su scudi convessi 2) attributo delle centine che cingono il Mondo, o il globo imperiale (nel quale sorreggono la crocetta).

Centro

punto nel mezzo geometrico dello scudo. Cuore.

Cerbero

animale mitologico in forma di cane con tre teste e coda di drago, eventualmente con una o più teste di serpente sul dorso, posto a guardia della porta dell’Inferno. Se porta un collare è ritenuto simbolo dell’arte medica, perché indica la missione di impedire l’accesso alla città dolente (P. Guelfi Camajani). Cfr. con Argo.

Cerchiato

1) di figure circondate o bordate da cerchi di smalto diverso: botti, tinozze, mastelli, vasi… 2) l’aquila provvista di corona (meglio coronata).

Cerchio

figura araldica circolare, come una piastra o un circolo di stoffa. Cfr. Anello, Cerchi Concentrici.

Cercine (anche Burello, meno corretto Torsello)

cerchio di strisce attorcigliate a ciambella di stoffa, nei colori delle armi, posta sull’elmo per trattenervi gli svolazzi. Cfr. Tortiglione.

Certosino (Ordine)

vedi Ordine Certosino.

Cervo (o Cervia)

animale nobile, può essere passante (posizione naturale, non si blasona), corrente (o lanciato), saliente, alato, ferito (se raffigurato colpito da un dardo), nascente (quando fuoriesce dal basso), ramoso (o ramifero se il colore delle corna è diverso). Nota: la sola testa di cervo (trofeo), vista frontalmente, si dice Rincontro, se scarnata (senza collo) si dice Massacro di Cervo. La femmina di cervo si dice anche Cervia (usata in modo “parlante” nelle armi dell’omonima città). Nota: secondo alcuni autori il suo colore “naturale” è rosso e nel caso non si dovrebbe blasonare.