Bipenne (e Ascia Bipenne)

scure metallica con due lame, in greco Labrys, usata sia come arma che come attrezzo da lavoro, simboleggia la capacità della divinità di colpire e castigare. Una particolare ascia bipenne era usata dai sacerdoti nei rituali sacrificali. Vedi Ascia.

Bisantato

di pezza o di figura caricata di bisanti (se in numero di 8 non occorre blasonare).

Bisante

tondo in metallo (se di colore è una Torta). Prende nome dalle monete auree coniate a Bisanzio.

Bisante-Torta (e Bisante-Tortello)

tondino partito, troncato o inquartato di metallo e di colore avente il metallo nel primo (altrimenti è una Torta-Bisante).

Biscia

serpente nella dizione diffusa nell’Araldica Italiana solitamente ondeggiante in palo, con la testa di profilo e volta a destra (altrimenti è rivoltata). Vedi Serpente e Visconti.

Biscione

denominazione popolare dell’insegna della famiglia Visconti serpente d’azzurro, ondeggiante in palo, coronato, ingollante un fanciullo (o un Moro) di carnagione. Secondo la tradizione fu l’insegna adottata da Ottone Visconti dopo la vittoria sul saraceno Voluce. Vedi Visconti.

Blasonare

dal germanico “blasen” (‘annunziare col suono del corno’), chiamata e annuncio dei partecipanti alle giostre cavalleresche. Descrivere le armi secondo i principi dell’Araldica, indicando i colori e le posizioni delle pezze. Si inizia sempre dallo smalto del campo (omettendo il soggetto “campo” o “scudo”), poi si nominano le figure, il loro smalto, la loro posizione, il loro numero…

Blasonario

raccolta, sovente ordinata alfabeticamente, delle descrizioni araldiche di armi gentilizie. Cfr. Stemmario.

Blasone

1) dal germanico Blasen ‘annunziare col suono del corno’ che indicava l’appello dei cavalieri partecipanti ad un torneo. Scienza delle Armi Araldiche che insegna a comprendere il significato delle armi nelle sue diverse figure araldiche. Le proprietà, le leggi e tutto quello che riguarda l’Araldica. 2) descrizione di un’arme secondo le leggi e la grammatica dell’Araldica. Meno corretto Blasonatura. Fin dall’origine si è sempre usata la lingua volgare (francese, tedesco, poi italiano) a sottolineare il distacco dall’ambito religioso. 3) termine che impropriamente indica un arma gentilizia, stemma.

Blasonista

studioso dei Blasoni, esperto di Araldica.

Boccheggiante

si dice del pesce se ha la bocca aperta.

Bocciolato

1) pezza allungata munita di boccioli floreali. Se i boccioli sono all’interno si dice controbocciolata. Se i fiori sono aperti e allargati si dice fiordalisato o gigliato. 2) fiore provvisto di bocci, boccioli, in forma di pistilli o piccole bullette. Come il Giglio di Firenze che mostra i pistilli e i bocci (bocciolato e bottonato insieme).

Boemia (Bohmen, arma)

regno asburgico oggi una delle due Regioni (con la Moravia) che formano la Repubblica Ceca, arma“Di rosso, al leone con la coda biforcata e decussata d’argento,armato lampassato e coronato d’oro”

Boiardo (o Bojardi, arma)

“d’azzurro allo scaglione d’oro”. Quest’ultima arma fu adottata dalla città di Mirandola, che ha avuto i Boiardo come signori, succeduti ai Pico della Mirandola; successivamente l’arma venne inserita nel campo inferiore di uno scudo partito, nel superiore- “d’oro all’aquila di nero”.

Bolla

sigillo solitamente di cera o di metallo con quale veniva autenticata la firma del papa o di un sovrano sui documenti ufficiali, per estensione il documento stesso autenticato. Dal latino “bulla”- piccola borchia, che nelle Cancellerie assunse il significato di sigillo.

Bolla d’Oro

bolla di particolare importanza e solennità che era munita di un sigillo in oro (da cui il nome). Nel 1356 con una “Bolla d’oro” l’imperatore Carlo IV (della dinastia di Lussemburgo) rese la carica imperiale elettiva, esclusivamente da parte dei Principi Elettori (vedi).

Boncompagni (Arma)

arma della celebre famiglia bolognese- “di rosso, al drago reciso d’oro con le ali spiegate”, secondo la tradizione si tratterebbe di un’arma parlante “nominale” giacché adottata nel XIII secolo da Dragone Boncompagni.

Bonne Ville

nell’Araldica napoleonica Francese indicava le città i cui sindaci, di nomina imperiale, avevano il privilegio di assistere all’incoronazione dell’Imperatore. Lo stemma civico era insignito di un capo di rosso alle tre api d’oro poste in fascia. Vedi Ape.

Borbone (Borbòn e Bourbon)

arma antica della Contea di Borbone e titolo del primo Principe del Sangue della Casa Reale di Francia, come ultrogenito di Francia portava l’arma “d’azzurro a tre gigli d’oro posti 2,1 colla brisura di un bastone scorciato di rosso in cuore”. Alla morte di Enrico III di Valois nel 1589 senza eredi, il trono di Francia passò a Enrico IV di Borbone (il “Verde Galante”) re di Navarra, discendente di Roberto di Clermont sesto figlio di Luigi IX, che aveva sposato la sorella di Enrico III Margherita (la celebre Reine Margot), il quale era divenuto legittimo re e tolse il bastone dallo stemma.

Bordato

attributo di una pezza che ha i bordi di smalto differente. Cfr. Bordura.

Bordonato

con le estremità terminanti in pomello, come il Bordone.

Bordone

bastone del pellegrino, caratterizzato dal puntale a forma di pomo, avete talvolta un altro pomo più in basso della sommità e un uncino (al quale si attaccava la borraccia).

Bordura

pezza onorifica di primo ordine, che circonda la scudo e spessa circa come la sesta parte di esso. Nel blasonare un’arma si nomina dopo le altre figure. Vedi Orlo e Orlatura.

Borea

figura allegorica che rappresenta il vento freddo e impetuoso, raffigurata come volto umano con le gote gonfie in atto di soffiare, uscente da una coltre di nubi. Vedi anche Aquilone e Vento.

Borgo

dal greco “Pyrgos” fortezza, passato al tedesco in “Burg”; agglomerato urbano fortificato con mura. Cfr. con Villa.

Borgogna (arma)

1) antica-“Bandato d’oro e d’azzurro, alla bordura di rosso”. Alcuni autori affermano che, precedente a questa, la Borgona avesse adottato un semplice scudo con croce rossa. 2) Moderna- “D’azzurro seminato di gigli d’oro [o di Francia Antica] alla bordura composta d’argento e di rosso”. 3) arma della Regione francese omonima (Bourgogne)- “Inquartato di Borgogna moderna e antica”.

Borgogna (Bourgogne, Burgundia Ducato di)

il Ducato di Borgogna era un importante dominio federale del Regno di Francia che, nel 1363 venne conferito a Filippo l’Ardito, ultimo figlio di re Giovanni II. La sua discendenza acquisì nel tempo un gran numero di territori creando così un grande Stato che comprendeva la Francia nord-orientale (con la Franca Contea detta “Contea di Borgogna”), il Belgio e l’Olanda (collettivamente detti Fiandre) e parte dell’attuale Svizzera. Nel 1477 alla morte di Carlo il Temerario, il Ducato passò in reggenza all’imperatore Massimiliano I d’Asburgo (che ne aveva sposato l’erede Maria di Borgogna) per conto del figlio Filippo detto “il Bello”, il quale sposò Giovanna di Castiglia (detta “la Pazza”) creando così le basi per quell’Impero “sul quale non tramontava mai il sole” che (in parte) pervenne al loro figlio Carlo V. Vedi anche Toson d’Oro.

Borgogna (Contea di)

vedi Borgogna (Ducato di).

Borgomastro

sindaco, nei Comuni di lingua tedesca dell’Alto Adige (Sud Tirolo) il borgomastro, nell’esercizio delle sue funzioni, porta la fascia del sindaco italiano e la collana preziosa del “Burgmeister” (letteralmente “Maestro di Borgo”) tirolese, caricata con le armi civiche.

Borgona (Ordine di)

denominazione imprecisa per l’Ordine del Toson d’Oro (vedi questa voce).

Bottonato

provvisto di bottoni, parti del fiore non ancora dischiuse, in forma di piccole bullette. Nel Giglio di Firenze sono presenti contemporaneamente bottoni e boccioli. La rosa si dice bottonata quando il nucleo del centro è di colore diverso da quello dei suoi petali.

Bottoniera

vedi Puntale.

Boucéant (e Baussant)

originariamente “Beau Séant”, nome popolare del gonfalone dell’Ordine Templare troncato d’argento e di nero, al quale dopo il 1147 fu aggiunta una croce patente rossa (concessione di papa Eugenio III). Vedi Ordine Templare. È probabilmente all’origine dell’Italiano Balzana.

Bove (anche Bue)

animale che in Araldica si distingue dal Toro perché tiene la coda penzoloni. V. Toro.

Bozzetto

1) disegno convenzionale di un arma. 2) disegno delle Armi e del Gonfalone, nonché del Sigillo e della Bandiera, di un Ente Territoriale o Morale. Denominazione sia dei bozzetti allegati alla Richiesta sia di quelli allegati al Decreto di Concessione e Riconoscimento. Sono riportati su cartoncini bianchi della misura di cm 37 x 26 cm.

Brabante (arma)

“Di nero, al leone d’oro armato e lampassato di rosso”. Vedi anche Belgio.

Braccante

posizione tipica del cane. Vedi Bracco e Cane.

Braccio

1) ognuno dei due arti superiori del corpo umano. Se destro si dice destrocherio, se sinistro invece si chiama sinistrocherio. Può essere di carnagione (nudo), vestito (coperto da tessuto), armato (racchiuso nell’armatura). 2) ognuna delle estremità della croce e della squadra.

Bracco

dal germanico “Brakko”, cane da caccia, raffigurato rampante e privo del collare e con le orecchie cascanti. Vedi Cane.