Alato

di una figura munita di ali contro la sua natura (cavallo, leone, drago…)

Alcione

termine araldico che indica un uccello chimerico simile al cigno e galleggiante su un nido d’acqua. La leggenda narra che Alcione, figlia di Eolo, e Ceice si considerassero coppia felice al pari di Zeus ed Era; gli dei infuriati trasformarono lui in smergo e lei in alcione, che si riteneva scavasse un nido sulla battigia riempiendolo d’acqua, ma solo quando l’acqua era calma, perciò simbolo di buon augurio.

Alerione

aquilotto tipico dell’Araldica, privo di rostro (becco), di artigli e talvolta anche di zampe, vedi anche Merlotto al quale è molto simile. Si rappresenta di fronte, con la testa di profilo, il volo solitamente spiegato, ma talvolta anche abbassato. Non si conosce l’origine del nome, ma secondo alcuni può essere derivato da: Aliers, antico termine gallico che designa una specie di uccello rapace, oppure dal latino Aquilario, diminutivo di aquila. Vedi Lorena.

Alettato

vedi Pinnato.

Alfa (e Alpha)

prima lettera dell’alfabeto greco e rappresentata come la nostra (A), associata all’Omega (·) ultima lettera di quell’alfabeto, si riteneva che fossero state create e associate dalle tre Moire (o Parche) e simboleggiavano la Chiave dell’Universo, racchiusa tra queste due estremità, relativa all’inizio e alla fine del Cosmo. Rappresentano la totalità dell’Essere, del Tempo e dello Spazio (nell’Evangelo Gesù dice di sé di essere “l’Alfa e l’Omega”).

Alias

voce latina che significa “altrimenti, in altre circostanze”; si usa quando di un’arma se ne conoscono più versioni.

Allacciato in Giro

del serpente raffigurato in circolo e mordente la propria coda. Figura dell’ eternità, detto anche Uroburo.

Allargato

1) del giglio aperto e germogliato. 2) sinonimo di patente.

Alleanza (o Parentela, armi di)

scudi partiti, interzati, inquartati, che portano nei campi gli stemmi di diverse famiglie unite (per matrimonio, sodalizio…). L’arma “primitiva” a quella alleata sarà sempre nella prima partitura o “sul tutto”. In conseguenza di alleanze matrimoniali il marito inseriva nel suo scudo le armi della moglie.

Allegro (o Gaio)

si dice di cavallo libero passante spoglio dei finimenti. Vedi Cavallo.

Alloro

albero sacro ad Apollo, simboleggia la gloria e la sapienza, la fronte dei poeti e dei vincitori veniva cinta con corone d’alloro (da cui “laureato”). Vedi Serto.

Alludente (Arma)

che con figure o pezze richiama “fa pensare” ad un cognome o ad un predicato nobiliare (es.: una croce in decusse per il cognome D’Andrea; un galero per Cappellari, e così via…), o (per gli stemmi civici) ad un toponimo o ad un coronimo (una ruota per Rho e per Carrara). Cfr. Parlante (Arma).

Allumato

dello smalto degli occhi se di colore diverso. Cfr. Infiammato e Illuminato.

Alta

di una spada con la punta verso l’alto (potrà essere in palo, in sbarra o in banda).

Alveare (anche Bugno)

simbolo della comunità, dell’operosità e del lavoro produttivo (“le api sanno cogliere il meglio dei fiori”) e del risparmio (perciò adottato come emblema da molte banche) . Di solito si rappresenta di metallo nobile nella forma di un cilindro sormontato da una cupola e provvisto di un’apertura dalla quale fuoriescono delle api. Vedi anche Ape.

Alvernia (e Auvergne)

arma regionale francese “d’oro al gonfalone di rosso frangiato di verde”.

Alzato

figura o pezza posta più in alto della posizione normale. Nota: si dice dello scaglione quando la punta tocca il margine superiore dello scudo ma con i bracci nel mezzo dei margini laterali.

Amaide

termine desueto che indica una fascia scorciata che non tocca i lati dello scudo. Vedi Fascia.

Amalfi

città della Campania sede di una delle quattro più celebri Repubbliche Marinare. Arma antica: “D’argento alla banda di rosso”, arma moderna (alias): “D’azzurro alla croce ottagona d’argento”.

Anatrella

anatra mancante del becco e delle zampe. Figura di anatra stilizzata che rassomiglia le “ochette” del bagnetto dei bimbi.

Ancile

scudo di forma ovale. Fa riferimento allo scudo rosso che Marte avrebbe inviato a Numa Pompilio, re di Roma, durante una cerimonia. Un oracolo avrebbe profetizzato che fino a quando lo scudo fosse rimasto in possesso della città, essa avrebbe conservato il suo potere; per questo Numa ne fece fare 11 copie dallo sculture Mamulio, queste vennero dette appunto “ancili” e assieme all’originale affidate ai Salii, sacerdoti del dio della Guerra. In passato si asseriva che tutte le città di fondazione romana avessero adottato come loro primo stemma uno scudo rosso come l’Ancile.

Ancora

pesante arnese munito di bracci ricurvi (marre) atti a far presa sul fondo del mare per trattenere il natante per mezzo di una fune (gòmena) o una catena, può avere anche una traversa. Se il trave o la gomena sono di colore differente occorre blasonarli. Vedi Raffio.

Ancorata

di croce o pezza biforcata che termina con due punte in forma di ancora (arrotondate indietro).

Andegavia

vedi Angiò.

Andorra (e Andorre, Principato) armi

“Inquartato; nel primo d’argento alla mitra vescovile al naturale; nel secondo d’oro ai tre pali di rosso; nel terzo di rosso al pastorale d’oro fustato d’argento; nel quarto d’oro alle due vacche di rosso squillate d’argento” (Santi-Mazzini). Il primo e il terzo quarto sono simbolici del vescovo di Urgel co-principe di Andorra; il secondo quarto ricorda i Conti di Foix, eredi dei Caboet primi co-signori del piccolo Stato; il quarto si riferisce all’arma del Béarn del re Enrico IV di Francia il quale ereditò dai Foix il titolo di co-principe che passò poi ai discendenti e da questi al Presidente della Repubblica Francese (confermate nel 1992).

Anelletto

figura araldica in forma di piccolo cerchio, presente in due o più. Cfr. Circolo.

Anello Piscatorio

anello proprio dell’ufficio del Papa (Romano Pontefice), così detto perché porta incisa la figura dell’Apostolo Pietro che Gesù chiamò ad essere “Pescatore d’Anime”. Alla sua morte viene distrutto e al successore ne viene consento uno nuovo. Cfr. Basilica.

Anfisbena (o Anfesibena e Anfistera)

è un serpente leggendario dotato di due teste, un per ogni estremità del corpo (dal greco anphi ‘da entrambi i lati’ e banein ‘camminare’), nonché di occhi luminescenti e ali di pipistrello e zampe; secondo il mito greco, fu generata dal sangue gocciolato dalla testa di Medusa decapitata da Perseo. In Araldica di solito si rappresenta come un serpente disposto a forma di 2 o di 8, inanellato e con una seconda testa al termine della coda, che può quindi procedere sia in avanti che all’indietro. Secondo la leggenda quando una testa dorme, l’altra resta sveglia in guardia. Le due teste sono abitualmente di smalto differente: di metallo quella superiore, e di nero quella inferiore (rappresentazione simboleggiante la vittoria del Bene sul Male). Nella sua forma più completa l’anfisbena mostra la parte luminosa alata e quella oscura membrata, cioè con un paio di zampe scagliose. Quando è rappresentata con le due teste unite, queste non sono differenziate nello smalto.

Angevin (arma)

vedi Angiò (di)

Angiò (di), anche Anjou o Angevin, Andegavia e Andgavia (arma)

d’azzurro, ai tre gigli d’oro posti 2,1 al lambello di rosso attraversante. Vedi anche Capo d’Angiò.

Anglia

nome aulico dell’Inghilterra, da cui l’aggettivo Anglicano.

Anglicano

dell’Anglia (Inghilterra). Membro della Chiesa d’Inghilterra.

Angolata

di una croce quando negli angoli è accompagnata da figure (spesso in numero di quattro) allungate, che muovono in diagonale dagli angoli tra i bracci della croce verso i margini dello scudo (ad es. 4 gigli). Cfr. Accantonato.

Angoli

ognuna delle quattro estremità dello scudo diviso ipoteticamente da una croce; si distinguono in destro e sinistro del capo, destro e sinistro della punta.

Angria (arma)

una delle armi di Padronanza inseriti in uno dei quarti delle Grandi Armi di Savoia e rappresentante l’omonimo territorio: “d’argento ai tre puntali di rosso posti 2,1”.

Anguifero (raro Anguillifero)

“portatore di anguille” che termina in due teste d’anguilla, addossate e pendenti. Se le teste sono di serpente si dice Serpentifero.

Animato

attributo del cavallo nell’atto di correre e con gli occhi di smalto diverso dal corpo.

Anjou (arma)

vedi Angiò (di).

Annodato

1) pezze aventi il centro in forma di nodo. 2) leoni aventi la coda allacciata in nodi e fiocchi, specie se biforcata e passata in croce di Sant’Andrea. 3) serpenti avvolti in spire. 4) corde e nastri con uno o più nodi o passate in fiocco.