Armacollo

Composto di “armare” e “collo” 1. anticamente indicava la gorgiera, poi il termine è passato a identificare la correggia pendente da una spalla e passante sotto il braccio opposto. 2. La locuzione “ad armacollo” indica il modo di portare il fucile (sinonimo di “a tracolla”) trasversalmente dietro la schiena, in modo che la canna sia appoggiata alla spalla sinistra e il calcio all’anca destra, mentre la cinghia che lo sostiene attraversa il petto scendendo dalla spalla sinistra al fianco opposto, o anche viceversa: in quest’ultima forma si definisce anche la fascia civica portata dal sindaco e dalle altre magistrature.

Abbreviatura

Simbolo convenzionale di origine medievale di abbreviazione (detta anche abbreviatura) di una parola nella scrittura, corrispondente alla riduzione di una o più lettere o parole per troncamento. si rappresenta solitamente come un tratto lineare o arcuato.

Aureola

letteralmente “piccola aura” è un segno splendente che circonda il capo dei santi, degli esseri soprannaturali e, talvolta, degli esseri umani (come l’imperatore). Nell’arte bizantina circonda anche il capo di esseri contemporanei viventi degni di onore, ma rappresentata in forma quadrangolare anziché tonda. In Araldica si preferisce il termine Nimbo (vedi questa voce).

Austria (arma)

“di rosso alla fascia d’argento”; emblema della famiglia reale e imperiale d’Austria degli Asburgo. Nome latinizzato della Marca dell’Est (Österreich) creata dall’imperatore Ottone I nel IX secolo, comprendente i territori di Austria propriamente detta, il Ducato di Corinzia e la Marca di Carniola, alle quali nel XIII secolo gli Asburgo unirono la Carinzia e la Stiria facendone i cosiddetti “Stati Patrimoniali” (Eigen) con residenza del principe nella Città Libera Imperiale di Vienna. Nel 1363 fu annesso il Tirolo, ereditato tramite Margherita Maultasch ultima della locale dinastia comitale.Vedi Asburgo.

Avellana

1) nocciola, frutto del nocciolo (Corylus Avellana). Si rappresenta sempre munita della “buccia”. Secondo la tradizione prende il nome dalla città di Avellino (o di Avella), da dove proveniva una varietà particolarmente pregiata all’epoca dei Romani. 2) Croce formata da quattro avellane moventi da una perla centrale.

Azza

dal francese “hache”, specie di scure in forma di martello o piccola alabarda con il ferro avente una mezzaluna su un lato, che i cavalieri utilizzavano durante il combattimento ravvicinato, quando la lancia e le armi lunghe erano inutilizzabili.

Azzurro

uno degli smalti dell’Araldica. Essendo tecnicamente un pigmento molto difficile da ottenere (principalmente dal lapislazzuli e dal fiore del Guado) divenne simbolo di regalità.

Armi Sociali

armi proprie delle Società, Religioni, Confraternite, Università, Associazioni.

Armille

“piccole armi”; figura composta da due o tre anelli posti uno dentro all’altro. Cfr. Circoli. Onorificenza concessa dai comandanti degli eserciti Romani come benemerenza.

Arpia

figura che si ispira al mostro mitologico con viso e seno di donna; corpo, ali e artigli d’avvoltoio (e talvolta con orecchie di orso). Essendo simbolo della “distruzione” fu adottata soprattutto dagli uomini d’arme.

Arrestato

attributo dell’animale fermo sulle quattro zampe. Vedi Fermo.

Arricciato (e Arroncigliato)

attributo del gatto, quando rappresentato col dorso arcuato e il pelo irto (rabbuffato), per minacciare, o porsi in difesa.

Artiglio Alato (e Mano d’Aquila)

è una figura caratteristica rappresentata da un’ala d’aquila munita di un artiglio rapace

Asburgo (Absburg e Absburgo)

titolo originario della casa degli imperatori d’Austria la cui discendenza maschile diretta terminò nel 1740 con Carlo VI (padre di Maria Teresa). Nel 1273 Rodolfo d’Asburgo venne letto Imperatore e, sconfiggendo il re di Boemia Ottocaro II, si impadronì dell’Austria. Nella Sala degli Stati Generali di Bruxelles il 25 ottobre 1555 Carlo V abdicò ufficialmente dividendo l’Impero, affidando l’Arciducato d’Austria e il titolo imperiale al fratello Ferdinando I (il quale era già re di Boemia e Ungheria) mentre la Spagna, le Fiandre, l’Italia e le “Indie” le lasciò al figlio Filippo II (di Spagna). Effettivamente il passaggio dei poteri iniziò nell’estate 1556 e l’abdicazione dal titolo imperiale (a favore di Ferdinando) avvenne solo il 24 febbraio 1557 (data del compleanno di Carlo V), Ferdinando dovette attendere la Dieta imperiale di Francoforte del 12 marzo 1558 per essere riconosciuto imperatore dai Principi Elettori.

Asburgo (arma)

“d’oro al leone di rosso, armato e lampassato d’azzurro” dal nome del loro possedimento più antico: il castello di Absburg (Habichtsburg: ‘castello dello sparviero’) nella contea dell’ Alta Alsazia, oggi nel Cantone Svizzero di Aargau, che venne loro tolto dall’imperatore Carlo IV nel 1346. In seguito adottarono le armi del loro più importante regno: l’Austria. La dinastia dette molti imperatori al Sacro Romano Impero e dal 1438 mantennero ininterrottamente la carica fino al 1806, quando venne abolita da Napoleone. Gli Arciduchi d’Asburgo, che mantennero la maggior parte dei territori orientali dell’ex Sacro Romano Impero si fregiarono alloro del titolo di Imperatori d’Austria. Nel 1867 adottarono il titolo di Imperatori d’Austria-Ungheria fino alla fine della Prima Guerra Mondiale. Vedi Austria (Arma) e Sacro Romano Impero.

Ascalona (cipolla di)

scalogno (Allium Ascalonicum). Varietà di cipolla che prende il nome dall’omonima città della Palestina. Rara in Araldica, più diffuso: Cipolla.

Ascendente

animale in atto di salire su un’altra figura.

Ascia (e Ascia d’Armi)

arma offensiva a manico corto (dei legno o di metallo), con un ferro tagliente ricurvo inserito perpendicolarmente. Scure. Vedi Azza.

Ascia Bipenne

vedi Bipenne.

Aspilogìa

termine coniato da sir Henry Spelman nel XVI secolo col significato di “studio delle armi”. Meglio Araldica.

Assia (Hessen) arma

arma regionale tedesca, ”d’azzurro al leone fasciato di otto pezzi d’argento e di rosso, armato e lampassato dello stesso coronato d’oro”.

Assicellato

si dice di uno scudo suddiviso abitualmente in rettangoli in senso verticale a (similmente allo scaccato) può essere in sbarra, in banda ma anche in fascia.

Assuntive (armi), anche di Assunzione

sono le armi che si prendono (assumono) per la prima volta in ricordo di un’azione meritoria o di un’impresa lodevole. Secondo il principio derivato dalla legge militare per il quale “il dominio delle cose acquistate in guerra giusta passano al vincitore” chi avesse fatto prigioniero un nobile di rango, acquisiva per sé e di discendenti la facoltà di adottarne le armi.

Attestato

termine raro nell’araldica italiana derivato dal francese abouté. Meglio: contrapposto. 1) Si usa per le pezze allungate quando si toccano con la punta o la cima). E’ attributo dei fusi, delle mandorle, delle zampe, delle spade, delle losanghe. Se l’estremità è appuntita si usa il termine appuntato. Le moscature d’armellino sono dette a riscontro quando le estremità corrispondono e si riuniscono in croce (“d’argento, a quattro moscature d’armellino contrapposte”). 2) Usato anche per pezze la cui estremità è arrotondata, o è di smalto diverso.

Attorcigliato (Attorniato, Attortigliato)

1) attributo della posizione del serpente. 2) della testa di moro quando porta una fascia di smalto intorno alla fronte, in questo caso deriva da tortiglione: fascia che cinge la fronte e la nuca. 3) attributo delle figure formate da due corde intrecciate che lasciano vedere il campo tra i loro vuoti. Torciglione.

Attraversante

1) si dice di una figura (o pezza) che attraversa il campo, la partizione, o l’inquartatura di uno scudo. 2) di una figura araldica sovrapposta ad un’altra in modo da coprirla parzialmente.

Aumentazione

vedi Addizione.

Araldica Ecclesiastica Cattolica

regolamento e composizione delle armi araldiche dei membri della Gerarchia della Chiesa Cattolica Romana, riorganizzata nel 1971 da Paolo VI, caratterizzata essenzialmente dal copricapo che timbra la maggior parte degli stemmi ecclesiastici, e che si ispira al cappello da pellegrino, detto Galero, munito di un numero variabile di fiocchi (nappe) che in Araldica ne indica il rango e prende il posto dell’elmo. • Cardinale: cappello rosso con trenta fiocchi rossi, 15 per lato.
• Patriarca e Primate: cappello verde con trenta fiocchi verdi, 15 per lato dello scudo (lo scudo fregiato del pallio e accollato ad una croce patriarcale d’oro).
• Arcivescovo: cappello verde con venti fiocchi verdi, 10 per lato (lo scudo fregiato dal pallio e accollato ad una croce patriarcale d’oro).
• Prelato di Fiocchetto: cappello porpora/violaceo con venti fiocchi dello stesso, 10 per lato
• Vescovo: cappello verde con dodici fiocchi, 6 per lato (lo scudo accollato ad una asta crociata e gemmata).
• Protonotari: cappello porpora/violaceo con dodici fiocchi, sei per lato
• Prelati d’onore: cappello rosso/violaceo con dodici fiocchi, 6 per lato
• Abate Nullius e Prelato Nullius: cappello verde con dodici fiocchi, 6 per lato (lo scudo accollato ad un pastorale d’oro munito di velo detto sudarium).
• Protonotari Apostolici, Vicari Generali: cappello nero con dodici fiocchi, sei per lato.
• Abate e Prevosto: cappello nero con dodici fiocchi, sei per lato (lo scudo accollato al pastorale d’oro munito di velo, detto sudarium, in passato potevano timbrare lo scudo con la mitra semplice o aurifregiata) •–Superiori Maggiori degli Ordini Religiosi: cappello nero con dodici fiocchi, sei per lato
• Cappellano di Sua Santità: cappello nero con sei fiocchi porpora, 3 per lato.
• Canonici ordinari: cappello nero con sei fiocchi neri, tre per lato.
• Decani e Prelati minori: cappello nero con quattro fiocchi neri, due per lato.
• Superiori degli Ordini (Non Esenti): cappello nero con quattro fiocchi neri, due per lato.
• Sacerdoti: cappello nero con due fiocchi neri, uno per lato.
L’emblema del Romano Pontefice sono le Chiavi Pontificie e il Pallio, mentre il copricapo proprio era la Tiara, attualmente sostituita da una Mitra (vedi tutte queste voci).
In passato, per speciale concessione, il Cardinale Patriarca di Lisbona timbrava il proprio scudo con la tiara papale ma lo accollava a due fronde di palma.
Gli Ordini Religiosi e le Congregazioni hanno adottato armi proprie, consegnate dalla tradizione o composte secondo criteri grafici moderni, che non seguono particolari norme, oltre a quella di dover essere state riconosciute dall’autorità ecclesiastica competente. Vedi anche Chiavi pontificie.

Araldica Napoleonica

nel 1808, con l’editto di Saint-Cloud, l’Imperatore Napoleone I ripristinò l’Araldica soppressa dai rivoluzionari con nuove e precise norme. vedi Napoleonico (Stato) e Corona di Comune/Città.

Araldo

dal francese antico “Hiraut” che deriva dal Francone “Hariwald” (“che conduce l’esercito”). Funzionario che svolgeva mansioni diplomatiche e che presiedeva alla regolarità dei tornei, regolando il corretto uso delle insegne. In seguito il suo compito è diventato più “burocratico” divenendo il funzionario preposto all’uso, regolamentazione e registrazione delle armi araldiche del territorio di appartenenza. Ogni Regno e ogni grande famiglia aveva un proprio araldo. Si distinguno storicamente in tre categorie: i Re d’Armi, gli Araldi veri e propri, i Cavalcatori o “Aspiranti” (perché facevano il loro apprendistato per diventare Araldi).

Archipenzolo (e Archipendolo)

termine antico per Scaglione. Propriamente si tratta di una squadra da architetto o sagomatore avente i bracci uguali dal cui vertice pente un filo a piombo, serviva per verificare se il piano è orizzontale.

Arciduca

in tedesco “Erzherzog”; con la regolamentazione dell’elezione imperiale da parte di Carlo IV nel 1536 con la “Bolla d’oro”, che riduceva la facoltà di eleggere il Sacro Romano Imperatore ai soli 7 Principi Elettori, gli Asburgo, nonostante il loro potere, non ebbero più nessuna influenza sull’elezione; il Duca Rodolfo IV (detto “il Fondatore”) rivendicò allora il titolo di “Arciduca d’Austria” per guadagnare una posizione che seguisse immediatamente quelle dei Principi Elettori e precedesse quella di tutti i Duchi dell’Impero. Dal XV secolo il titolo divenne ereditario sia per i maschi che per le femmine. Vedi Principe Elettore, Corona Arciducale.

Arcivescovo (anche Metropolita)

vescovo titolare di una Diocesi Metropolitana, con speciali giurisdizione sui vescovi di una Provincia Ecclesiastica. Nota: il cardinale di Venezia porta il titolo di Patriarca; il solo titolo di “arcivescovo”, senza prerogative territoriali, può essere concesso come onorificenza dal Papa ad un vescovo, nel caso questi sia anche vescovo di una Diocesi (non metropolitana) esso porterà il titolo di Arcivescovo-Vescovo. Vedi Araldica Ecclesiastica.

Arco

1) arma dell’arciere, utilizzata per scagliare dardi e frecce. 2) posizione particolare di alcune pezze disposte in semicerchio o arco di cerchio.

Arcobaleno (anche Arco Celeste)

è una fascia o una banda convessa o centrata, vale a dire posta in arco, composta abitualmente di quattro colori: oro, rosso, argento e verde. Se così non si blasona e di dice semplicemente “arcobaleno in (fascia, banda, sbarra, etc…)”.

Ardente

di figure araldiche con fiamme..

Ardito

del gallo quando ha la zampa destra alzata in atteggiamento di combattente.

Arduini (arma)

vedi Palù (da).

Argento

uno dei metalli usati in Araldica, che sostituisce il bianco (e da questi rappresentato nella grafica).