Città di Salerno (SA)

Informazioni

  • Codice Catastale: H703
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 139019
  • Nome abitanti: salernitani
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

La città di Salerno ha come emblema uno scudo troncato. Nel primo campo è rappresentata la figura di San Matteo Evangelista, protettore principale della città, mentre il secondo è fasciato d’oro e di rosso.

Il blasone, secondo il Decreto di concessione e ripreso dallo Statuto Comunale è: “Troncato: nel primo d’azzurro alla mezza figura di San Matteo al naturale; barbuto e canuto, aureolato, sormontato da corona murata, uscente dalla partizione, drappeggiato di rosso e di verde, poggiante la mano sinistra sul libro del Vangelo, tenente con la destra una penna d’oca; nel secondo fasciato d’oro e di rosso. Ornamenti esteriori di città” .

Il primo stemma della Municipalità di Salerno risale a documenti del 1574 e compare nel sigillo della stessa città: presenta la figura di San Matteo benedicente e la legenda S[ANCTA] CIVITAS SALERNI.
Le fasce in origine sarebbero state tre d’argento in campo rosso, emblema del Regno d’Ungheria, poi “brisate” (1) con i colori della casa d’Aragona, deriverebbero da una concessione del re di Napoli Carlo II d’Angiò, già Principe di Salerno, che lo prese dall’arma della moglie, figlia di Stefano Àrpad re d’Ungheria (noto oggi come Santo Stefano d’Ungheria e patrono di quella nazione).

La figura di S. Matteo, secondo la tradizione sarebbe stata adottata dalla città il 24 giugno 1544. allorché i salernitani chiesero l’intervento del santo per protezione contro l’attacco del pirata turco Khair-ed-Din (noto come Caraddino il Barbarossa). La flotta assalitrice non poté conquistare la città per via di una tempesta scoppiata improvvisamente.

Durante la dominazione francese e la successiva Restaurazione Borbonica nei sigilli lo stemma civico venne sostituito da emblemi generici (di solito comprendenti la corona e un simbolo della dinastia dominate), prassi seguita nei anche nei primi anni del Regno d’Italia (dove, in luogo dei simboli del Regno della Due Sicilie, sì adottò lo scudo crociato si Savoia).
Negli stessi anni la figura del santo patrono venne sostituita dalla stella in campo azzurro (come si vede tutt’ora nel Teatro Comunale, inaugurato nel 1870).

Dal 1880 si consolida la forma “storica” dello stemma che venne definitivamente riconosciuto con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (della Repubblica) del 23 giugno 1949, contestualmente al titolo di “città”.

Nel 1996 venne approntata la forma digitalizzata in uso oggi da parte dell’ Amministrazione (a cura dell’Agenzia “Segno”).

Con Delibera del Consiglio Comunale della Città di Salerno (nr. 106 del 26 novembre 1966) venne aggiunto allo stemma il motto HIPPOCRATICA CIVITAS che ricorda l’antica e prestigiosa Scuola Medica Salernitana che aveva sede nella città dal Medioevo.

Nota: il blasone ufficiale recita “fasciato d’oro e di rosso” per cui la parte inferiore dello scudo dovrebbe essere correttamente composta di 6 fasce (orizzontali) alternate di quegli smalti, la prima d’oro; in molte riproduzioni però la prima è di rosso. La “confusione” è dovuta al fatto che il Gonfalone della città ha un blasone (regolarmente concesso nello stesso decreto dello stemma) leggermente diverso: “Drappo troncato d’azzurro e di rosso, l’azzurro caricato della figura di San Matteo descritta nello stemma: il rosso caricato di tre fasce d’oro caricato in punta dalla sigla S.P.Q.S. in oro. Le parti di metallo saranno dorate. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette dorate poste a spirale e cimata da un’aquila caricata in petto di uno scudetto rosso alla croce d’argento” . Nella presente illustrazione abbiamo seguito il blasone dello stemma.

Alcuni hanno argomentato che la corona muraria che sormonta il capo di San Matteo sarebbe inesatta, perché derivata da una scorretta interpretazione della locuzione “sormontato da corona muraria” che sarebbe riferita allo scudo e non alla figura del santo. È da indicare, però, che essa compare in numerose rappresentazioni ben prima della concessione formale dello stemma e così pure venne rappresentato da Pasquale Avallone nel bozzetto che accompagnava la richiesta di concessione dello stemma (del 1940). La Consulta Araldica, in effetti, richiese la modifica del disegno, chiedendo la soppressione della corona (che, secondo il regolamento vigente, indicherebbe il rango di “città” e andrebbe posta sopra lo scudo), la modifica della mano destra in benedicente (senza penna d’oca) e la sostituzione del “fasciato” oro e rosso con un campo rosso “alle tre fasce d’argento” più corretto storicamente (come si evince dalla nota Prefettizia del 30 aprile 1940). Il Comune però rigettò le modifiche, mantenendo lo stemma come richiesto che venne poi egualmente concesso (essendo già in uso da tempo sarebbe meglio dire “riconosciuto”, essendo la concessione l’atto formale col quale si “dà” un nuovo stemma, anche se oggi è invalso l’uso del termine “concessione” per tutti i casi).

(1): vedi la voce “brisura” nel Dizionario di questo stesso sito

note di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico

“Troncato: nel primo d’azzurro alla mezza figura di San Matteo al naturale; barbuto e canuto, aureolato, sormontato da corona murata, uscente dalla partizione, drappeggiato di rosso e di verde, poggiante la mano sinistra sull’orlo superiore delle pagine aperte del Libro del Vangelo, tenente con la destra una penna d’oca; nel secondo fasciato d’oro e di rosso. Ornamenti esteriori da Città”.

Stemma ridisegnato

Fonte: Antonietta Starace

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Colori dello scudo: azzurro, oro, rosso
Partizioni: troncato
Oggetti dello stemma corona murata, destra, libro del Vangelo, mano, mezza figura, orlo, pagina, penna d'oca, san Matteo
Pezze onorevoli dello scudo: partizione
Attributi araldici: aperto, aureolato, barbuto, canuto, drappeggiato, poggiante, sinistro, sormontato, superiore, tenente, uscente
Profilo Araldico

Drappo troncato d’azzurro e di rosso, l’azzurro caricato della figura di San Matteo descritta nello stemma: il rosso caricato di tre fasce d’oro caricato in punta dalla sigla S.P.Q.S. in oro. Le parti di metallo saranno dorate. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette dorate poste a spirale e cimata da un’aquila caricata in petto di uno scudetto rosso alla croce d’argento” .

Gonfalone ridisegnato

Reperito da: Pasquale Fiumanò

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro, giallo, rosso
Partizioni del gonfalone: troncato
bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) di riconoscimento – 23/06/1949
    • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) di riconoscimento – 23/06/1949























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