Murano


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Murano

Venezia
Informazioni

Murano è composta da sette isole minori, come Venezia, di cui due artificiali (Sacca Serenella e Sacca San Mattia), divise da canali collegate tra loro da ponti. Fu fondata dai profughi della città romana di Altino durante le invasioni barbariche e, secondo la tradizione, il toponimo deriverebbe da Ammuriana, una delle porte della cerchia murata della città madre.

La città, da sempre inserita nei territori della Venezia Marittima, ebbe una certa autonomia sino al 1171, quando fu unita al sestiere di Santa Croce. Dal 1275 fu invece retta da un proprio podestà; ebbe pure il privilegio di potersi dare delle leggi, garantite da un Maggior Consiglio formato da un gruppo di circa cinquecento nobili muranesi e presieduto da un Podestà, e aveva facoltà di coniare una propria moneta (nota come Osella).

Grazie al decreto della Serenissima Repubblica del 1295, che imponeva il trasferimento delle vetrerie sull’isola (fonte di pericolo per l’architettura lignea della capitale), diventò ben presto importantissima per la lavorazione artistica del vetro

Il Comune comprendeva anche le isole di Sant’Erasmo e delle Vignole, fu soppresso nel 1923 e il territorio unito a quello urbano di Venezia.

Secondo la tradizione attestata già nel XV secolo, lo stemma proprio della città di Murano deriva da quello di un’antica famiglia di Altino, i Muranexi, annoverata tra quelle che fondarono Murano nel 452, essi erano tra i profughi dalla terraferma che cercarono riparo in laguna per sfuggire alla invasione degli Unni e in seguito adottato dalla Magnifica Comunità di Murano.

I primi Tribuni (o Consoli) della città che proprio da loro avrebbe preso nome sarebbero stati alcuni membri della famiglia Muranexi, che avrebbero alzato la propria arme gentilizia, consistente in uno scudo azzurro con un gallo d’argento, armato, crestato e bargigliato di rosso.

Nel IX secolo Murano avrebbe avuto anche uno stemma differente, consistente un leone d’argento su un campo fasciato di tre pezzi (detti popolarmente “binde”) d’oro e d’azzurro.

Dalla cronaca del 1268 di Martino Da Canal per i festeggiamenti in onore dell’elezione al Dogato di Lorenzo si evince che Murano aveva adottato da tempo il gallo come proprio emblema. Secondo il Da Canal: “…quelli di Murano avevano nelle loro imbarcazioni dei galli vivi, perché si riconoscesse chi erano e di dove venivano: e le loro bandiere stavano piantate nel mezzo delle loro imbarcazioni…”

L’abate Silvestro Zuffi, alias Filonomo Gerapolitano, scrive una polemica Lettera di Filonomo Gerapolitano a Filarcheo Aspitranotico intorno allo stemma della comunità di Murano, dove afferma che la “vera” muranese comprendeva il leone di San Marco come sostegno dello stemma con il gallo, a simboleggiare il Veneto Dominio sull’isola. Sul frontespizio della sua opera lo fa così rappresentare, arricchendo il gallo (d’oro) di una serpe nel becco e una piccola volpe sulla schiena. In verità sulle “oselle”, le popolari monete-medaglie di Murano, il gallo tiene il solo serpe nel becco.

La più antica rappresentazione del stemmo col (solo) gallo è scolpita nella pietra e porta la data del 1364, ed è conservata presso ilMuseo Vetrario di Murano, è posto al fianco dello scudo del podestà Minio, sotto il leone di San Marco, un’altra iscrizione molto simile è del 1445, mentre della prima metà del XVI secolo è la miniatura posta sul Frontespizio dello Statuto di Murano, col gallo d’argento, cogli attributi rossi, in campo azzurro.

In alcuni sigilli si vede, oltre al gallo, la figura del patrono san Donato, vescovo di Evorea.

In documenti del 1543 si vede il gallo, il serpe e la volpina, il tutto d’oro, in campo azzurro, entro uno scudo elaboratamente sagomato.

Il significato della curiosa composizione potrebbe essere: la vigilanza sconfigge il male con l’astuzia.

Nell’Archivio Storico Comunale di Venezia è conservata un Verbale del 16 settembre 1844 dell’Apposita Commissione Araldica del Comune di Murano che afferma: “Lo stemma di Murano esprime la prudenza, l’acutezza e la vigilanza dei cittadini in particolare per la scoperta, miglioramento e conservazione del segreto per la fabbricazione della canna  [vetro], smalti etc… unica in tutto il mondo onorata e protetta con speciali concessioni e privilegi…”. Questa descrizione è stata inviata alla Imperial-Regia Cancelleria Aulica di Vienna allo scopo di ottenere la concessione formale dell’antico stemma comunale. La quale nel 1845 decreta: “ Vienna, 20 aprile 1845. Dall’Imperial Regia Cancelleria Aulica Riunita: Sua Maestà Imperiale e Reale con veneratifirma Sovrana Risoluzione 15 corrente, Si è degnata di accordare, in via di grazia, alla Comune di Murano, Provincia di Venezia, di poter far uso dell’antico suo stemma…” Il gallo è nero ed ardito, posto su un ristretto di terreno di verde la cresta argentata, la serpe verde, la volpe d’oro. In questa forme verrà rappresentato, fatta eccezione per la cresta, che assumerà la forma di una corona d’argento, nello stemma comunale fino alla soppressione di questo nel 1923.

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997.

Toso Borella M. LO STEMMA DELLA MAGNIFICA COMUNITÀ DI MURANO ovvero il giallo del gallo. ASSCUM, Venezia 2003.

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Disegnato da: Massimo Ghirardi

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Colori dello scudo:
azzurro
Profilo Araldico

Antico sigillo dell’ex Comunità di MURANO (oggi compresa nel Comune di Venezia) con il gallo associato alla figura del patrono san Donato, vescovo di Evorea.

sigillo ridisegnato

Reperito da: Massimo Ghirardi

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