Guinzaglio

correggia per tenere legati i cani o falconi (se di colore differente di dicono guinzagliati). Cfr. Legato.

Granito

munito di grani, come la Melagrana.

Guiderdone

compenso pecuniario per un servizio reso, benemerenza.

Graticolato

1) bande attraversate da sbarre minimo tre coppie. 2) attributo della visiera dell’elmo, della quale varia il numero dei pezzi a seconda del grado di nobiltà.

Guidone

1) bandiera formata da una lunga lista bifida (con due code), 2) bandiera triangolare molto allungata più grande del pennone.

Grembiato

scudo o pezza suddivisa in grembi.

Grembio (o Girone)

sinonimo di gherone. Triangolo o pezza triangolare formata da due linee di partizione che si intersecano in cuore allo scudo. Se ha linee curve si dice grembio ritondato. vedi Gherone.

Grido di Guerra (o Grido d’Arme)

usato nei tornei, gli Araldi emettevano il “grido di guerra” proprio di ciascun cavaliere al suo ingresso in campo. In battaglia si utilizzava come segno di raccolta sotto la bandiera o per incitare al combattimento. Ogni dinastia reale aveva il proprio grido. Diverso dall’ Impresa.”Dieu le volt!” grido dei primi Crociati

Grifone (e Grifo)

tradizionalmente considerato guardiano di oracoli, vergini e tesori, fu adottato pressoché universalmente come emblema militare. In Toscana e Umbria, in particolare, viene riferito al complesso pantheon Etrusco citta di origine Tirrena lo hanno ancor’ oggi nelle loro armi (e figura emblematica di Perugina, Montepulciano, Grosseto… E associato alla fazione Ghibellina giacche i Guelfi ottennero da papa Clemente IV l’aquila rossa afferrante un drago verde, in campo d’argento, come loro simbolo principale. Dal greco “Gryphos” (“dal naso adunco”). Vedi anche Ippogrifo.

Grimaldi

“fusato d’argento e di rosso”, le armi del Principato di Monaco portano lo scudo dei Grimaldi, timbrato dal una corona reale priva di fodera. Vedi Monaco (Principato).

Gru

animale simbolo della vigilanza. Si rappresenta di profilo, riposata sopra una zampa e tenente con l’altra una pietra (a sua volta definito vigilanza). Si pensava che gli stormi di tali uccelli, allorche si fermavano in un luogo, designassero uno di loro a vedetta se esso si addormentava lasciava cadere la pietra che dava l’allarme al gruppo. Capacita che e attribuita talvolta anche all’oca, in ricordo del leggendario episodio del salvataggio del Campidoglio. Vedi Oca.

Gualdana

sfilata (mostra) che i cavalieri facevano per le vie delle citta in festa o prima del torneo. In origine indicava la scorreria a cavallo per depredare e saccheggiare.

Gualdrappa

drappo lavorato che si porta tra la sella e la groppa del cavallo.

Gualdrappato

il cavallo, il cervo e l’elefante quando sono rappresentati muniti di gualdrappa. Cfr. Bardato.

Guanto d’Arme

guanto di ferro, che di solito si pone in palo.

Guarnito (e Guernito)

munito di guarnizioni; 1) attributo del corno da caccia se ha anelli decorativi (ghiere) di smalto diverso. 2) Guarnita e un’arma che abbia l’impugnatura di smalto diverso dalla lama o dal ferro. 3) una nave attrezzate con smalto differente.

Guelfa (alla)

merlatura di castello o torre (ma anche pezza) quando ha i merli quadrati, che sono le merlature normali (quindi non si dovrebbe blasonare). Vedi Ghibellina, alla.

Grandi Armi di Savoia

vedi Savoia (Armi grandi di).

Guelfo

nella Germania del XII secolo chi sosteneva la Casa di Baviera contro gli Hohenstaufen nella lotta per il trono imperiale. Nell’Italia del XIII-XIV secolo chi sosteneva la causa del papa per la supremazia nel potere temporale contro l’imperatore. Dal nome di Welf, capostitipite della Casa di Baviera. Cfr. Ghibellino.

Granduca

di questo titolo venne insignito Cosimo de’Medici da papa Pio V nel 1569, elevando la Toscana a Granducato ereditario. Portarono questo titolo anche i principi presuntivi al trono di Russia. Attualmente porta questo titolo il sovrano del Lussemburgo. Vedi anche Corona Granducale di Toscana e Lussemburgo.

Guerriero

armigero appiedato, fante. Cfr. Cavaliere.

Gonzaga (di Mantova) arme

“d’oro alle tre fasce di nero”. “Fasciato d’oro e di nero”. 2) variante (ritenuta più antica) 3) moderna Armi della famiglia Ducale di Mantova, il cui cognome era Corradi originari del villaggio di Gonzaga; 1) originaria “d’argento alla croce patente di rosso, accantonata da quattro aquile bicipiti di nero, caricata in cuore da uno scudetto fasciato d’oro e di nero”. Nota di Castel Goffredo, Castiglione, di Guastalla, di Sabbioneta e Bozzolo, di Nevers, di San Martino, di Vescovato; quest’ultimo ancora fiorente). se lo scudetto in cuore e contro-fasciato d’oro e d’argento si tratta delle armi del ramo cadetto dei Gonzaga di Novellara (altri cadetti)

Gorgiera (e Goletta)

1) dal francese “gorge” (gola); parte dell’armatura che copre e protegge la gola. 2) colletto di pizzo o di tela batista finissima pieghettata e increspata del XVII secolo. Detta anche Lattuga.

Gorgieretta

detta anche Collana dell’Elmo.

Gotha

citta della Turingia, presso Erfurt, che ha dato nome ad una celebre dinastia alla quale appartiene anche la casa regnante d’Inghilterra (Sassonia-Coburgo-Gotha). In questa citta dal 1763 si pubblica un Almanacco riportante tutte le genealogie delle case regnati europee, in seguito anche di quelle delle famiglie aristocratiche e degli Ordini Cavallereschi. Oggi e un Annuario Universale statistico e diplomatico che riproduce documenti ufficiali di ogni Stato del mondo. L’almanacco divenne celebre per la precisione e ufficialità e ha rappresentato un riferimento essenziale per questioni di diritto ereditario.

Gotico Antico (scudo)

ha forma pressoché triangolare con i lati lunghi e arrotondati, derivato dallo scudo “normanno” che era assai lungo e ristretto verso la punta per non intralciare il portatore durante la cavalcata e che si poteva infiggere nel terreno come riparo del fante.

Gotico Moderno (o a Cetra, scudo)

assai simile al “gotico antico” o al “tedesco” se ne differenzia per avere la parte superiore perfettamente quadrangolare ma terminante inferiormente in triangolo con il lati fortemente incurvati.

Gousset

e un termine raro utilizzato dall’Araldica francese per indicare una pezza costituita dalla fusione di una punta rovesciata con un palo dello stesso smalto, cioè come costituita dalla pergola con il triangolo superiore pieno. Esiste anche il gousset rovesciato, nel quale il triangolo si trova verso la punta. Vedi Pergola.

Gradinato (e Gradato)

figura rappresentata come scalinata, munita di scalini. Cfr. Scalinato.

Grado

gradino della scala.

Graffio (o Raffio)

elemento che costituisce l’estremità delle pezze ancorate (in francese grappin). Vedi Raffio.

Goccia

ognuno dei pendenti del lambello. Dente. Cfr. Goccia d’acqua.

Granada (meno corretto Granata) arme

arma dell’omonimo regno arabo-iberico inserita nelle Armi di Spagna dopo riconquista di quel territorio da Parte di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona nel 1492. “D’argento alla melagrana d’oro, gambuta e fogliata di verde, aperta e granita di rosso”.

Goletta

vedi Gorgiera.

Granata

bomba infiammata di rosso ed esplodente.

Golpe

vedi Dolce.

Grandato

Dignità suprema, che poteva essere ereditaria o personale, caratteristica della monarchia spagnola a partire da Carlo I, quando, distinguendosi dai titoli nobiliari dei Regni di Castiglia e d’Aragona, il titolo di Grande di Spagna fu concesso a 27 capi-famiglia. Connessi alla dignità erano l’ufficio di Gentiluomo di camera del Re (e per le mogli quello di Dama della Regina) e la facoltà di essere ammessi, di tenere il capo coperto e di sedersi alla presenza del monarca. Di questa dignità furono insignite anche famiglie nobili francesi e italiane quelle dei Regni di Napoli e di Sicilia e del Ducato di Milano.

Gonfalone Pontificio

vedi Basilica.

Grande di Spagna

vedi Grandato.

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