Polinago


Comune di Polinago – (MO)

Informazioni

  • Codice Catastale: G789
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1775
  • Altitudine: 810
  • Superficie: 810
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 33.1

Storia dello stemma e del comune

POLINAGO è nominato come POLINACUS già in documenti del 931, epoca nella quale era sede di una importante pieve, dedicata all’Assunta, che amministrava l’ampio territorio della valle del Rossenna (tributario del Secchia).

Nel XIII è già riportato PULINAGO, il nome deriva da un fondo agricolo di proprietà di tale Polino (Polinus, o Polinio, Polinius), da cui “Polinacus” in epoca tardo imperiale.

Il Comune viene istituito con la Restaurazione Estense del Ducato di Modena, venne assorbito in quello di Paullo nel 1827, poi da Sassuolo per poi riacquisire la propria autonomia con l’Unità d’Italia nel 1860.

L’attuale territorio comunale comprende le giurisdizioni delle podesterie degli antichi castelli di Brandola, di Gombola e di Cinghianello.

Lo stemma civico è in uso almeno dal 1860, da quando cioè riottenne l’autonomia amministrativa da Sassuolo (la Mairie di Polinago era stata istituita una prima volta dall’amministrazione napoleonica), si blasona: “D’argento, all’aquila bicipite di nero, linguata di rosso, rostrata e membrata d’oro, fregiata di una corona nobiliare d’oro, gli artigli posati sulla sommità di un monte di nove colli all’italiana (posti 4, 3, 2) di verde, movente dalla campagna” (blasone di Massimo Ghirardi) (1).

L’aquila imperiale bicipite posta su di un monte di nove colli è derivata direttamente dallo stemma dei conti Montecuccoli di Pavullo, potenti feudatari di Polinago, che derivano l’agnome dal castello di Montecuccolo (oggi in Comune di Pavullo nel Frignano, che mostra uno stemma molto simile).

Nel XVI secolo il Comune aveva un suo proprio sigillo diverso: una testa d’Ercole, forse in onore del duca Ercole d’Este di Ferrara.

(1): Marco Foppoli (vedi “altre immagini”) blasona e raffigura l’aquila “armata d’argento” con una corona “all’antica” di cinque punte. La nostra illustrazione è ispirata al modello reperito in loco, non avendo a disposizione il blasone ufficiale. Non ci risulta che lo stemma sia stato formalmente concesso.

Vedi anche: Pavullo nel Frignano, Montese, Sestola.

Nota di Alessandro Savorelli e Massimo Ghirardi

Si ringrazia Massimo Montanari per le preziose informazioni fornite

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997 (prima edizione 1990).

AA.VV. STEMMI delle Province e dei Comuni dell’ Emilia Romagna, a cura del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Editrice Compositori, Bologna 2003.

Anceschi A. GEOGRAFIA DEGLI STATI ESTENSI. I confini dell’Emilia e dell’alta Toscana e le strade del Ducato. Incontri Editrice, Sassuolo 2016.

Longagnani L.-Manicardi A.-Corfini E.S. (a cura di). LE CASE, LE PIETRE, LE STORIE. Itinerari nei comuni della Provincia di Modena. Zanini, Anzola dell’Emilia, 1992.

ROMOLOTTI G. (a cura di). STORIA E GUIDA AI COMUNI EMILIANI. Il Quadrato, Milano 1972.

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Altre immagini


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Profilo araldico


“D’argento, all’aquila bicipite di nero, linguata di rosso, rostrata e membrata d’oro, fregiata di una corona nobiliare d’oro, gli artigli posati sulla sommità di un monte di nove colli all’italiana (posti 4, 3, 2) di verde, movente dalla campagna”.

Blasone di Massimo Ghirardi

Colori dello scudo:
argento

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo partito di giallo e di azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,