Pescate


Comune di Pescate – (LC)

Informazioni

  • Codice Catastale: G485
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2188
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il Comune venne aggregato a quello di Garlate nel 1928 e ha riacquistato la sua autonomia nel 1953. Lo stemma è stato adottato solo nel 1995 ed è composto con alcuni elementi simbolici delle vicende storiche legate al territorio comunale, deriva da un’analoga composizione in uso dal 1945 come emblema sociale da alcune organizzazioni locali.

La montagna rappresenta il monte Barro che domina il capoluogo, posto sulle rive del lago di Pescarenico (dal quale “pesca” in riferimento al toponimo), a sua volta richiamato dalla “campagna” azzurra; la mitra abbaziale, nell’insolito smalto azzurro, ricorda la passata dipendenza del territorio della pieve di Garlate, che comprendeva anche Pescate, dal monastero di Sant’Ambrogio di Milano, al quale la regione era stata assegnata dall’imperatore Lotario I nell’835. In seguito il re Berengario lo sottrasse a quel cenobio per affidarlo al Capitolo di San Giovanni Battista di Monza.

La composizione di spada, scudo e alabarde (in gergo “trofeo d’armi”) in argento ricorda come la zona fosse stata spesso oggetto in passato delle scorrerie di soldatesche, essendo quel territorio a lungo conteso tra Lecco e Milano. In particolare le cronache ricordano le crudeltà operate sulla popolazione dall’armata del soldato di ventura Giangiacomo de’ Medici di Melegnano, detto il “Medeghino”, e ancora nel 1629 da parte delle compagnie di lanzichenecchi provenienti d’oltralpe e diretti alla guerra di Mantova, che portarono anche il contagio della peste.

Blasone: “D’oro, alla montagna di verde, caricata dal trofeo d’armi d’argento, formato dalla spada posta in palo, con la punta all’ingiù, dalle due alabarde decussate, dallo scudo rotondo, attraversante le alabarde e la spada; essa montagna fondata sulla campagna diminuita d’azzurro e accompagnata nel canton destro del capo dalla mitra di azzurro, caricata dalla crocetta di rosso”. (D.P.R. del 17 ottobre 1995).

Nota di Massimo Ghirardi

Bibliografia:

Heim (Bruno Bernard) L’ARALDICA NELLA CHIESA CATTOLICA, origini, usi, legislazione. Libreria Editrice Vaticana, 2000.
Foppoli (Marco), Mezzera (Vittorio), STEMMARIO LECCHESE. Gli stemmi della Provincia di Lecco. Cattaneo Grafiche, 2005.
Genovese (Carletto) GLI STEMMI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI COMO Cattano, Lecco 2007.
AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997 (prima edizione 1990).

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’oro, alla montagna di verde, caricata dal trofeo d’armi d’argento, formato dalla spada posta in palo, con la punta all’ingiù, dalle due alabarde decussate, dallo scudo rotondo, attraversante le alabarde e la spada; essa montagna fondata sulla campagna diminuita d’azzurro e accompagnata nel canton destro del capo dalla mitra di azzurro, caricata dalla crocetta di rosso”.

D.P.R. 17 ottobre 1995

Colori dello scudo:
oro

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo partito di bianco e d’azzurro…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,