Lützelflüh


Comune di Lützelflüh – (BE)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Lützelflüh è un comune del Canton Berna, nella regione dell’Emmental-Oberaargau (Valle dell’Emme-Alta Argovia), posto nella parte bassa della valle dell’Emme (dal celtico “ambis”: fiume), fiume che divide l’abitato nel Oberdorf(Villaggio Superiore), più antico sulla riva destra, e l’Unterdorf (Villaggio Inferiore), sulla riva sinistra.

 

La circoscrizione amministrativa comprende oggi anche i territori di Grünenmatt e Ramsei nonché le due exclave di Lauterbach e Oberried.

 

Il toponimo deriva da “lützeln”, letteralmente “piccole fiamme” intese come picchi rocciosi, ed è di origine alamanna, attraverso il vetero-tedesco “luzzli”, documentato dal 1125 latinizzato in Lucelfluo.

Potenti conti alamanni governavano il territorio ai quali i contadini pagavano la rendita fondiaria e le decime sotto forma di denaro, grano, formaggio e animali.

I duchi di Zähringen hanno svolto un ruolo dominante come Landgravi di Borgogna, grazie ad essi furono fondate le città di Burgdorf, Berna, Thun, Friburgo. La dinastia si estinse con Berchtold V nel 1218, al governo feudale succedettero i conti di Kyburg, oggi Neukyburg, che ricevettero la nomina dal Ladgravio d’Austria nel 1314.

I nobili di Lützelflüh risedevano all’epoca nel locale castello degli Zähringer, come signori feudali soggetti direttamente solo all’imperatore. Il dominio di questa potente famiglia si estendeva su gran parte dell’Emmental.

Il rango e i beni furono ereditati dai baroni di Brandis che ben presto si trovarono a fronteggiare la libera città imperiale di Berna che si era sviluppata ed era diventata un fattore determinante militarmente e politicamente ben oltre le sue mura cittadine.

La gran parte della nobiltà e i suoi vassalli scelsero di assoggettarsi a Berna, che ha così decisamente consolidato la sua influenza nell’Emmental, contro il dominio asburgico. Solo i baroni von Brandis, in un primo tempo rimasero dalla parte imperiale, ma nel 1351 Junker Wolfhart von Brandis concluse un contratto coi bernesi per i diritti feudali a vantaggio reciproco. Berna guadagnò quindi una nuova importante base nell’Emmental (ma la città incrementò la sua influenza in altro modo: permettendo ad ogni semplice agricoltore di diventare cittadino, affrancandosi dal signore feudale, pur senza prendere residenza in città.

Quando Berna entrò in conflitto con i conti di Kyburg, nel 1383, Wolfhart IV von Brandis fornì una fedele assistenza ai bernesi durante la guerra di Sempach del 1386. Alla lunga, però, i von Brandis furono costretti a vendere il feudo alla città emergente, Berna riscattò tutti i servi della gleba del territorio nel 1449 e si dimostrò un governo più tollerante di quello dei feudatari. Il castello di Brandis venne acquistato dai signori di Scharnachtal, per poi passare di mano in mano fino al 1607, quando venne anch’esso acquisito dal governo della contea di Berna che vi stabilì l’ufficio del proprio rappresentante o Balivo (Vogt).

Il 14 aprile 1798, il castello di Brandis venne devastato da un incendio, fatto che determinò la fine dei Landvogtei von Brandis, nacque la comunità di Lützelflüh, soggetta a Trachselwald.

 

Lo stemma civico è stato adottato con risoluzione del consiglio municipale del 12 aprile 1945, si blasona: “In Rot ein silberner Rechtsschrägwellenbalken, in rotem Schildhaupt sechs grüne Tannen auf sechs silbernen Hügeln” (Di rosso, alla banda ondata d’argento, al capo di rosso a sei abeti di verde posti ciascuno su una collina d’argento).

Risale all’inizio del XIX secolo, nelle prime versioni la sbarra, simboleggiante il fiume Emme che divide il villaggio capoluogo in due nuclei, era azzurra, ma venne presto modificata per rispetto alle norme araldiche.

Curiosità: nel territorio si trova l’antico mulino monumentale tardo barocco di Lützelflüh, ricostruito nel 1821, uno dei più significativi del Paese, funzionante fino al 1970. Nel 1976 venne trasformato in “Kulturmühle” (Mulino della Cultura), un caratteristico e prestigioso centro culturale per esposizioni, concerti, eventi privati.

Al primo piano dell’edificio si legge la scritta „Herr behüt diese Mühle vor Sturm und Wind, und vor Gesellen die langweilig sind” (“Signore proteggi questo mulino dalla tempesta e dal vento, e dai lavoratori noiosi”).

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


Logo


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Profilo araldico


“Di rosso, alla banda ondata d’argento, al capo di rosso a sei abeti di verde posti ciascuno su una collina d’argento”.

Colori dello scudo:
rosso
Partizioni:
capo
Oggetti dello stemma:
abete, collina
Pezze onorevoli dello scudo:
sbarra
Attributi araldici:
ondato
Profilo Araldico

Drappo di rosso caricato dello stemma comunale.

bandiera ridisegnata
bandiera Ufficiale
no bandiera
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