La Thuile


Comune di La Thuile – (AO)

Informazioni

  • Codice Catastale: E470
  • Codice Istat:
  • CAP: 11016
  • Numero abitanti: 767
  • Nome abitanti: thuilleins
  • Altitudine: 1441
  • Superficie: 1441
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 42.0

Storia dello stemma e del comune

La parte destra dello scudo si ispira allo stemma della prevostura di Mont-Joux (Gran San Bernardo), che portava d’azzurro a due monti rocciosi d’argento, sostenenti ciascuno una colonna dello stesso e accompagnati in capo da una stella d’oro. Dalla prevostura di Mont-Joux dipese, nel periodo 1466-1752, l’ospizio di Colonne-Joux (Piccolo San Bernardo), che svolse un ruolo essenziale nelle vicende storiche del Comune. L’ospizio, recentemente ristrutturato dopo le distruzioni causate dalla seconda guerra mondiale, sorge accanto all’antica columna Iovis, la colonna romana tuttora esistente al colle del Piccolo San Bernardo, che aveva dato il nome al passo nel medioevo e che, sino alla fine dell’Ottocento, era sormontata da una croce (oggi sostituita da una statua di san Bernardo). La crocetta d’oro, oltre a ricordare l’antico aspetto della colonna, sottolinea anche l’antichità del culto cristiano sul colle, testimoniata dalla costruzione di una chiesa sin dal V secolo, in memoria del passaggio del feretro che riportava in Gallia le spoglie di san Germano vescovo di Auxerre, morto al concilio di Ravenna nel 448; la tradizione attribuisce poi la soppressione degli ultimi culti pagani, che si svolgevano ancora nella zona, e la fondazione dell’ospizio a san Bernardo, arcidiacono di Aosta nella prima metà dell’XI secolo. Il colore nero del campo allude alle importanti miniere di carbone locali, che rifornirono le acciaierie di Aosta dal 1928 al 1966.
La parte sinistra, che riproduce lo stemma sabaudo di rosso alla croce d’argento, ricorda che il territorio di La Thuile, come tutta la Valdigne, faceva parte da tempo immemorabile del domaine direct dei Savoia, i quali vi transitavano ogni volta che si recavano ad Aosta per presiedervi le solenni assise di giustizia denominate Udienze generali. Il giglio d’oro è un elemento tratto dallo stemma dei nobili Du Châtelard, che a La Thuile possedevano una casa forte e portavano: d’azzurro alla porta urbana aperta nel campo, addestrata da una torre merlata alla guelfa, il tutto d’argento murato di nero, e accompagnata in capo da un giglio d’oro. Anche la cordelliera del gonfalone con i lacci d’amore, i cosiddetti “nodi Savoia”, sottolinea la lunga permanenza del territorio comunale sotto la signoria sabauda.
Durante il regime fascista il Comune fece uso di un gonfalone d’azzurro, caricato di uno scudo raffigurante un paesaggio montano al naturale con al centro una costruzione in pietra, bassa e priva di tetto, con una porta e due finestre, che doveva rappresentare la base di un tipico edificio in pietra e legno, chiamato in Valle d’Aosta racar o rascar, ovvero (nei Comuni germanofoni) stadel. Si trattava di uno stemma parlante, perché tale costruzione prende il nome, in francoprovenzale, di tsouëille, da cui deriva il toponimo La Thuile: paradossalmente, lo stemma era destinato a conservare il nome originario di una località che era stata ribattezzata Porta Littoria per cancellarne l’identità francofona e sottolinearne la posizione di presidio di frontiera. Lo scudo era comunque completato dal solito “capo del Littorio”.
Abbandonata tale insegna dopo la caduta del regime, nel 1949 il Comune volle adottare un nuovo stemma, in linea con il rinato spirito autonomista: fu quindi elaborato un bozzetto con l’ennesima variante dello stemma del Ducato di Aosta: un leone d’oro in campo rosso.
Né lo stemma rappresentato sul gonfalone di epoca fascista, né il successivo bozzetto risultano essere mai stati sottoposti a formale approvazione.

Nota di Joseph Rivolin

Importante centro lungo la via transalpina del Piccolo San Bernardo; dal 1939 al 1946 denominata PORTA LITTORIA, per altri il toponimo attuale deriva dal francese thuile, ‘tegola’ nel significato traslato di ‘canale’. Ma la derivazione più probabile è dalla parola tsouëille, vale a dire rascard, costruzione tipica in pietra.
Nel territorio esiste uno dei rari “cromlech” italiani: cioè un cerchio di pietre infisse nel terreno (tipici della Bretagna, come Carnac, e degli altri territori celtici, come quello famosissimo di Stonehenge; la stessa denominazione deriva dal bretone “croum” = cerchio e “lech” = pietra sacra, altare). Nominato anche da Petronio nel “Satyricon” (v. 122): secondo l’autore latino si tratterebbe di un tempio dedicato all’episodio leggendario dell’attraversamento delle Alpi Graie da parte di Ercole.
Ogni solstizio d’estate, esattamente il 21 giugno alle 19 e 30, il cerchio di pietre è circoscritto dal raggio di luce discendente dalle cime occidentali per pochi attimi, durante i quali i sacerdoti (druidi) celti eseguivano misteriose quanto sconosciute cerimonie.

Note di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Partito:nel PRIMO, di nero, alla montagna d’argento, fondata in punta, sostenente la colonna dorica, dello stesso, essa colonna cimata dalla croce latina. d’oro: nel SECONDO, di rosso, alla croce d’argento, accantonata nel primo cantone dal giglio d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.R. 16 luglio 1996

Colori dello scudo:
nero, rosso
Partizioni:
partito

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Profilo Araldico


“Drappo partito di rosso e di nero, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune; sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento”.

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,