Follo


Comune di Follo – (SP)

Informazioni

  • Codice Catastale: D655
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 6436
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Comune sparso dello Spezzino Follo sorto al centro di un importante crocevia che mette in comunicazione la Val di Vara con il Golfo della Spezia e la foce del Magra. Il municipio sorge in località Piano di Follo.

 

Il toponimo è documentato dal 1197 e, come per le (quasi) omonime Fullo di Genova e Follonica dal latino “fullare” (nel senso di “pigiare”) riferito alle attività vinicola o della confezione di panni. Secondo una teoria alternativa però potrebbe anche derivare da Fola, che designava una”riserva di caccia”, ipotesi che si appoggia al fatto che il territorio follese fosse una riserva di caccia di una ramo degli Estensi che ne furono i feudatari dal X secolo, assieme ad altre parti della Lunigiana.

 

Ceduto alla Repubblica di Genova nel 1113 venne assegnato ai Malaspina, per passare poi ai vescovi-conti di Luni per breve tempo. Fu papa Innocenzo IV che tolse il dominio ai vescovi e lo concesse al nipote Nicolò Fieschi di Lavagna in feudo nel 1276, questi lo rivendette a Genova nel 1276, il cui Governo lo rese un avamposto per il controllo del confine con i territori soggetti a Pisa e a Firenze, le quali intendeva espandersi a discapito della Repubblica.

 

In seguito ebbe diversi feudatari: Catruccio Castracani di Lucca, i Visconti, gli Sforza, il regno di Francia e infine i Malaspina. A seguito dell’intervento dell’imperatore Carlo V divenne stabile possesso Genovese, che nominava il Console che svolgeva i compiti di un podestà. Il primo statuto del Comune di Follo è del 1578 (Capitula et seu Statuta civilia et criminalia loci et Communis Folli).

 

Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo Spezia, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, il territorio follese rientrò nel III cantone, capoluogo Tivegna, della Giurisdizione di Golfo di Venere. Dal 1803 fu centro principale del III cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere e dal 13 giugno 1805 al 1814, annesso al Primo Impero francese, inserito nel Dipartimento degli Appennini.

 

Nel 1815 fu inglobato nella provincia di Levante del Regno di Sardegna, così come stabilito il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento di Spezia del circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l’istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi. Subisce infine gli ultimi aggiustamenti e assestamenti del territorio comunale nel 1929 con la cessione della frazione di Polverara al comune di Riccò del Golfo di Spezia.

 

Lo stemma del Comune riunisce due elementi simbolici legati al territorio, la croce di San Giorgio della Repubblica di Genova e il santo patrono del capoluogo posto nella frazione di Piano di Follo, la figura si ispira a quella dipinta nel XV secolo nella antica chiesa locale di San Martino in Durasca, costruita (secondo la tradizione) da pellegrini francesi nel 960, un tempo dipendente dalla pieve di Sant’Aandrea di Montedivalli.

 

Nel Decreto di concessione (DPR del 11 ottobre 1983) si blasona: “D’azzurro, alla croce latina rossa, con in cuore la figura di San Martino”. Il campo azzurro è abbastanza curioso e storicamente ingiustificato. Ora, nel bozzetto ufficiale il campo è evidentemente argento, e nella descrizione dello stemma riportata anche in diverse pubblicazioni precedenti il 1983 si legge: “D’argento, alla croce latina rossa, con al centro la figura di San Martino che regala il mantello ad un povero. Ornamenti da comune”.

Pure il gonfalone è descritto come un “Drappo partito di bianco e di rosso” e, dato che secondo il Regolamento Tecnico Araldico, i colori di gonfalone dovrebbero essere derivati dallo stemma, siamo tentati di supporre che lo smalto “azzurro” del campo sia un errore del blasonista.

 

Di fatto il Comune usa uno stemma col campo argento.

 

Una forma ibrida di stemma è quella usata dalla locale associazione sportiva ADS Follo San Martino: dove il campo è azzurro, la croce argento e la figura di San Martino monocroma, lo stemma ha il serto vegetale e una corona di rango di “città”!

Il 1° ottobre 2018 il Comune di Follo è stato insignito della Medaglia di bronzo al valor militare con la motivazione: «Nel corso della lotta di Liberazione, le genti di queste terre diedero ampie prove di coraggio, solidarietà e spirito di sacrificio, volte al riscatto morale di un popolo offeso dalla dittatura e dalla dominazione straniera. I rabbiosi tentativi del nemico di fiaccarne gli animi attraverso eccidi, rappresaglie, rastrellamenti, arresti e deportazioni, non valsero a piegare la fiera determinazione dei follesi. Mirabile esempio di impegno civile, di tenacia e di convergenza ideale nel testimoniare i valori eterni che la Resistenza racchiude e custodisce, irrinunciabile patrimonio per le future generazioni. Follo (La Spezia), 8 settembre 1943 – 15 febbraio 1945

 

 

 

Nota di Massimo Ghirardi, Bruno Fracasso, Davide Papalini e Giancarlo Scarpitta

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Anna Bertola

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro, alla croce latina di rosso, con in cuore la figura di San Martino. Ornamenti esteriori da Comune.

Colori dello scudo:
argento, rosso
Oggetti dello stemma:
croce latina, figura di san Martino
Attributi araldici:
in cuore

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo di bianco…”

Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 18/04/1929

      RRLLPP del 19-07-1929

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 11/10/1983