Badile: altra denominazione con la quale si indica la Vanga.
Baglionato (anche Bailonato, meno corretto: Imbavagliato): animale (specificamente il cane) avente un osso, o bastone, tra le fauci, cfr. Baglione.
Baglione: dal francese “Bâillon” (bavaglio). Oggetto, che può essere un osso o un bastone, tenuto tra le fauci di un animale.
Bailonato: vedi Baglionato.
Baldacchino: padiglione, copertura portatile per le processioni sostenuto da aste in numero variabile. Il nome deriva da “Baldacco” nome italianizzato di Bagdad, da dove provenivano le pregiate stoffe per confezionarlo. Cfr. Basilica.
Baldacchino Basilicale: vedi Basilica.
Balivo: ognuno dei Grandi Ufficiali di un Ordine Militare, insieme compongono il Capitolo Generale dell’Ordine insieme ai superiori ecclesiastici; a capo dell’Ordine stava un Gran Maestro con carica a vita, seguito da un Gran Precettore (o Gran Comandante), dal Luogotenente del Maestro, dal Tesoriere, dal Maresciallo, dal Drappiere (o Quartiermastro o Gonfaloniere), dal Generale, dall’Ospedaliere e dal Turcopoliere (che guidava le truppe indigene palestinesi durante il Regno Cristiano di Gerusalemme). Vedi Ordine di Malta, Ordine Templare, Ordine Teutonico, Ordine di San Lazzaro.
Balteo: 1) cintura di cuoio che dalla spalla destra scende sul fianco sinistro alla quale si attacca lo scudo e talvolta la spada, tracolla. 2) cinghia che permette di indossare la faretra, il turcasso o l’arco. Dal latino “Balteum” (cintura della spada). Nel linguaggio ricercato alcuni chiamano così la fascia del Sindaco. Vedi anche Fusciacca.
Balzana: scudo troncato, cioè diviso orizzontalmente in due parti uguali. Popolarmente è il nome dato alle armi di Siena (ma anche di Lucca e Ferrara). Derivato dal franc. Baucèant.
Balzo (Del) arma: “di rosso alla stella d’argento”. Secondo la leggenda la casata discenderebbe da uno dei Magi che andarono a visitare Gesù bambino a Betlemme, precisamente da Baldassarre che emigrò nel sud della Francia e costruì un castello presso le balze di Marsiglia che denominò Château des Baux.
Banco di Sale: figura in forma di cono d’argento, di solito posizionato col vertice in alto. Richiama la forma dei monticelli di sale cristallizzato, ma anche dei coni di zucchero di canna (che nel Medioevo veniva venduto compattato in quel modo). Improprio: Banco di Zucchero.
Banda: pezza onorevole formata da una striscia che scende dall’angolo destro dello scudo verso quello sinistro, diagonalmente, larga 2 moduli (2/7 dello scudo). Se ridotta della metà si dice banda in divisa o cotissa; se ridotta di 2/3 è un bastone, se ridotta di 4/5 è un filetto. Può essere alzata o abbassato rispetto alla sua posizione normale, bordata, caricata, in gemella, in terza…
Bandato: scudo (o pezza) coperto completamente di bande in numero pari. In numero di 6 non si blasona, altrimenti se 8 o più si specifica. Si blasona partendo dall’angolo superiore sinistro.
Banda Centrata: piegata ad arco. V. Centrato.
Banda (in): posizione di figure e pezze poste nel senso della banda.
Banda Troncata: banda tagliata in due perpendicolarmente (nel senso della sbarra).
Banderuola: piccola bandiera. vedi Ventarola.
Banderuolato: le torri, le navi, le lance se cimate da una piccola bandiera (banderuola).
Bandiera: 1) drappo quadrato o rettangolare (quest’ultimo nella proporzione di 2:3) attaccato per un lato ad una lunga asta. 2) rettangolo di proporzione 2:3 posto in uno scudo e che indica conquista o giurisdizione su un dato Paese. 3) particolare forma di scudo di forma quadrata o leggermente rettangolare. Vedi Tabella.
Bandiera d’Italia: i tre colori tradizionali (verde, bianco/argento e rosso) furono adottati per la prima volta dai patrioti per l’unificazione d’Italia riuniti in Milano nel 1796, riconosciuta da Napoleone il 6 ottobre di quell’anno. Nella forma rettangolare ma fasciata (a righe orizzontali) fu adottata dalla Repubblica Cispadana riunita a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, poi confluita nella Repubblica Cisalpina. Infine, nella forma attuale (ma caricata dell’Arma Reale di Savoia) fu riconosciuta come vessillo nazionale italiano nel 1848 dal Re di Sardegna Carlo Alberto, che intraprese la conquista del Regno Lombardo-Veneto. Il colore verde sta, convenzionalmente, dalla parte dell’asta.
Bandone: (da banda) ciascuna delle grandi strisce che pendono dal margine inferiore del gonfalone all’antica in guisa di frange.
Bar (di), arma: “D’azzurro ai due barbi addossati d’oro”
Barbato: 1) del gallo se ha i bargigli di smalto diverso dal corpo. Meglio Bargigliato 2) della capra, del liocorno, del delfino, se hanno le barbe di smalto diverso da quello del corpo. Vedi Barbuto.
Barberini (arma): “d’azzurro alle tre api d’oro poste 2 e 1”.
Barbio (e Barbo): pesce araldico, raffigurato di solito in palo e ricurvo, a coppie salienti (montanti) e contrapposti. Può essere al naturale, di metallo o di colore. Vedi Pesce e Bar (di).
Barbuto: del volto umano quando provvisto di barba. Vedi Barbato.
Barca: si dice fornita, se è completa di vela e cordami ma di colore diverso; fluttuante (o flottante) se posta in mezzo all’acqua.
Bardato: il cavallo quando è rivestito (guernito) completamente dei suoi finimenti (bardatura) da guerra o da torneo.
Barone: dal francone “Baro” (uomo libero, guerriero); titolo nobiliare che, in Italia, succede al Conte e precede il Nobile. Nel XIII secolo era un “signore con giurisdizione” e indicava i più grandi nobili di un regno. Al barone spetta l’appellativo di “Spettabile”. Cfr. con Conte.
Barone (corona di): il Regolamento Tecnico Araldico prescrive che la corona “normale” di Barone sia costituita da un cerchio d’oro brunito e gemmato accollato da un filo di perle con sei giri in banda (tre dei quali visibili). Le corone “tollerate” possono avere il tortiglione alternato sul margine da sei grosse perle (4 visibili), oppure omettere il tortiglione e sostituirlo con dodici perle (7 visibili) sul margine che possono eventualmente essere sostenute da altrettante punte.
Basato: 1) colonna o edificio posto su una base o piedistallo. 2) si può dire anche del palo o di una colonna, quando appoggiano direttamente sulla campagna.
Basilgallo: vedi Basilisco.
Basilica (e Ombrello Basilicale e Umbraculum): 1) Gonfalone papale, a guisa di ombrello parasole a gheroni rossi e oro, coi pendenti tagliati a vajo e di smalti contrastanti; con l’asta d’oro in forma di lancia con l’arresto attraversato dalle chiavi pontificie (vedi). Insegna del Cardinale Camerlengo durante la Sede Vacante. Deriva dal parasole vero e proprio ed è segno di onore e riguardo, in latino è detto umbraculum (cioè “ombrellino” da cui il nome popolare) tradizionalmente veniva usato per fare ombra al pontefice, ed era un oggetto importante della cerimonia di accoglienza nelle basiliche durante le visite papali (da qui l’usanza di tenere un ombrellino papale in ogni chiesa elevata al rango di “basilica”). Fu papa Alessandro VI Borgia a indicarne l’uso come simbolo della Santa Sede in alternativa alla tiara papale. 2) titolo delle chiese più insigni della Cristianità, può essere Maggiore e Minore; le chiese insignite del titolo lo ricevevano come segno della dignità, e veniva portato in processione chiuso (aperto solo in presenza del pontefice). Meno corretto Ombrellino.
Basilisco (raro Basilgallo): animale fantastico, dal corpo di rettile e la testa di gallo, cornuto e portante talvolta una corona (il nome deriva dal greco “Basileus”: re), che aveva il potere di pietrificare con lo sguardo e che si dice derivato dai racconti che descrivevano il cobra o l’iguana. Di solito è illuminato e squamoso.
Basso: termine sinonimo di volo abbassato.
Bastone: banda assai diminuita in larghezza (circa 1/3 della banda). Può anche essere scorciato, Anticamente era uno dei segni che distinguevano l’arma del fratello cadetto (ultrogenito) da quella del primogenito.
Bastone di Maresciallo (e di Comando): semplice bastone bianco che conferiva il comando generale delle armate al ricevente.
Bastone noderoso: del bastone di legno quando è rappresentato nocchioso, con gli attacchi dei rami tagliati opposti o contrarianti. Cfr. Contronoderoso.
Bastone Pastorale. Vedi Pastorale.
Batacchiato (e Battacchiato): vedi Battagliata.
Batista: tela di lino finissima e trasparente usata per le guarnizioni e la biancheria, secondo la tradizione prende nome dal primo fabbricante, tale Baptiste di Cambrai, vissuto nel XIII secolo. Si usava per la confezione della Lattuga.
Battagliata (e Batacchiata): della campana che ha il battaglio visibile e di smalto diverso.
Battifredo (e Beffroy): francesismo inutile che indica il vajo di meno di tre file, meglio indicare il numero delle file. Vedi Vajo.
Baucèant: vedi Bouceant.
Baviera (Bayern, Bavaria) arma antica: “fusato in banda d’argento e d’azzurro” oppure (meno corretto) “D’azzurro diamantato d’argento in banda” arma dei Wittelsbach, famiglia reale della Baviera fino al XX secolo. Originariamente era arma dei Conti di Bogen, trasmesse per eredità ai Wittelsbach intorno al 1242 e adottate da questi ultimi come emblema dinastico e del Ducato e del Regno di Bayern/Baviera.
Beffroy: vedi Battifredo.
Bendato: delle teste o capi delle figure se hanno la benda sugli occhi. Nota: i mori dell’emblema della Sardegna non sono bendati, ma attortigliati.
Benedicente: attributo della mano se rappresentata con tre dita alzate (pollice, indice e medio), nell’atto di benedire secondo il Rito Latino. Nel rito bizantino ha tutte le dita levate con pollice e anulare che si toccano.
Benedettino (Ordine): ordine monastico fondato da San Benedetto da Norcia e suddiviso in Congregazioni:
• Cassinese e Sublacense
• Camaldolese.
• Olivetano
• Vallombrosano
• Cistercense e Trappista
Vedi la relativa voce dei singoli Ordini.
Bellico (o Ombilico): ombelico; è il punto centrale della quarta fila di uno scudo diviso in 15 parti. Abisso, cuore.
Beta: seconda lettera dell’alfabeto greco, equivalente alla B latina. È l’elemento che caratterizza le armi dei Paleologi, ultima dinastia imperiale di Bisanzio, che riprende l’arma del Basileus (re) di Costantinopoli: “Di rosso, alla croce piana d’oro, accantonata da quattro B maiuscole dello stesso”. Le quattro maiuscole vogliono significare “BASILEUS BASILEUON BASILSOUSI BASILSUON”che si può tradurre in “Re dei Re, regnante sui Re”, equivalente aulico di “Imperatore”. Quando i Paleologi acquisirono per matrimonio il Marchesato del Monferrato fecero inquartare le proprie armi con quelle della dinastia di quel territorio. Vedi anche Monferrato, Paleologo, Chrismon.
Bevente: figura rappresentata nell’atto di bere.
Bianco: solitamente sostituito dall’argento; si rappresenta graficamente lasciando gli spazi completamente vuoti.
Bigliettato: campo o pezza seminata di Biglietti.
Bipenne: vedi Ascia Bipenne.
Bicipite: “con due teste”; animale a due teste. V. Aquila Bicipite.
Bifido: “in forma (della lingua) di serpente”; con due punte.
Biforcata: 1) la code del leone se divisa in due. 2) della croce patente della quale ciascun braccio termina in due punte allungate, detta anche ottagona o di Malta.
Biglietto: figura rettangolare posta in palo (verticale) simile al plinto (quest’ultimo è però messo orizzontalmente). Se disegnato in prospettiva diventa Mattone. v. Plinto.
Bilico: traversa superiore appesa per mezzo di corde all’asta, alla quale è appeso il gonfalone.
Bipenne (e Ascia Bipenne): scure metallica con due lame, in greco Labrys, usata sia come arma che come attrezzo da lavoro, simboleggia la capacità della divinità di colpire e castigare. Una particolare ascia bipenne era usata dai sacerdoti nei rituali sacrificali. Vedi Ascia.
Bisantato: di pezza o di figura caricata di bisanti (se in numero di 8 non occorre blasonare).
Bisante: tondo in metallo (se di colore è una Torta). Prende nome dalle monete auree coniate a Bisanzio.
Bisante-Torta (e Bisante-Tortello): tondino partito, troncato o inquartato di metallo e di colore avente il metallo nel primo (altrimenti è una Torta-Bisante).
Biscia: serpente nella dizione diffusa nell’Araldica Italiana solitamente ondeggiante in palo, con la testa di profilo e volta a destra (altrimenti è rivoltata). Vedi Serpente e Visconti.
Biscione: denominazione popolare dell’insegna della famiglia Visconti: serpente d’azzurro, ondeggiante in palo, coronato, ingollante un fanciullo (o un Moro) di carnagione. Secondo la tradizione fu l’insegna adottata da Ottone Visconti dopo la vittoria sul saraceno Voluce. Vedi Visconti.
Blasonare: dal germanico “blasen” (‘annunziare col suono del corno’), chiamata e annuncio dei partecipanti alle giostre cavalleresche. Descrivere le armi secondo i principi dell’Araldica, indicando i colori e le posizioni delle pezze. Si inizia sempre dallo smalto del campo (omettendo il soggetto “campo” o “scudo”), poi si nominano le figure, il loro smalto, la loro posizione, il loro numero…
Blasonario: raccolta, sovente ordinata alfabeticamente, delle descrizioni araldiche di armi gentilizie. Cfr. Stemmario.
Blasonatura: vedi Blasone.
Blasone: 1) dal germanico Blasen: ‘annunziare col suono del corno’ che indicava l’appello dei cavalieri partecipanti ad un torneo. Scienza delle Armi Araldiche: che insegna a comprendere il significato delle armi nelle sue diverse figure araldiche. Le proprietà, le leggi e tutto quello che riguarda l’Araldica. 2) descrizione di un’arme secondo le leggi e la grammatica dell’Araldica. Meno corretto: Blasonatura. Fin dall’origine si è sempre usata la lingua volgare (inizialmente francese) a sottolineare il distacco dall’ambito religioso. 3) termine che impropriamente indica un arma gentilizia, stemma.
Nella blasonatura di uno stemma, secondo la scuola “francese” (adottata da italiani e inglesi) si descritti prima lo scudo (per convenzione come se fosse visto imbracciato dal cavaliere, per cui la sua parte sinistra corrisponderà alla destra dell’osservatore e viceversa) le figure e pezze in esso contenute quindi gli eventuali ornamenti esteriori.
La “scuola tedesca” e quella “spagnola” seguono un metodo diverso: cominciando dalle figure e terminando con il campo.
Si blasona per convenzione soltanto lo smalto del campo, per esempio: ‘di rosso’ che è l’abbreviazione della frase riferita al cavaliere: ‘porta lo scudo di rosso’, o ‘innalza la bandiera di rosso’.
Si utilizzano altresì regole che consentono descrizioni più brevi, e per evitare la ripetizione del nome di uno stesso smalto esistono delle locuzioni specifica (es.: dello stesso, del campo, del primo, del secondo); quando lo smalto di una figura non si conosce o non è chiaro si indica con puntini di sospensione seguiti da un punto interrogativo; quando uno scudo viene blasonato in due modi diversi si pone la parola alias fra una descrizione e l’altra.
Secondo alcuni teorici è importante anche l’uso della punteggiatura: gli attributi e gli smalti sono divisi dalla virgola; la descrizione del capo, della bordura e della campagna è preceduta da un punto e virgola; dopo il partito, il troncato, l’interzato, l’inquartato ecc. si usano i due punti.
Quando uno stemma contiene più armi di cui si conosce diffusamente l’appartenenza si può indicare il nome della famiglia o della città: ‘di azzurro a tre api d’oro (Barberini)’.
Quando abbiamo uno stemma complesso formato da quarti di famiglie o paesi molto conosciuti si possono blasonare i singoli quarti mettendo l’espressione (solitamente tra parentesi): ‘di Milano’, ‘di Gerusalemme’, ‘di Francia’, ‘di Borbone’….
Blasonista: studioso dei Blasoni, esperto di Araldica.
Boccheggiante: si dice del pesce se ha la bocca aperta come “in morendo”.
Bocciolato: 1) pezza allungata munita di boccioli floreali. Se i boccioli sono all’interno si dice controbocciolata. Se i fiori sono aperti e allargati si dice fiordalisato o gigliato. 2) fiore provvisto di bocci, boccioli, in forma di pistilli o piccole bullette. Come il Giglio di Firenze che mostra i pistilli e i bocci (bocciolato e bottonato insieme).
Boemia (Bohmen, arma): regno asburgico oggi una delle due Regioni (con la Moravia) che formano la Repubblica Ceca, arma“Di rosso, al leone con la coda biforcata e decussata d’argento,armato lampassato e coronato d’oro”
Boiardo (o Bojardi, arma): “d’azzurro allo scaglione d’oro”. Quest’ultima arma fu adottata dalla città di Mirandola, che ha avuto i Boiardo come signori, succeduti ai Pico della Mirandola; successivamente l’arma venne inserita nel campo inferiore di uno scudo partito, nel superiore: “d’oro all’aquila di nero”. Oggi anche emblema della città di Mirandola.
Bolla: sigillo solitamente di cera o di metallo con quale veniva autenticata la firma del papa o di un sovrano sui documenti ufficiali, per estensione il documento stesso autenticato. Dal latino “bulla”: piccola borchia, che nelle Cancellerie assunse il significato di sigillo.
Bolla d’Oro: bolla di particolare importanza e solennità che era munita di un sigillo in oro (da cui il nome). Nel 1356 con una “Bolla d’oro” l’imperatore Carlo IV (della dinastia di Lussemburgo) rese la carica imperiale elettiva, esclusivamente da parte dei Principi Elettori (vedi).
Boncompagni (Arma): arma della celebre famiglia bolognese: “di rosso, al drago reciso d’oro con le ali spiegate”, secondo la tradizione si tratterebbe di un’arma parlante “nominale” giacché adottata nel XIII secolo da Dragone Boncompagni.
Bonne Ville: nell’Araldica napoleonica Francese indicava le città i cui sindaci, di nomina imperiale, avevano il privilegio di assistere all’incoronazione dell’Imperatore. Lo stemma civico era insignito di un capo di rosso alle tre api d’oro poste in fascia. Vedi Ape.
Borbone (Borbòn e Bourbon): arma antica della Contea di Borbone e titolo del primo Principe del Sangue della Casa Reale di Francia, come ultrogenito di Francia portava l’arma “d’azzurro a tre gigli d’oro posti 2,1 colla brisura di un bastone scorciato di rosso in cuore”. Alla morte di Enrico III di Valois nel 1589 senza eredi, il trono di Francia passò a Enrico IV di Borbone (il “Verde Galante”) re di Navarra, discendente di Roberto di Clermont sesto figlio di Luigi IX, che aveva sposato la sorella di Enrico III Margherita (la celebre Reine Margot), il quale era divenuto legittimo re e tolse il bastone dallo stemma.
Bordato: attributo di una pezza che ha i bordi di smalto differente. Cfr. Bordura, Ripieno.
Bordonato: con le estremità tornite, terminanti in pomello, come il Bordone.
Bordone: bastone del pellegrino, caratterizzato dal puntale a forma di pomo, avete talvolta un altro pomo più in basso della sommità e un uncino (al quale si attaccava la borraccia).
Bordura (o Bordatura): pezza onorifica di primo ordine, che circonda la scudo e spessa circa come la sesta parte di esso. Nel blasonare un’arma si nomina dopo le altre figure. Vedi Orlo e Orlatura.
Borea: figura allegorica che rappresenta il vento freddo e impetuoso, raffigurata come volto umano con le gote gonfie in atto di soffiare, uscente da una coltre di nubi. Vedi anche Aquilone e Vento.
Borgo: dal greco “Pyrgos” fortezza, passato al tedesco in “Burg”; agglomerato urbano fortificato con mura. Cfr. con Villa.
Borgogna (Bourgogne, Burgundia Ducato di): il Ducato di Borgogna era un importante dominio federale del Regno di Francia che, nel 1363 venne conferito a Filippo l’Ardito, ultimo figlio di re Giovanni II. La sua discendenza acquisì nel tempo un gran numero di territori creando così un grande Stato che comprendeva la Francia nord-orientale (con la Franca Contea detta “Contea di Borgogna”), il Belgio e l’Olanda (collettivamente detti Fiandre) e parte dell’attuale Svizzera. Nel 1477 alla morte di Carlo il Temerario, il Ducato passò in reggenza all’imperatore Massimiliano I d’Asburgo (che ne aveva sposato l’erede Maria di Borgogna) per conto del figlio Filippo detto “il Bello”, il quale sposò Giovanna di Castiglia (detta “la Pazza”) creando così le basi per quell’Impero “sul quale non tramontava mai il sole” che (in parte) pervenne al loro figlio Carlo V. Vedi anche Toson d’Oro.
Borgogna (arma):1) antica:“Bandato d’oro e d’azzurro, alla bordura di rosso”. Alcuni autori affermano che, precedente a questa, la Borgona avesse adottato un semplice scudo con croce rossa. 2) Moderna: “D’azzurro seminato di gigli d’oro [o di Francia Antica] alla bordura composta d’argento e di rosso”. 3) arma della Regione francese omonima (Bourgogne): “Inquartato di Borgogna moderna e antica”.
Borgogna (Contea di): vedi Borgogna (Ducato di).
Borgona (Ordine di): denominazione imprecisa per l’Ordine del Toson d’Oro (vedi questa voce).
Borgomastro: sindaco, nei Comuni di lingua tedesca dell’Alto Adige (Sud Tirolo) il borgomastro, nell’esercizio delle sue funzioni, porta la fascia del sindaco italiano e la collana preziosa del “Burgmeister” (letteralmente “Maestro di Borgo”) tirolese, caricata con le armi civiche.
Bottonato: 1) qualificativo del nucleo della rosa quando è di colore diverso da quello dei suoi petali. . 2) nel rosaio naturale, o nel fiore bocciolato, provvisto di bottoni, parti non ancora dischiuse, in forma di piccole bullette. Nota: nel Giglio di Firenze sono presenti contemporaneamente bottoni e boccioli. La rosa si dice bottonata quando.
Bottoniera: vedi Puntale.
Boucéant (e Baussant): originariamente “Beau Séant”, nome popolare del gonfalone dell’Ordine Templare troncato d’argento e di nero, al quale dopo il 1147 fu aggiunta una croce patente rossa (concessione di papa Eugenio III). Vedi Ordine Templare. È probabilmente all’origine dell’Italiano Balzana.
Bove (anche Bue): animale che in Araldica si distingue dal Toro perché tiene la coda penzoloni. V. Toro.
Bozzetto: 1) disegno convenzionale di un arma. 2) disegno delle Armi e del Gonfalone, nonché del Sigillo e della Bandiera, di un Ente Territoriale o Morale. Denominazione sia dei bozzetti allegati alla Richiesta sia di quelli allegati al Decreto di Concessione e Riconoscimento. Sono riportati su cartoncini bianchi della misura di cm 37 x 26 cm.
Brabante (arma): “Di nero, al leone d’oro armato e lampassato di rosso”. Vedi anche Belgio.
Braccante: posizione tipica del cane. Vedi Bracco e Cane.
Braccio: 1) ognuno dei due arti superiori del corpo umano rappresentate piegate in scaglione. Se destro (movente dal lembo sinistro dello scudo) non si specifica e si può dire destrocherio, altrimenti (se nasce dal lembo destro) si deve specificare braccio sinistro o sinistrocherio. Può essere di carnagione (nudo), vestito (coperto da tessuto), armato (racchiuso nell’armatura). 2) ognuna delle estremità della croce e della squadra. Vedi Armato, Avambraccio, Mano, Vestito.
Bracco: dal germanico “Brakko”, cane da caccia, raffigurato rampante e privo del collare e con le orecchie cascanti. Vedi Cane.
Branca: le zampe anteriori degli animali feroci, specificamente del leone, dell’orso, del lupo, del grifone… Può essere recisa (tagliata) o strappata, armata (se le unghie sono di smalto diverso).
Branzino: pregiato pesce di mare diffuso in Araldica, spesso rappresentato inarcato e in coppia come il barbo. Per le caratteristiche vedi Pesce.
Bretagna (arma): arma antica del Ducato di Bretagne,“D’armellino pieno”. Derivano da quelle di Pierre Mauclerc che, nel XIII secolo sposò la figlia del Duca di Bretagna Alice di Thouars. Mauclerc aveva uno scudo scaccato d’oro e d’azzurro (proprio del padre Robert II di Dreux) ma “brisato” con un franco quartiere d’ermellino, queste furono poi le armi dei duchi di Bretagna fino al 1316, allorché Jean III, che non intendeva più mostrare armi che identificassero il suo casato come cadetto dei conti di Dreux, le mutò adottando il campo pieno d’armellino, un campo “seminato” che poteva confrontarsi con quello del re di Francia.
Breve: 1) nel linguaggio burocratico identifica una lettera imperiale o papale meno solenne della Bolla. Cfr. Patente. 2) striscia di carta, pergamena o stoffa svolazzante riportanti un motto, una parola. Può essere naturale, smaltata, bifida (terminante in due punte). Nastro.
Brigidino (Ordine): vedi Ordine Brigidino.
Brisare: aggiungere una brisure ad un’arma, dal francese “briser” (rompere, spezzare). Sta ad indicare la distinzione nel disegno delle armi dei diversi rami di una famiglia. Modificazione di armi dipendenti rispetto ad una principale attraverso l’aggiunta di una pezza araldica. Una consapevole modificazione introdotta in uno stemma per distinguersi e contemporaneamente alludere ad un altro stemma, in modo che quest’ultimo sia riconoscibile.
Brisare (principali modi di): nove modi consueti per modificare un’arma gentilizia rispetto a quella originale:
1. cambiare le figure dello stemma conservando gli smalti (molto antica e assai diffusa)
2. cambiare gli smalti ma conservando le stesse figure (rara)
3. permutare gli smalti tra loro (diffusa in Italia)
4. alterare il numero delle figure uguali (diminuendo o accrescendo)
5. alterare la posizione delle figure
6. alterare la forma delle figure (rara)
7. omettere qualche figure (esclusa quella che occupa il cuore dello scudo)
8. aggiungere altre figure (assai utilizzata: in particolare aggiungendo un lambello, o una bordura, o un bastone scorciato…
9. introdurre delle partizioni o delle inquartature (ad es. inquartando le armi paterne con quelle della madre).
Brisato: 1) stemma modificato, variato, rispetto ad un originale o principale. 2) lo scaglione quando è spezzato nel suo vertice.
Brisure (e Brisura): 1) pezza araldica speciale introdotta nelle armi gentilizie per distinguere i rami secondari (cadetti o bastardi) di una famiglia. 2) l’operazione di brisare. In effetti la legge del maggiorascato concede solo al primogenito (maggiorasco), morto il padre, di adottare le armi pure di famiglia; gli ultrogeniti sono in obbligo di adottare delle brisure per distinguere il loro grado di parentela. Le dinastie reali hanno delle pezze particolari e tradizionali per ognuno dei propri rami cadetti. I figli naturali portavano, solitamente, una sbarra, una traversa, un filetto detti di Bastardigia. I più noti segni di brisura: lambello (vedi Angiò), bordura, bastone scorciato, cantone, filetto in sbarra, contrafiletto, una o più stelle, bisanti, anelletti, merletti, conchiglie. Al principio le figure dovevano essere molto visibili, per essere facilmente identificati nei combattimenti (specialmente nei tornei).
Broccante: termine desueto per Attraversante, si usa per una pezza corta o piccola (giglio, stella, crescente) che sta sopra un partito, ad un tagliato, ad un troncato.
Brunia: camicia di cuoio o di tela robusta protetta da rinforzi in forma di scaglie metalliche o borchie.
Brunito: così è definito dal Regolamento Tecnico-Araldico italiano l’oro delle corone nobiliari e civiche, cioè sono rappresentate come se il metallo fosse stato sottoposto a levigatura e lucidatura attraverso il procedimento della brunitura, al fine di renderle (anche simbolicamente) inalterabili.
Bruscello: voce arcaica per Alberello, piccolo albero. In taluni blasoni indica il ramo d’albero munito di foglie verdi.
Bue: maschio della vacca castrato, per convenzione ha la coda pendente, al contrario del Toro che la porta alzata o rivolta sul dorso. Se ha un anello tra le narici è un bufalo. Vedi Toro e Bufalo.
Bucentauro: centauro col corpo di bue o di toro anziché di cavallo. La città di Taormina ha oggi come emblema un bucentauro femmina.
Bucranico: scudo a forma di testa di bue, simile a quello “a testa di cavallo” ma più largo.
Bucrano (Bucranio): nome del teschio di bue scarnito, raro in araldica, di solito si trova il massacro di bue scarnito ma con gli occhi muniti di pupilla.
Bufalo: toro selvaggio, di norma porta un anello al naso (nel rincontro). Cfr. Bue e Toro.
Buglione (di, anche De Bouillon, arma): nome improprio delle armi di Gerusalemme, adottate per primo da Geoffroy de Bouillon (Goffredo di Buglione) quando divenne re di quella città. Vedi Gerusalemme.
Bugno: alveare.
Bulgaria: arma antica del Regno di Bulgaria “di rosso cupo [sanguigno] al leone d’oro (che è di Assia-Darmstadt) coronato dello stesso”.
Bullettato: oggetto metallico (ferro di cavallo, armatura…) guarnito di chiodi, o bullette, in forma di piccole borchie di smalto differente.
Burella (e Fascia In Divisa): termine desueto che indica una fascia quando è diminuita in altezza (spessore) di circa la metà, le Burelle sono sempre in numero pari, se in numero dispari si dovrebbero chiamare Trangle.
Burellato: scudo rivestito di burelle, cioè di 10 o più fasce a smalti alternati. Vedi Fasciato.
Burletto: vedi Cercine.


