Vellano


Zona Municipale

Vellano

Pescia
Informazioni

Sotto l’amministrazione del comune di Lucca il comune di Vellano era collocato nella “vicarìa” della Valleriana e del piviere di Villa Basilica almeno fin dal 1308, come descritto nello statuto lucchese alla rubrica che elenca le località tenute a inviare omaggi per la festa di Santa Croce.

 

Dopo la metà del secolo Vellano, a seguito di contrastati passaggi di proprietà, è uno di quei castelli passati a Firenze che li raggruppa nella podesteria di Pescia.

 

Nell’ambito della riforma amministrativa attuata nel ventennio fascista il comune di Vellano perde la sua autonomia e viene aggregato a quello della vicina Pescia. Si ratifica una situazione di fatto: con l’introduzione degli impianti termomeccanici venne meno la necessità di aprire opifici lungo i corsi d’acqua per sfruttarne la forza motrice. Questo, insieme con le bonifiche condotte nella pianura acquitrinosa a valle del torrente Pescia portò gran parte della popolazione della Valleriana a spostarsi verso forme di sostentamento più sicure e a soluzioni insediative più comode.

 

Lo stemma dell’ex Comune si blasona “D’argento al boschetto di tre avellani al naturale. Timbrato dalle corna nobiliare d’oro, gemmata otto perle (5 visibili) sostenute da punte” con evidente riferimento al toponimo, “avellano”, denominazione dotta per il “nocciolo” (corylus avellanae), essenza arborea tipica e caratterizzante la zona.

Lo stemma di Vellano è ben noto da un gran numero di fonti antiche e, nella sua versione più risalente, nota da un reliquiario del trecento proveniente dalla pieve di San Martino e oggi conservato al museo del Bargello di Firenze, è costituito da una pianta di nocciolo sradicata e fruttata rappresentata nel più elegante stile araldico medievale. La versione sul sigillo maggiore della comunità accompagna all’elemento parlante -la voce latina di “nocciolo” è avellana – l’immagine del santo titolare della pieve, San Martino, a cavallo e il giglio fiorentino a segno dell’avvenuto passaggio nel dominio di quella città. La sua versione moderna – la pianta è resa realisticamente e spunta da un “ristretto” di terra – è tutt’oggi ben diffusa nel centro dove, oltre a un ricorrente uso spontaneo da parte di privati, costituisce l’emblema della pro loco.

 

Vellano è stato un comune autonomo della provincia di Lucca fino al 1928, quando venne soppresso a causa del grave dissesto finanziario ed il suo territorio annesso al comune di Pescia del quale è oggi una frazione; all’epoca della soppressione aveva 3761 abitanti. Nello stesso anno avvenne anche il passaggio del Comune di Pescia dalla provincia lucchese alla nuova provincia di Pistoia appena costituita.

Il comune di Vellano occupava la zona oggi denominata Svizzera Pesciatina (1), aveva una superficie di circa 25 kmq e comprendeva Vellano capoluogo con le frazioni di Castelvecchio, Pietrabuona, Sorana, Stiappa e Pontito (queste ultime due fino al 1883 e facevano parte del comune di Villa Basilica).

Nota di Vieri Favini e Massimo Ghirardi

 


(1) ” Svizzera Pesciatina ” (” di Pescia “) è la denominazione popolare della Valeriana (Val Riana, ossia Valle dei Rii) comprendente la parte settentrionale del Comune di Pescia. La denominazione fu ideata nel XIX secolo da Jean Charles Sismondi, intellettuale di Ginevra esule politico in Italia, perché questa zona gli ricordava la sua terra natale. È storicamente formata da undici località, o “Castella”: Vellano, Pietrabuona, Medicina, Fibbialla, Aramo, San Quirico, Sorana, Castelvecchio, Stiappa e Pontito, a queste va aggiunta Lignana, oggi pressoché scomparsa (resta la chiesa, mentre il resto dell’insediamento fu distrutto dai pisani nel 1362).

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Utet, Torino 1997

Pagnini, G.P. (a cura di). GLI STEMMI DEI COMUNI TOSCANI AL 1860. Polistampa, Giunta Regionale Toscana, Firenze 1991

Firenze, archivio di Stato

Firenze, biblioteca Nazionale

Lucca, archivio di Stato

  1. Muzzi, B. Tommasello, A. Tori, Sigilli del museo Nazionale del Bargello, vol. III, Firenze 1990, p. 216
  2. Passerini, Le armi dei Municipj toscani, Firenze 1859, p. 297

Pescia, biblioteca comunale

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’argento al boschetto di tre avellani al naturale. Timbrato dalla corona nobiliare d’oro, gemmata otto perle (5 visibili) sostenute da punte”.

Colori dello scudo:
argento
Oggetti dello stemma:
avellano, boschetto
Attributi araldici:
al naturale

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,