Santa Margherita d’Adige


Zona Municipale

Santa Margherita d’Adige

Borgo Veneto
Informazioni

Nella parte superiore dello stemma comunale di Santa Margherita d’Adige si ricorda l’operato di un insigne benefattore del paese: Fidenzio Mano (1772-1840).

 

Egli lasciò per le necessità della locale chiesa ed a favore dei poveri “un patrimonio di Lire 130.000, costituito da Lire 1.500 in fondi urbani, da Lire 120.000 in fondi rustici e da Lire 8.500 di capitali”, allo scopo di conquistarsi il paradiso con le buone opere e di aver qualcuno che pregasse per la sua anima.

 

Le cronache dell’epoca aggiungono che il fisco prelevò buonaparte del lascito.

 

Il personaggio fu ricordato in una lapide posata presso la chiesa parrocchiale nel 1869.

 

Nella parte inferiore dell’emblema, l’urna cineraria mette in luce le molteplici scoperte archeologiche fatte durante operazioni di scavo. Il paese infatti è di origine assai antica.

 

I primi documenti che citano Santa Margherita d’Adige risalgono solo al 1221, ma molti reperti del I secolo dopo Cristo attestano l’esistenza di un villaggio già in epoca romana.

 

Molto dettagliatamente lo storico montagnanese Antonio Giacomelli riportò in un’interessante pubblicazione tutti i materiali che vennero alla luce nella zona.

 

Nel 1929 fu scoperto un piccolo sepolcreto. Si rinvenne poi una base di cippo sepolcrale recante la cavità cineraria.

 

Nel 1935 presse le scuole del paese si trovarono urne, embrici frammentari ed un tratto di pavimento costruito con mattoni romani; trattasi forse di una tomba a camera.

 

Gran parte dei reperti è ora esposta al Museo Nazionale Atestino.

 

Nessun cenno viene invece fatto nello stemma all’antico passaggio del fiume Adige (ricordato nel toponimo) che, prima del 589 d.C., scorreva per questo territorio in direzione Montagnana-Este, né alla santa patrona.

 

Prima dell’ufficializzazione avvenuta nel 1929, come si può osservare in civici carteggi custoditi all’Archivio di Stato di Venezia, il Comune adoperava uno scudo inquartato che tra l’altro già comprendeva i simboli della mano e dell’urna cineraria nei due quarti inferiori.

 

Nella prima partizione compariva un fascio littorio in campo azzurro ad evidenziare l’origine romana, mentre nel secondo quarto era stata inserita una croce rossa in campo argento a ricordare l’appartenenza del territorio alla provincia di Padova.

 

 

 

Note di Giancarlo Scarpitta

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione – 28/02/1929