Camairago


Zona Municipale

Camairago

Castelgerundo
Informazioni

Sebbene non si sia trovata ancora testimonianza oggettiva dell’antica origine di Camairago, il toponimo ci porta all’epoca celtico-romana. Esso viene menzionato nelle carte antiche, anche col termine Mairaco e starebbe ad indicare un luogo in vicinanza di acque, l’Adda appunto.

Dobbiamo tuttavia attendere il periodo medievale per rintracciare un documento legittimante la denominazione di Camairago: attorno al 760 un certo Alpicario, conte di Alamania, tutore di Adelaide figlia del re Pipino il Breve, comprò varie terre nel Milanese tra le quali una nominata “Camairaco”.

Camairago compare sia nel 972 in atti di donazione del Vescovo lodigiano Andrea.

Nel 1034 anche Camairago è nominato tra i beni di proprietà dell’Arcivescovo milanese Ariberto d’Intimiano e lo ritroviamo nelle cronache del 1158 quando i milanesi, inseguendo i lodigiani in fuga lungo l’Adda, incendiarono il castello perché reo di aver ospitato i fuggiaschi.

Il 20 settembre 1440 il Duca di Milano Filippo Maria Visconti concesse, a ricompensa dei numerosi aiuti finanziari ricevuti, al conte Vitaliano Borromeo il feudo di Camairago unitamente a S. Vito, con facoltà di erigere di nuovo un castello.

Presso l’attuale cascina di S. Vito, esisteva in passato un monastero benedettino costruito a partire dal 1039 grazie ad un lascito del conte Ildebrando da Comazzo. L’abbazia conobbe anche un importante periodo di espansione e ricchezza, prima della decadenza per mala gestione, e ospitò tra le sue mura anche l’Imperatore Federico Barbarossa il 29 novembre 1154 durante la sua prima discesa in Italia diretto alla dieta di Roncaglia (Piacenza).

Altra data importante per il borgo è il 5 maggio 1450 quando il nuovo Duca di Milano Francesco Sforza riconfermò al conte Filippo Borromeo il feudo di Camairago con tutti i suoi diritti.

Anche la terra di Camairago, proprio per la presenza delle sue fortificazioni e posizione strategica, vive direttamente lo scorrere della storia e dei suoi fatti più salienti, subendo il passaggio dei famigerati Lanzichenecchi o le conseguenze delle guerre di predominio tra francesi e spagnoli, piuttosto che in età contemporanea vivere le vicende delle Guerre d’Indipendenza per la costruzione dell’Italia (nel luglio 1848 infatti presso Camairago e nel castello si accamparono parte delle truppe austriache con il maresciallo Radetzky).

Lo stemma di Camairago si blasonava: « Fasciato di azzurro e di rosso di quattro pezzi, la prima e la terza fascia all’anguilla ondeggiante in fascia, d’argento; al capo d’oro, caricato dall’aquila di nero, coronata con corona all’antica di tre punte d’oro. Ornamenti esteriori da Comune. »

Le fasce sono una variante del fasciato Borromeo, mentre l aguille richiamano la natura umida del territorio.

Il Comune aveva anche un gonfalone: « Drappo troncato di rosso e di giallo, riccamente ornato da ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento. ».

Nota di Massimo Ghirardi, Giovanni Giovinazzo e Davide Laucello

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Xixo

Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Fasciato di azzurro e di rosso di quattro pezzi, la prima e la terza fascia all’anguilla ondeggiante in fascia, d’argento; al capo d’oro, caricato dall’aquila di nero, coronata con corona all’antica di tre punte d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
azzurro, oro, rosso
Partizioni:
capo, fasciato
Oggetti dello stemma:
anguilla, aquila, corona all'antica, punta
Pezze onorevoli dello scudo:
fascia
Attributi araldici:
caricato, coronato, ondeggiante in fascia

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo troncato di rosso e di giallo…”

Colori del gonfalone: giallo, rosso
Partizioni del gonfalone: troncato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,