San Lazzaro Parmense

Informazioni

Come si evince da una lapide posta nell’ex sede comunale nell’ottobre 1869 i Consigli dei Comuni di SAN DONATO D’ENZA (posto a nord-est di Parma) e quello contiguo di MARORE (posto a sud-est) deliberarono di unirsi in un’unica circoscrizione amministrativa che prese nome dalla località mediana tra i due capoluoghi e posta a cavallo della Via Emilia: SAN LAZZARO, toponimo che ricorda la presenza del lazzaretto di Parma in quel luogo.

 

Il Comune di SAN LAZZARO PARMENSE, con il determinante assunto per distinguersi dagli altri centri omonimi (come il bolognese San Lazzaro di Savena, o il piacentino San Lazzaro Alberoni), venne riconosciuto dal re d’Italia con Decreto del 19 aprile 1870.

 

I Comuni di SAN DONATO e MARORE furono istituiti dal Prefetto Ugo Eugenio Nardon, dell’Amministrazione francese del Dipartimento del Taro nel 1806, insieme a quelli di GOLESE, SAN PANCRAZIO PARMENSE, VIGATTO e CORTILE SAN MARTINO, con territori già del Comune di Parma.

 

Nel 1943 tutti questi Comuni vennero soppressi e tornarono a far parte del territorio comunale parmigiano del quale, attualmente, sono Circoscrizioni (“Quartieri”) essendo i territori pressoché inglobati nell’area urbana di Parma; l’ex Comune di San Lazzaro Parmense è denominato oggi Quartiere Lubiana-San Lazzaro.

 

La figura dello stemma probabilmente è un riferimento all’alleanza e alla concordia perpetua che è stata stabilita tra i due Comuni preesistenti: la “fede” (nome che, in Araldica, è attribuito alla figura delle due mani che si stringono) è simbolo di pace, lealtà e alleanza. Il mare rosso fluttuoso potrebbe essere interpretato, retroattivamente, come il simbolo del sacrificio per la creazione della Patria, che ha portato anche alla creazione del Comune, e segno del superamento di passate discordie, con l’unione per un prospero futuro: il serpente che si morde la coda (o “uroburo”) è infatti simbolo dell’eternità.

Lo stemma è figurativamente assai prossimo a quello del Comune di San Benedetto Po (MN).

 

Dopo il 1933 venne proposta la modifica dello stemma civico, con l’adozione di una figurazione piuttosto curiosa: con il “capo del Littorio” (previsto invariabilmente per tutti gli stemmi civici) lo scudo era partito, nel primo era raffigurato san Lazzaro, a mani giunte e ancora avvolto nelle bende e nel sudario sepolcrale, affiancato da un cantone franco con la croce di Parma, mentre nel secondo era rappresentato un torchio da tipografo. Quest’ultimo era simbolo della tipografia, una delle prime nel nord Italia, funzionante da prima del 1477 presso la certosa di San Gerolamo (nota come “la Certosa di Parma”), dove operarono alcuni dei più noti maestri di quell’arte: Antonio Zarotto, Taddeo Ugoleto e Andrea Portilia.

 

Nota di Massimo Ghirardi

Informazioni reperite con la collaborazione con la Scuola Media Statale “Isaac Newton” di Parma, grazie al prof. Danilo Amadei.

 

Bibliografia:

 

Dall’Olio (Italo). LA DIOCESI DI PARMA. Vol. II. Tipografia Benedettina, Parma 1966.

 

Istituto Comprensivo “Albertelli-Newton”. STORIA DEL COMUNE DI SAN LAZZARO PARMENSE. Battei, Parma 2003.

Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro
Oggetti dello stemma campagna, fede, uroburo
Attributi araldici: di carnagione, manicato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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