Città Metropolitana di Milano

Informazioni
  • numero comuni: 134
  • numero abitanti: 3156694
  • densità provincia: 1999.30
Storia della Provincia e dello Stemma
La provincia di Milano confina con le province lombarde di Varese, di Como, di Monza e Brianza, di Bergamo, di Cremona, di Lodi e di Pavia e con la provincia piemontese di Novara.

La Provincia di Milano è stata istituita nel 1859 e, come primo emblema, ha avuto lo scudo d’argento con la croce piana rossa della città di Milano, timbrato dalla corona turrita d’oro del rango di Provincia del tipo allora vigente.

Nel 1914 venne adottato lo stemma inquartato con i simboli dei principali centri della Circoscrizione Amministrativa: 1.Abbiategrasso 2.Gallarate, 3.Lodi, 4. Monza; sul tutto lo scudetto della città capoluogo.

Nel 1954 il Comune di Gallarate passò alla Provincia di Varese e le armi provinciali vennero modificate sostituendo il quarto con lo stemma di quel Comune con quello di Legnano. Dopo il 1943 la corona di rango venne modificata secondo la nuova normativa araldica.

Nel 1992 venne istituita la provincia di Lodi, per cui si è dovuto procedere ad una nuova modifica dello stemma provinciale che, oggi, risulta blasonato come segue:

“D’azzurro, al sole d’oro non figurato, con otto raggi ondeggianti, alternati da sedici raggi acuti a due a due; esso sole caricato a destra [araldica] dalla falce di Luna d’argento, con i corni riuniti nel punto in corrispondenza della base del raggio ondeggiante posto in sbarra a sinistra [araldica]: il tutto sotto il capo d’argento, caricato dalla croce di rosso [capo di Milano]”

[Statuto della Provincia di Milano]

Lo stemma, non privo grazia grafica, si è semplificato: perdendo il serto di quercia e d’alloro legato con nastri rossi e d’argento (colori di Milano) ad un bilico d’oro posto sopra il margine superiore dello scudo.

Il sole raggiante è un simbolo diffuso nell’area storica della provincia milanese e lo stesso, figurato e caricato della falce di luna [come adottato dall’Ente provinciale] è proprio delle armi dell’Abbazia di Mirasole, fondata dal soppresso ordine degli Umiliati nel XII secolo nei pressi di Opera.
Lo stesso toponimo Mirasole deriva dal fatto che la chiesa è orientata verso sud, contrariamente alla consuetudine che voleva che i luoghi di culto fossero orientati verso est (in direzione di Gerusalemme e del Sole nascente, simbolo del Cristo).
Lo stemma abbaziale è ritenuto un simbolo “parlante” perché rappresenta il disco solare “figurato” (a guisa di volto umano) che “guarda”, cioè che “mira” (“ammira”).

Il sole rappresenta, col suo sorgere e tramontare l’inizio e la fine dei lavori agricoli (ai quali era specialmente dedito l’ordine degli Umiliati) e la luna, con le sue fasi, è legata alla potatura, alla semina, alle piogge, alle maree, alle nascite, al ciclo fertile. I raggi ondeggianti simboleggiano il calore, quelli diritti la luce, insieme alla luna rappresentano il principio attivo e passivo, la materia e la forma, quindi la conoscenza e traggono il loro significato dalle Sacre Scritture. Nell’attuale stemma provinciale rappresentano l’operosità dei lombardi e il loro territorio un tempo dedito all’agricoltura.

L’ordine degli Umiliati, diffuso soprattutto in Italia settentrionale, fu fondato nel corso del XII secolo era costituito da religiosi e laici (anche sposati) che facevano vita comune e si dedicavano alla coltivazione, all’allevamento e alla lavorazione della lana. Già nel 1184 l’ordine (al cui interno covavano tendenze eretiche) fu scomunicato dal Concilio di Verona e riformato da Innocenzo III. In seguito divenne così potente e di costumi talmente dissoluti da rappresentare una minaccia per il potere arcivescovile: la notte del 26 ottobre 1569 il frate Umiliate Gerolamo Donato detto “Farina” entrò nel palazzo dell’arcivescovado e sparò un colpo di archibugio all’arcivescovo Carlo Borromeo. Il cardinale (poi santificato) riuscì a sopravvivere, e l’omicida a dileguarsi. In seguito fu catturato e impiccato in piazza Santo Stefano.
L’ordine, che san Carlo voleva riformare, fu indicato come mandante e papa Pio V alla fine lo soppresse nel 1571, dando la maggioranza dei suoi beni all’Ospedale Maggiore di Milano.

La croce del capo di Milano si riferisce alla bandiera issata dai Milanesi durante l’episodio storico della resistenza all’assedio dell’Imperatore Federico di Svevia detto ironicamente “il Barbarossa” [per i tedeschi Friederich der Grosse, Federico “il Grande”] attraverso la celebre “Lega Lombarda” e, per estensione, simboleggia la resistenza all’invasione straniera e alla prepotenza.

Il fondo blu richiama il vessillo dell’Europa unita, quindi il futuro e il ruolo della metropoli lombarda in ambito internazionale.
È stato approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 22 aprile 1998.


Note di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“D’azzurro, al sole d’oro, non figurato, con otto raggi ondeggianti, alternati da sedici raggi acuti, due a due, esso sole caricato a destra dalla falce di luna, di argento, con i corni riuniti nel punto in corrispondenza della base del raggio ondeggiante posto in sbarra a sinistra: il tutto sotto il capo d’argento, caricato dalla croce di rosso”.
Stemma ridisegnato

Fonte: Alessandro Barile

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
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Colori dello scudo: argento, azzurro
Partizioni: capo
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Pasquale Fiumanò

Gonfalone Ufficiale
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Colori del gonfalone: giallo
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro al sole raggiato non figurato, al crescente di luna; alla croce di rosso in campo bianco all’inferitura…”
bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
no bandiera
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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