Provincia di Lodi

Informazioni
  • numero comuni: 61
  • numero abitanti: 227655
  • densità provincia: 291.04
Storia della Provincia e dello Stemma
La provincia di Lodi confina con le province lombarde di Milano, di Cremona e di Pavia e con la provincia emiliano-romagnola di Piacenza. La Provincia di Lodi è stata istituita con il Decreto Legislativo 6 marzo 1992, n. 251 in attuazione dell’art. 63 della legge 8 giugno 1990, n. 142. Le origini storiche del territorio laudense sono però più che bimillenarie. La discesa dei Galli al di qua delle Alpi avvenne in piccoli gruppi tra il VI e il V sec. a.C., come si ricava da Plinio il Vecchio e da Tito Livio. Sembra assodato che fu una porzione dei Galli Boi che venne ad insediarsi nella zona ben definita da quattro corsi d’acqua (Po a sud, Adda a est, Lambro ad ovest, e Addetta a nord), costruendovi il primo villaggio pressoché al centro, quello che poi, divenuto municipium romano nell’89 a.C., prese il nome di Laus Pompeia, in onore di Pompeo Strabone. Il territorio, con la sua città capoluogo e i vari centri che vennero nascendo nel corso dei secoli, così ben definito fin dall’inizio sotto l’aspetto geografico, ha subito solo limitate modifiche confinarie o per le piene dei fiumi o per le piccole aggregazioni oltre i confini fluviali. Nel contempo esso è andato costituendosi anche come realtà omogenea sotto l’aspetto culturale e sociale. Fattori fisici e antropici, natura dei terreni e lavoro degli uomini, corso dei fiumi e insediamenti abitativi agirono sul volto del Lodigiano ora mantenendone ora modificandone i lineamenti originali nel lento scorrere dei tempi. Due grandi momenti della storia contribuirono in modo speciale a dare a quest’area omogenea di bassa pianura delimitata dai fiumi un’identità specifica. Una particolare identità spirituale e culturale attraverso l’istituzione della Diocesi (nel 374), che garantirà poi nel tempo la coesione del Lodigiano animandolo di una forte ispirazione che nobilitò lavoro, fatiche e travagli e contribuì a tener alto e compatto il suo patrimonio morale. E un’identità economico-sociale costruitasi in modo vigoroso nel basso medioevo attraverso uno splendido comune lavoro di ingegneria idraulica, senza eguali nell’Europa del tempo, che portò alla bonifica dei vasti luoghi paludosi trasformando il Lodigiano in un territorio agricolo di altissima qualità e di straordinario reddito. Questa specificità con caratteristiche esemplari di omogeneità territoriale, sociale ed economica, che costituì un’unità ambientale e un’uniformità umana, resisterà nei secoli, malgrado le inevitabili vicissitudini storiche, talvolta tragiche quali la distruzione del capoluogo e le continue modifiche delle dominazioni, i frequenti passaggi dirompenti di eserciti e le ricorrenti calamità naturali. Ma il Lodigiano andrà prendendo anche una consistenza di unità amministrativa specie dopo la dominazione spagnola con l’avvento degli Austriaci, assumendo forma e sostanza di provincia dapprima nel 1757 e poi in modo pieno con decreto imperiale di Giuseppe II del 25 settembre 1786. Tale provincia, composta di 8 distretti e 26 delegazioni, dopo i vari mutamenti subiti durante la dominazione napoleonica ritorna con l’Austria nel 1816 con l’aggregazione del territorio cremasco, conseguente alla scomparsa della Repubblica di Venezia e prende la denominazione di Provincia di Lodi e Crema. Solo a poco più di tre mesi dall’incorporazione nel Regno Sardo, nell’ottobre 1859 venne soppressa. Nato nel 1861 il Regno d’Italia, i Lodigiani chiedono con forza la ricostituzione della provincia, ma nel 1862 la richiesta viene respinta. Come pure esito negativo hanno i tentativi espletati successivamente fino a quello del 1927 e all’ultimo del 1931-1932. Nel dopoguerra il Lodigiano cerca, fino dal 1947, di riottenere una certa autonomia con l’istituzione dell’ATSIL (Associazione di Tutela e Sviluppo del Lodigiano), per passare poi nell’ottobre 1959 all’idea di costituirsi in Consorzio. Questo viene istituito nel 1965 per volontà di tutti i comuni e per l’apporto della Provincia di Milano. Con il sorgere delle Regioni, si aprono nuove possibilità che conducono nel dicembre del 1974 alla richiesta di istituzione del circondario di Lodi. La Regione Lombardia lo istituisce l’11 aprile 1975 riconoscendo di fatto al territorio lodigiano un livello di valore provinciale. Negli anni ’80 il Consorzio del Lodigiano, che nel frattempo ha raggiunto una maggior rilevanza istituzionale e politica, assieme a pressoché tutti i comuni interessati inizia, con l’appoggio della Regione che delibera e invia al Parlamento la proposta della nuova provincia, l’operazione che condurrà alla definitiva istituzione. (dallo Statuto provinciale)
Profilo Araldico
“Partito: nel PRIMO, di verde, alla sbarra diminuita, di argento; nel SECONDO, di rosso, alla banda diminuita, d’oro. Ornamenti esteriori da Provincia”.
Stemma ridisegnato

Fonte: civicheraldry.com

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: rosso, verde
Partizioni: partito
Profilo Araldico
“Drappo di bianco, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dallo stemma con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della Provincia. Le parti di metallo ed i cordoni sono dorati. L’asta verticale è ricoperta di velluto bianco, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma della Provincia e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro”.

Gonfalone ridisegnato da Pasquale Fiumanò
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Pasquale Fiumanò

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Profilo Araldico
“Drappo di bianco allo stemma provinciale centrato…”
bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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