Città Metropolitana di Bologna

Informazioni
  • numero comuni: 60
  • numero abitanti: 991924
  • densità provincia: 267.91
Storia della Provincia e dello Stemma
La provincia di Bologna confina con le province emiliano-romagnole di Ferrara, di Ravenna e di Modena e con le province toscane di Firenze, di Prato e di Pistoia.
Lo stemma della Provincia di Bologna è stato concesso con Regio Decreto di re Vittorio Emanuele III del 6 luglio 1933, ed è così blasonato:
”D’azzurro al leone rampante d’oro che leva un vessillo a tre fasce, di verde e d’argento con motto: “Libertà”, e di rosso. Sotto la punta dello scudo la leggenda “Provincia di Bologna” scritta in oro su lista azzurra, accartocciata, bifida e svolazzante. Corona regolamentare racchiudente due rami, uno di alloro e uno di quercia”.

Il leone con la bandiera compare per la prima volta alla fine del ‘300 sulla moneta d’oro coniata da Bologna (il bolognino), e da allora rimase una figura tradizionale della zecca cittadina: all’inizio la bandiera recava la croce del comune, ma negli ultimi secoli essa fu sostituita dal motto “Libertas”. In quest’ultima forma, con piccole varianti, fra cui l’introduzione dei colori nazionali, la figura passò nel sigillo dell’effimero Governo provvisorio (febbraio-marzo 1831), e infine assunta nello stemma della Provincia nel 1933.

Il territorio della Provincia di Bologna corrisponde nel suo nucleo principale a quello dell’antico contado. In esso è compresa tuttavia un’altra civitas – Imola – che ebbe dal medioevo in poi territorio ed amministrazione a sé stante.
Per gli stemmi dei rimanenti comuni della provincia è documentata in qualche caso un’origine antica, tra il Quattrocento e il Settecento. È possibile che i centri più cospicui, alcuni dei quali dal tardo medioevo erano a capo dei distretti amministrativi del comune di Bologna (Castel S. Pietro Terme, S. Giovanni in Persiceto, Budrio, Crevalcore, Galliera, Medicina, Savigno, Castel di Casio), possedessero un’insegna propria da tempi remoti, come testimonianza dei vexilla attestati per i centri del contado già nel XIII secolo. Castel S. Pietro Terme portava in antico lo stemma pontificio, mutato poi nel leone bolognese; anche Budrio ha un leone; Savigno un inquartato; Medicina, il cui stemma ha una complessa evoluzione, una croce, combinata col motto “Libertas”, che nel ‘700 fu fonte di contese con Bologna, poco propensa ad accettare questo simbolo d’autonomia in un luogo soggetto. Ma i simboli che alludono alla dominazione del comune di Bologna si trovano negli stemmi di vari altri comuni e lo stesso capo d’Angiò, che compare – più o meno modificato – in un terzo del totale, è verosimilmente da intendersi come una derivazione dello stemma del capoluogo. Anche Castel Guelfo (in allusione al suo nome) e Castel del Rio hanno gigli negli stemmi. L’araldica dei comuni bolognesi è caratterizzata in gran parte da figure parlanti, (se ne contano almeno 24 casi): per esempio S. Giovanni in Persiceto ha un albero di pesco, Crevalcore tre cuori, Castel di Casio e Vergato un cinghiale irto di verghe, Galliera un gallo, Dozza un grifo che si abbevera a una doccia, e così via. Molto diffusi anche gli edifici (castelli, torri, ecc.), come per esempio Castiglion dei Pepoli, Casalfiumanese e Pieve di Cento: in quest’ultimo la torre e la mezzaluna sembrano la deformazione di un’originaria lettera “P”. Qualche comune come Bazzano, il cui simbolo è costituito da tre melagrane, vuole accennare forse alla fertilità dei suoi luoghi.
Gli stemmi d’invenzione più moderna non si discostano in generale da queste tipologie. Da notare infine un discreto numero di centri, che in mancanza di un’arme propria, hanno adottato quella di famiglie locali, o, come nel caso di Marzabotto e Borgo Tossignano, di grandi stirpi feudali come i conti di Panico e gli Alidosi.

Tratto da:
Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna – GLI STEMMI DEI COMUNI E DELLE PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA – A cura di Alessandro Savorelli, Istituto per i Beni Artistici, Naturali e Culturali dell’Emilia-Romagna IBC Bologna, 2005
Profilo Araldico
“D’azzurro, al leone rampante d’oro che leva un vessillo a tre fasce, di verde, d’argento, con motto “Libertà” e di rosso. Sotto la punta dello scudo la leggenda “Provincia di Bologna”, d’oro su lista azzurra, accartoccuata, bifida e svolazzante”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: civicheraldry.com

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Profilo Araldico
“Drappo di rosso alla bordatura diminuita di giallo…”

Gonfalone ridisegnato da Pasquale Fiumanò
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Pasquale Fiumanò

L'ideatore è: Alfredo Baruffi

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso
Partizioni del gonfalone: bordato
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro caricato dello stemma provinciale senza scudo e ornamenti…”
bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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