Città di Worms (WO)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Worms [Vermazia, in italiano] è una città extracircondariale del Land Rheinhessen-Pfalz (Renania-Palatinato), sulla riva sinistra del fiume Rhein (Reno).

Città di origine celtica, contende ad Augusta, Treviri e Kemptenern il titolo di “città più antica della Germania” ed è considerata “la città dei Nibelunghi”, possiede una della tre principali cattedrali imperiali romaniche della Germania, dedicata a San Pietro Apostolo. Fu anche un importante centro di cultura ebraica askenazita.

La più antica versione del nome è latina, Borbetomagus, ed è certamente di origine celtica, attribuibile ad un termine usato per indicare una fonte d’acqua, forse attraverso il dio Bormo al quale potrebbe esser stato dedicato un centro di culto. Letteralmente significa “campo di Bormo” e venne ridenominata come Civitas Vangionum, sede della prefettura romana, dal nome della tribù dei Vangiones, termine che designerà la regione fino all’inizio del XVI secolo.

La pronuncia germanica della “B” iniziale come “v” ha generato il toponimo attuale in uso dal VI/VII secolo, nell’uso dei coloni di origine germanica, i quali daranno origine alla latinizzata Wormatia (pron. “Wormazia” che darà anche il nome askenazita della città: Warmaisa– in ebraico וורמש).

Nel IX secolo Carlo Magno ne fece una sua residenza invernale: nell’829 e nel 926 vi si tennero due importati Diete imperiali.

Oltre che durante il periodo ottoniano è con la dinastia salica che la città conobbe il massimo splendore, fino a divenire nel 1076 una zona franca.

Fu a Worms che l’imperatore Enrico IV rispose alla scomunica di papa Gregorio VII, deponendolo e scomunicandolo a sua volta. Da questo episodio scaturì poi la discesa a Canossa dell’Imperatore per chiedere il perdono papale.

Nel 1184 la città ottenne da Federico “Barbarossa” lo status di “città imperiale”.

Nel XII secolo inizia il conflitto tra il vescovo e il Comune per la supremazia nel controllo della città. Si protrarrà fino al XVI secolo.

Nel 1521 si tenne la Dieta che vide la contrapposizione tra Martin Lutero e il giovane imperatore Carlo V.

Nel 1525 il potere comunale era tutto nelle mani della comunità riformata: i cattolici ne verranno esclusi fino al 1792, al vescovo e al clero, vennero mantenuti i privilegi fiscali e la cattedrale ma nulla di più.

Nel 1689 la città venne pesantemente danneggiata, durante la Guerra Nove Anni, dalle truppe re Luigi XIV di Francia.

Tra il 1792 e il 1814 Worms venne compresa nella Prima Repubblica francese e poi nel Primo Impero napoleonico, dal 1815 venne unita al Granducato d’Assia come parte della provincia di Rheinhessen (Assia Renana), che nel 1946 diverrà la Renania-Palatinato.

Lo stemma della città (Wormser Stadtwappen) si decrive: “Silberner Schlüssel auf rotem Grund mit fünfzackigem Stern” che corrisponde all’italiano: “Di rosso, alla chiave d’argento posta in banda, accompagnata in capo da una stella d’oro a cinque punte”.

Deriva da un antico sigillo della Diocesi1, raffigurante la cattedrale imperiale con la figura assisa di San Pietro tenente le chiavi con le mano destra e la bibbia in quella sinistra, risalente al 1198, adottato dal vescovo Johann von Dalberg, come segno della sua giurisdizione sulla città. Intorno al 1500 il Consiglio Comunale lo “semplificò” per concessione di Massimiliano I: una sola chiave d’argento in campo rosso, con lo scudo tenuto da due draghi. Lo stemma è ancora oggi sovente figurato tenuto da un drago (detto Lindwurm) che compare già nel XII secolo (come anche sulla moneta cittadina detta “Halbbrakteaten” coniate sotto il regno di Federico I, 1152-1190), con chiara funzione parlante (“wurm” è assonante a “wormatia”) ben prima della stella.

Durante l’occupazione francese della città il Comune ha portato un sigillo con la scritta “Republique Francais Municipalité de Worms”, con la figura della Dea Libertà.

Lo stemma storico è stato ripristinato nel 1814.

Convenzionalmente il rosso indica il sacrificio per la libertà della città, simboleggia il sangue versato e il fuoco della passione, e richiama la bandiera dell’impero Germanico. Rosso e argento sono anche i colori della bandiera civica.

Dal 1890 il Consiglio Comunale ha deliberato di aggiungervi una stella a cinque punte, ad indicare la presenza di una importate guarnigione regia in città.

Dal 1984 la città è gemellata con Parma.

(1) In antico la chiave d’argento era accompagnata da otto crocette, riunite quattro a quattro, nel cantone sinistro del capo e nel cantone destro della punta.

Nota di Massimo Ghirardi

Bibliografia:

Hessischen Ortswappenbuch, Starke Verlag, 1956.
Profilo Araldico
“Di rosso, alla chiave d’argento posta in banda, accompagnata in capo da una stella d’oro a cinque punte”
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini


Colori dello scudo: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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