Comune di Vogogna (VB)

Informazioni

  • Codice Catastale: M111
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1785
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

Il toponimo di Vogogna potrebbe derivare dal nome dall’antico popolo che abitava queste terre prima dell’arrivo dei Romani, la tribù gallica degli Agoni: dalla quale la Vallis Agonum, “valle degli Agoni”.

Con l’arrivo dei Romani il centro venne raggiunto dalla cosiddetta via Settimia, che attraversava la val d’Ossola collegando la pianura padana all’Europa centrale attraverso il Sempione. Una epigrafe lapidea del 196 a.C., molto danneggiata e solo parzialmente leggibile che si trova tra il ponte della Masone e Dresio testimonia dei lavori di ristrutturazione di un tratto di quella strada. Il testo, poco leggibile viene decrittato come: “Via fatta per (decreto di?) …con sesterzi 22 600 sotto il secondo consolato di Caio Domizio Destro e Publio Fusco con curatori dell’opera Marco Valerio e Salvio; fornitore dei marmi… è stato (?) per (ordine) di Venusto conduttore pubblico di …”.

Il paese è citato per la prima volta in un documento del 970 d.C., s riferisce ad un villaggio rurale che resterà tale fino al XIII secolo.

Nel 1014 l’imperatore Arrigo II dona il contado dell’Ossola al vescovo di Novara, Vogogna diventa dipendente da Vergonte, poi di Pietrasanta. A seguito della distruzione di quest’ultima (1328) a causa di una disastrosa alluvione, diviene il centro della vita politico-amministrativa della Bassa Ossola e, quindi, sede della Giurisdizione dell’ Ossola Inferiore che comprendeva le Quattro Terre: Masera, Trontano, Beura, Cardezza, fino al 1818 quando il mandamento assumerà come capoluogo Ornavasso.

Nel 1342 passa sotto il controllo dell’Arcivescovo di Milano e viene destinata a baluardo a difesa del Ducato. Nel 1348 i Visconti vi costruiscono il castello e ristrutturano mura e rocca.

Nel 1375, la rivalità armata tra Domodossola, capitale dell’Ossola Superiore, e Vogogna, culmina con il sacco da parte degli avversari di Domo. Nel 1411, Vogogna respinge gli invasori svizzeri ma, nel 1416, si allea con questi contro l’Ossola Superiore.

Tra il 1450-1535, durante la signoria degli Sforza e sotto il governo dei Borromeo (1416-1600) Vogogna diventa un fiorente borgo, centro di traffici e commerci lungo l’antica strada del Sempione che la attraversa.

La decadenza del paese si aggrava durante il governo austriaco (1706-1743), e quello dei Savoia (1743-1789).

Nel 1819, Vogogna perde la giurisdizione sull’Ossola Inferiore e diventa semplice comune.

Lo stemma mostra gli strumenti del fabbro, a testimonianza del passato del territorio, nel quale tale attività era molto diffusa e fonte importante dell’economia locale, legata anche alle numerosi miniere del circondario.

La versione attuale mostra un campo “interzato” con i colori nazionali, ed è blasonata nel Decreto di Concessione del Presidente della Repubblica del 3 febbraio 1998: “Interzato in fascia, di verde, di argento, di rosso, con l’incudine di nero, attraversante sull’argento e sul rosso, sostenuta dal basamento tondeggiante, d’oro, fondato in punta, essa incudine sostenente la tenaglia di nero, posta in sbarra sull’argento a destra, afferrante il chiodo di nero, posto in palo sull’argento e munita del martello posto in banda a sinistra, con il ferro di nero posto sull’argento e con il manico di rosso attraversante sull’argento e sul corno dell’incudine. Sotto lo scudo, su lista bifida svolazzante d’oro, il motto, in lettere maiuscole di nero, TUNDENDO VIS FRANGITUR OMNIS”.

Il motto si può tradurre come: “Battendo con forza si vince ogni resistenza”.

Il gonfalone è un “drappo di bianco bordato di verde”.

Il centro è gemellato con in comune francese di Lançon-Provence.



Nota di Bruno Fracasso, Massimo Ghirardi e Roberto Stefanazzi Bossi
Si ringrazia Giancarlo Scarpitta per la gentile collaborazione
Profilo Araldico
“Interzato in fascia, di verde, di argento, di rosso, con l’incudine di nero, attraversante sull’argento e sul rosso, sostenuta dal basamento tondeggiante, d’oro, fondato in punta, essa incudine sostenente la tenaglia di nero, posta in sbarra sull’argento a destra, afferrante il chiodo di nero, posto in palo sull’argento e munita del martello posto in banda a sinistra, con il ferro di nero posto sull’argento e con il manico di rosso attraversante sull’argento e sul corno dell’incudine. Sotto lo scudo, su lista bifida svolazzante d’oro, il motto, in lettere maiuscole di nero, TUNDENDO VIS FRANGITUR OMNIS”.
Stemma ridisegnato

Reperito da: Davide Cappelli

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Profilo Araldico
“Drappo di bianco alla bordura di verde…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: bianco, verde
Partizioni del gonfalone: bordato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 03/02/1998
    Guarda il decreto

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