Città di Vinci (FI)

Informazioni

  • Codice Catastale: M059
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 14582
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Di Vinci si trova una prima memoria in un atto del 970, relativa a una donazione del Marchese Ugo di Toscana in favore dell’Abbazia di Marturi presso Poggibonsi. Il borgo si aggregò attorno al forte castello che fin dal Mille vi possedettero i conti Guidi. Le crescenti difficoltà economiche costrinsero tuttavia il conte Guido Guerra, nel 1255, ad alienare a Firenze il Castello di Vinci con le sue adiacenze, unitamente ai beni che possedette a Empoli. A causa della posizione ai margini del contado, Vinci fu spesso oggetto di contesa tra molte città nemiche di Firenze, che nel 1315 fu costretta a riacquistare a caro prezzo il castello da Binduccio Adimari, che era risuscito a insediarvisi.

Nel 1372 Vinci fu sede di Podesteria, che ebbe sede presso la rocca che fu dei Guidi. Nel 1424 il territorio di Vinci venne accorpato alla podesteria di Cerreto Guidi, fino a che nel 1475 la residenza viene alternata fra i due centri. Le riforme Leopoldine del 1774 abolirono del tutto il comune di Vinci, aggregandone il relativo territorio alla Comunità di Cerreto Guidi. Tuttavia nel 1808 l’amministrazione francese sotto la quale soggiaceva la Toscana eresse Vinci a Mairie autonoma; con la restaurazione tale stato di fatto venne mantenuto.

Un sigillo del XIV secolo, pubblicato da Manni, mostra l’immagine di un castello merlato, munito di cassero e torre laterale, nel quale si riconosce la rocca che fu dei Guidi. L’insegna col castello è attestata anche da alcuni blasonari, talvolta affiancata a quella di Cerreto Guidi, che con Vinci condivise la Podesteria.

Negli anni dell’Unità d’Italia, in pieno risveglio indentitario delle comunità locali, Vinci tornò ad adottare per insegna l’antico castello, ma – annotava Passerini – «al di sotto ha desiderato il municipio che fosse posta l’arme che fu propria dell’uomo illustre che da quel luogo trasse la origine, perché la famiglia di Leonardo da Vinci usò di tre doghe rosse nel campo d’oro». L’attribuzione di tale stemma è tuttavia quantomeno dubbia.

Nel 1954, per decreto del Presidente della Repubblica Einaudi, a Vinci venne concesso il titolo di Città, in omaggio alla memoria di Leonardo.

(nota a cura di Michele Turchi)

Bibliografia

– E. Repetti, Dizionario Geografico, Fisico, Storico della Toscana, Firenze 1833-46, vol. V.

– L. Passerini, Le armi dei Municipj Toscani, Firenze 1864.

– G.P. Pagnini, Stemmi e gonfaloni della Toscana, in La Toscana e i suoi Comuni. Storia territorio popolazione e gonfaloni delle libere Comunità Toscane, Firenze 1985.

– Gli stemmi dei Comuni toscani al 1860, a cura di G.P. Pagnini, Firenze 1991.

Profilo Araldico
“Troncato: nel primo, d’azzurro al castello d’argento; nel secondo, d’oro a tre pali di rosso”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Colori dello scudo: azzurro, oro
Partizioni: troncato
Oggetti dello stemma castello
Pezze onorevoli dello scudo: palo
Profilo Araldico
“Drappo di colore rosso, caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in oro “Città di Vinci””.
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • – 09/06/1860

    Diploma autentico rilasciato dalla R. Deputazione sopra la nobiltà e cittadinanza di Toscana in data 9 giugno 1860


  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 15/07/1954

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