Comune di Villebon-sur-Yvette (91)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Villebon-sur-Yvette è un comune nel dipartimento dell’Essonne, nella regione parigina dell’Île-de-France. È documentato dal 1092 come Villa Bona: in un atto tale Aszo de Villabona è citato come testimone per una donazione all’abbazia di Longpont. Nel 1270 il suo discendente Lambert de Villebon accompagnò san Luigi durante la sua ultima Crociata. nel 1356 Jacques de Villebon partecipò alla battaglia di Poitiers.

 

In francese antico i tafani (“taon”) erano detti “thou”, e tre “thous” accantonavano uno scaglione nero in campo argento nell’arme della famiglia De Thou, Jacques de Thou, consigliere del Parlamento di Parigi, acquistò la signoria su Villebon nel 1474.

 

Nicolas de Thou fu uno dei suoi esponenti più illustri, nel 1563 fece ottenere dal re Carlo IX il permesso del mercato settimanale di Villebon e due fiere annuali: una il 27 settembre (San Cosma1) e il 12 novembre; nel 1578 divenne vescovo di Chartres e nel 1587 fece costruire l’attuale chiesa di Villebon che dedicò ai santi Cosma e Damiano (Saint-Côme et Saint-Damien, parrocchia dal 1658). Fu lui a consacrare Enrico di Navarra il 27 febbraio 1594, re di Francia come Enrico IV a Chartres.

 

I due gemelli di origine araba Cosma e Damiano sono i santi protettori dei medici e dei farmacisti, durante la grande persecuzione di Diocleziano, prima di morire decapitati a Egea (in Cilicia) vennero sottoposti ad innumerevoli supplizi che, però, non fecero loro alcun male.

Vennero loro attribuiti diversi miracoli, uno dei più curiosi sarebbe avvenuto a Roma: secondo le Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, il sacrestano della chiesa a loro dedicata nel Foro aveva una gamba in cancrena, una notte i due santi apparvero al pover’uomo e dopo avergliela amputata la sostituirono con quella di un uomo etiope che era appena stato sepolto nel cimitero di San Pietro in Vincoli. Grazie a questo trapianto l’uomo ritrovò la salute ed esibiva con fierezza agli increduli le gambe di colore differente.

 

Nel 1975, dopo ricerche approfondite negli archivi locali e dipartimentali dell’Essonne, con il contributo dell’araldista e disegnatore di Villebon, Le Gallo, il Consiglio Municipale deliberò di adottare il blasone degli antichi signori, sostituendo l’ape della punta con un mortaio, simbolo dell’arte farmaceutica e tra gli attributi iconografici dei santi patroni.

 

Si blasona: “D’argent à un chevron cantonné de deux taons en chef et d’un mortier en pointe, le tout de sable” (D’argento, a uno scaglione accantonato da due tafani in capo e da un mortaio in punta, il tutto di nero).

 

(1): oggi la memoria dei santi Cosma e Damiano è il 26 settembre.

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico
“D’argento, a uno scaglione accantonato da due tafani in capo e da un mortaio in punta, il tutto di nero”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: argento
Oggetti dello stemma mortaio, tafano
Pezze onorevoli dello scudo: scaglione
Attributi araldici: accantonato, in capo, in punta

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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