Comune di Vienne (38)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Vienne (in passato identificata anche con il nome di Vienne-sur-Rhône) è una antica città del dipartimento dell’Isère, nella regione Rhône-Alpes, sorta all’incrocio di importanti vie di comunicazione tra Lyon e Valence, alla confluenza del Rodano e del torrente Gère, per iniziativa della tribù gallica degli Allobrogi (“gente venuta da fuori” perché di origine pannonica) intorno al V secolo a.C. La città sorge su cinque colli, per garantire una buona visibilità e difesa da eventuali attacchi. Con l’arrivo dei Romani divenne un centro florido con imponenti monumenti, denominata Colonia Julia Viennensis nel 44 a.C., tra i quali un famoso tempio di Cibele e un altro (ancora esistente) dedicato ad Augusto e Livia.

Sede vescovile e poi arcivescovile fino al 1790 (gli arcivescovi della quale portavano il titolo di conti1 e oggi unita a Grenoble) divenne un importantissimo centro religioso, tanto da farla definire “Cité Sainte”.

Non è chiara l’origine del nome, sul quale sono state avanzate diverse ipotesi: alcuni propongono di derivare il nome latino Vienna dalla lingua gallica, come confermerebbe il suffisso “-enna”, forse in relazione all’unione dei termini “Vicus” e dell’idronimo preromano “Enna” o “Ana” (col significato di “acqua viva, che scorre/fiume”).

Leggende popolari affermano che la città è stata fondata da esuli cretesi o troiani.

Nel 1311 vi si tenne il Concilio “di Vienne”, su pressione del re di Francia Filippo “il Bello”, che proclamò la soppressione dell’Ordine Templare.

Nel 1349 il Delfino del Viennois Humbert II, cedette i suoi Stati alla Francia, ma Vienne rimase formalmente sotto il diretto dominio imperiale, enclave nei territori francesi. L’arcivescovo riconoscerà poi l’autorità regia nel 1450, col trattato di Moras, che metterà fine anche formalmente all’indipendenza della città.

I rivoluzionari, nel XVIII secolo crearono il dipartimento dell’Isère, con capoluogo Grenoble (già sede del Parlamento Delfinale dal XIV secolo), le due parti della città sulle sponde del Rodano si vengono a trovare in due dipartimenti differenti (Isère e Rodano).

Lo stemma della città fino al 1887 si blasonava: “D’or à un arbre arraché de sinople, chargé d’un calice d’or et d’une hostie d’argent, avec un écriteau d’argent voltigeant et brochant sur le tronc de l’arbre et portant ces trois mots « Vienna civitas sancta » (D’oro all’albero sradicato di verde, caricato da un calice d’oro e da un’ostia d’argento, con uno scritto d’argento svolazzante e attraversante sul tronco dell’albero portante queste tre parole « Vienna civitas sancta »).

Il titolo di “Città Santa” è riferito all’antichità della sua conversione al Vangelo, al ruolo religioso particolare (rango primaziale degli arcivescovi e gran numero di istituti religiosi in città) nonché al gran numero di martiri cristiani che subirono le persecuzioni a Vienne, mentre l’albero (una quercia o, secondo la maggior parte degli studiosi, un olmo) simboleggia le libertà accordate ai cittadini-borghesi dall’arcivescovo-conte Jean de Bernin (1217-1266): la libera elezione dei Consoli e il godimento di alcuni diritti. L’albero sarebbe realmente esistito, e sotto vi si tenevano le riunioni del consiglio, intorno ad una sorta di “tavola rotonda” (che ha dato il nome all’attuale piazza della Table-Ronde). Il calice e l’ostia erano una traccia della importante devozione locale al Santissimo Sacramento (in città si teneva la processione della “Fête-Dieu” ben prima dell’istituzione della solennità Corpus Domini nel 1311.

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Nel 1887, con deliberazione del Consiglio Comunale, vengono tolti dallo stemma cittadino il calice e l’ostia, in quanto riferimenti religiosi, e si codifica il blasone: “ D’or à un arbre arraché de sinople avec un écriteau d’argent voltigeant et brochant sur le tronc de l’arbre et portant ces trois mots « Vienna urbs senatoria » (D’oro all’albero sradicato di verde con uno scritto d’argento svolazzante e attraversante sul tronco dell’albero portante queste tre parole « Vienna urbs senatoria » (« Vienne, città senatoriale »)” che sostituì la divisa « Vienna civitas sancta » (« Vienne, città santa »).

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“Città senatoria” era un appellativo apparso già nel XVI secolo in riferimento all’antichità che risaliva all’epoca romana, venne proposto in quella sede dal sindaco Camille Jouffray, anche come richiamo all’attività del senato municipale istituito nel VII secolo (e poi confermato nel XIII).

 

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

 

(1): Papa Callisto II (1119-1124), già arcivescovo di Vienne fino al 1088, confermò il rango arcivescovile, con il titolo di “Primate dei Primati di Gallia” con primazia sulle altre sedi metropolitane di Bourges, Bordeaux, Auch, Narbonne, Aix ed Embrun, e giurisdizione su Ginevra, Grenoble, Valence, Die, Viviers e la Moriana (Maurienne); nonché Arcicancelliere del Sacro Palazzo di Borgogna. Titoli confermati dall’imperatore Federico “Barbarossa” nel 1157.

(2): « Vienne, città santa 

Profilo Araldico
“D’oro, all’albero sradicato di verde con una scritta d’argento svolazzante e attraversante sul tronco dell’albero portante queste tre parole «Vienna urbs senatoria»”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: oro
Oggetti dello stemma albero, parola, scritta, tronco
Attributi araldici: attraversante, portante, sradicato, svolazzante

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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