Comune di Vannes (56)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Versione dello stemma ispirata dall’originale in grafica digitale di Mathieu Chaine

 

L’antica città di Vannes (in bretone Gwened, capoluogo del Dipartimento del Morbihan) porta attualmente uno stemma che si blasona : « De gueules à l’hermine passante d’argent, accolée et bouclée d’argent, cravatée d’hermine doublée d’or » (Di rosso, all’ermellino passante d’argento, accollato e abbottonato d’argento, incravattato d’ermellino doppiato [foderato] d’oro) ; alias : « De gueule à une hermine passante au naturel, accolée d’un manteau d’hermines doublé de toile d’or, voletant » (Di rosso, all’ermellino passante al naturale, accollato dal mantello d’ermellino doppiato d’oro, svolazzante).

L’ermellino, inteso come animale, è il tradizionale simbolo del Ducato di Bretagna, reso popolare dal duca Jean IV che chiamò con questo nome (Hermine) il castello costruito a Vannes e l’Ordine di Cavalleria da lui fondato nel 1381.

In origine l’ermellino nasce come brisura dello stemma (scaccato d’azzurro e d’oro) della dinastia di Dreux, infatti all’inizio del XIII secolo, Pierre Mauclerc, cadetto della Casa di Dreux, modificò (brisò) il blasone famigliare con l’aggiunta di un quartere di « ermellino » (inteso come pelliccia araldica), divenuto baillistre di Bretagna nel 1213 (« reggente » per il figlio primogenito il duca Jean I, avuto da Alix de Bretagne) portò con sè il proprio stemma che divenne simbolo del principato.

Nel 1316 il duca Jean III abbandona lo scudo scaccato (e brisato) di Dreux, per uno scudo « seminato di moscature di ermellino » (« semé de mouchetures d’hermine », detto anche « d’ermellino pieno/d’ermine plain »)1.

Il campo rosso-sangue ricorda l’antichissimo regno tribale di Bro Waroch, del quale Gwened/Vannes era la capitale.

Lo scudo, nelle « grandi armi » è sostenuto da due levrieri, richiamo al re di Francia Francesco I di Valois. Il 4 agosto 1532 il re venne in visita ufficiale a Vannes, ove venne sancita l’unione perpetua del Ducato di Bretagna con il Regno di Francia, tra gli altri innumerevoli doni, gli furono offerti dai bretoni alcuni levrieri.

Nel 1696 lo stemma è registrato formalmente nell’Armorial Général de France, in ossequio all’editto di Luigi XIV del 20 novembre che conferiva i « corpi pubblici » il diritto di possedere armi araldoche, purché registrate e controllate dal Giudice d’Armi, che all’epoca era Charles d’Hozier, che percepuva una tassa (pagata da Vannes il 9 febbraio 1697).

Dopo la soppressione del periodo rivoluzionario, un’ordinananza di Luigi XVIII del 26 settembre 1814, autorizza le città a dotarsi nuovamente di emblemi araldici. Non ritrovando i documenti dell’epoca di Luigi XIV, il Comune invoca la « notorietà pubblica » dello stemma, e invia la riproduzione di un bottone d’uniforme appartenuta ai conti di Lannion, governatori ereditari di Vannes. L’ermellino però venne interpretato come « levrette » (levriere), perché sullo stemma dei Lannion compare quell’animale, per cui alla città venne assegnato uno stemma con il levriere al posto dell’ermellino, timbrato dalla corona comitale.

Solo nel 1858, Alfred Lallemand, rettifica lo stemma, grazie ad un suo studio approfondito sulla storia della città. L’ermellino riprese il posto al canide e lo scudo venne insignito della corona murale delle città francesi (con quattro torri in vista).

Allo stemma2 è associato il motto della città: « Da’m buhez » (in bretone) « A ma vie » (in francese) in riferimento all’episodio dell’unione di Bretagna e Francia nella persona del re.

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

 

  1. Lo stemma resterà in uso fino al XVI secolo, secondo Michel Pastoreau, il duca Jean III era in causa con la matrigna, Yolanda di Dreux (madre di suo fratellastro Jean de Montfort), per via dell’eredità del padre, il duca Arthur II. Yolanda e Jean appartenevano entrambi alla dinastia dei Dreux e portavano uno stemma pressoché uguale. Nel Medioevo l’araldica era un elemento di diritto: portare le armi ducali significava condividere autorità e le proprietà ducali. Jean III non poteva accettarlo per la sua matrigna e dal momento che non poteva vietarle di portare le armi di Dreux, decise di cambiarle a se stesso. Inoltre le armi di Dreux in questione erano brisate (con una bordura di rosso) e soprabrisate (con il quartier-franco d’ermellino), segno che si trattava di armi di un cadetto, poco convenienti per un grande principato come il Ducato di Bretagna, che non poteva essere dipendente (araldicamente) da un conte francese come quello di Dreux. Da questo punto di vista delle armi semplici erano auspicabili per la Bretagna e l’ermellino era una prestigiosa pelliccia, adatta a foderare i manti regali e degli alti magistrati. Dal punto di vista grafico, invece, le moscature d’ermellino potevano corrispondere, esteticamente e simbolicamente, al seminato di gigli d’oro dei re di Francia (Michel Pastoureau, 1491, la Bretagne, terre d’Europe, actes du colloque de Brest, éd. CRBC-SAF 1992).
  2. La versione presente è ispirata dall’originale realizzato in grafica digitale da Mathieu Chaine, per Katepanomegas, Sodacan, Adelbrecht and Glasshouse.
Profilo Araldico
“Di rosso, all’ermellino passante d’argento, accollato e abbottonato d’argento, incravattato d’ermellino doppiato [foderato] d’oro”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: rosso
Oggetti dello stemma armellino
Attributi araldici: abbottonato, accollato, doppiato, incravattato, passante

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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