Torlino Vimercati

Informazioni

  • Codice Catastale: L221
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 445
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

Nel 1192, la località di Torlino è nominata nel diploma con il quale l’imperatore Enrico VI riconosce a Cremona la giurisdizione sul territorio circostante la città assoggettata di Crema.

La ritroviamo nella convenzione, stipulata il 9 aprile 1361, tra il podestà di Crema e i consoli dei comuni delle sue porte per la manutenzione di vie, ponti e strade del territorio, la località è compresa tra le ville del contado di Crema, appartenenti alla Porta di Pianengo.

Prima del 1520, quella che diverrà Torlino era che un modesto borgo di poche case che affiancavano un fortilizio, denominato «turlinum» (cioè “piccola torre” o “torretta dell’osservatorio”) risalente all’epoca degli Arduini, il cui predominio cessò nel XIV secolo quando il borgo venne affidato ai conti di Pandino.

Il territorio fu poi terreno di preda dell’avventuriero Giorgio Benzoni, degli spagnoli, dei veneti e dei francesi, finché pervenne in possesso al generale Ugo Sanseverino che era stato al soldo di Filippo Maria Visconti, duca di Milano.

Nell’anno 1520, Ippolita Sanseverino, figlia del generale Ugo, andò sposa al conte Sermone Vimercati, portandogli in dote il feudo di Torlino.

Il conte Vimercati sviluppò il suoi territori: incrementò gli scambi commerciali, ottenne l’istituzione di mercato mensile, concesse credito finanziario ai contadini e rinnovò i sistemi agricoli istituendo la mezzadria.

Gli Statuti di Crema del 1536 citano il console di Torlino, elencato tra i comuni della Porta di Pianengo (Statuti di Crema 1536, comma 34).

Alla fine del XVII secolo Torlino è estimato tra i comuni del territorio cremasco, appartenenti alla Porta Nuova (Estimo veneto, 1685). Con legge del governo francese del 1° maggio 1798, Torlino è uno dei comuni del distretto XXI di Vaiano del dipartimento dell’Adda.

Secondo la legge del 26 settembre 1798, Torlino è uno dei comuni del distretto VIII di Vaiano del dipartimento dell’Alto Po.

Secondo la legge del 13 maggio 1801 sulla compartimentazione della Repubblica Cisalpina, Torlino è uno degli 81 comuni del distretto II di Crema del dipartimento dell’Alto Po.

Con decreto del 8 giugno 1805, il Comune di Torlino, in applicazione della legge del 24 luglio 1802 e in virtù dei 286 abitanti, fu classificato come Comune di III classe ed era uno dei comuni del cantone I di Crema del distretto II di Crema del dipartimento dell’Alto Po.

In base al compartimento entrato in vigore dal 1° gennaio 1810, pubblicato in seguito alle concentrazioni dei comuni avvenute in attuazione del decreto 14 luglio 1807, il Comune di Torlino è unito al Comune denominativo di Pieranica. Nel compartimento territoriale delle province lombarde del 1816, Torlino è nuovamente un Comune del distretto IX di Crema della provincia di Lodi e Crema (notificazione 12 febbraio 1816).

Con decreto del 24 dicembre 1819, al Comune di Torlino viene aggregato il territorio del soppresso Comune di Azzano, assumendo la denominazione di  Torlino con Azzano.

Nel Compartimento territoriale delle province lombarde, rettificato con le variazioni sopravvenute dopo il febbraio 1816, e pubblicato nel 1844, Torlino con Azzano è un Comune “con convocato” del distretto IX di Crema, della provincia di Lodi e Crema (notificazione 1 luglio 1844).

Nel 1853 viene incluso nel distretto V di Crema (notificazione 23 giugno 1853).

In seguito all’unione delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Torlino con 557 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, viene incluso nel mandamento II di Crema, circondario II di Crema, provincia di Cremona.

Alla costituzione del Regno d’Italia nel 1861, il comune aveva una popolazione residente di 606 abitanti (Censimento 1861). Nello stesso 1861, il comune adottò la denominazione di Torlino Vimercati in onore del conte Sermone e anche del discendente conte Ottaviano Vimercati, ambasciatore del re Vittorio Emanuele II d’Italia.

In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865, il comune viene amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio.

L’11 giugno del 1868, con il Regio Decreto n. 4435, Torlino viene nuovamente aggregato al Comune di Pieranica.

Nel 1924 il comune risulta indipendente, incluso nel circondario di Crema della provincia di Cremona e amministrato da un podestà.

In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1946, il comune di Torlino è amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Sino al 1961 il comune riassume la denominazione ottocentesca di Torlino Vimercati (Decreto del Presidente della Repubblica 20 gennaio 1961, n. 96).

Lo stemma del Comune, concesso con DPR 8 maggio 1992, si blasona: “Partito: il primo d’argento a due fasce ondate d’azzurro; il secondo d’oro alla torre d’argento, merlata alla guelfa, mattonata di nero, chiusa e con tre finestre dello stesso. Ornamenti esteriori di Comune”.

Il gonfalone è così descritto: “Drappo partito di giallo e di azzurro riccamente ornato di ricami di argento e caricato dello stemma sopra descritto, con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Lo parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dal colori nazionali frangiati d’argento”.

Talvolta si rileva l’utilizzo di uno stemma di smalti dfferenti: “Partito: il primo d’argento a due fasce ondate d’azzurro; il secondo d’oro alla torre d’argento, merlata alla guelfa, mattonata di nero, chiusa e con tre finestre dello stesso”, sostituisce quello precedente pressoché identico, ma con la torre rossa e le fasce d’argento in campo azzurro.

La torre del secondo campo simboleggia la torre della villa Vimercati-Sanseverino, una dimora singolare risalente al XVI secolo e restaurata nel XVIII secolo in stile neogotico. All’interno sono presenti pareti affrescate con scene agresti e personaggi mitologici probabilmente del XVI secolo.



Azzano

L’ex Comune di Azzano, indipendente fino al 1797, è nominato nello stesso diploma con il quale l’imperatore Enrico VI riconobbe a Cremona la giurisdizione sul territorio circostante Crema (Falconi 1979-1988, IV, pagina 183, n. 709). Il centro era di una certa importanza, avendo una chiesa dedicata a San Lorenzo Martire dipendente dalla pieve di Arzago.

Nel XV secolo fu dei Vimercati di Crema, che finanziarono la ricostruzione della chiesa di San Lorenzo, della quale papa Leone X il 25 agosto 1514 gliene riconobbe il giuspatronato.

In base al compartimento entrato in vigore dal 1° gennaio 1810, pubblicato in seguito alle concentrazioni dei comuni avvenute in attuazione del decreto 14 luglio 1807, il Comune di Azzano viene unito con Torlino nel Comune di Pieranica (decreto 14 luglio 1807). Con decreto del 24 dicembre 1819 viene scorporato e aggregato al Comune di Torlino (Compartimento, 1816).



Nota di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“Partito: nel 1º, di azzurro, alle due fasce ondate, di argento; nel 2º, d’oro, alla torre di rosso, svelta, merlata di quattro alla guelfa, mattonata di nero, chiusa e finestrata di tre in palo, dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Dipartimento di Araldica Pubblica

Reperito da: Anna Bertola

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Stemma Ufficiale
Altre Immagini




Colori dello scudo: azzurro, oro
Partizioni: partito
Oggetti dello stemma finestra, torre
Pezze onorevoli dello scudo: fascia, fascia ondata
Attributi araldici: chiuso, mattonato, merlato alla guelfa
Profilo Araldico
“Drappo partito di giallo e di azzurro riccamente ornato di ricami di argento e caricato dello stemma sopra descritto, con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Lo parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dal colori nazionali frangiati d’argento”.
Gonfalone ridisegnato

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: azzurro, giallo
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 08/05/1992
    Guarda il decreto

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