Città di Solferino (MN)

Informazioni

  • Codice Catastale: I801
  • Codice Istat:
  • CAP: 46040
  • Numero abitanti: 2628
  • Nome abitanti: solferinesi
  • Altitudine: 127
  • Superficie: 127
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il capoluogo prende nome probabilmente dalla presenza di una fonte d’acqua sulforosa, da cui SOLFERINO, attestato già nel 977. Lo stemma precedente raffigurava una torre rossa, fondata su un colle verde, affiancata dal sole d’oro, allusiva alla “dotta” paraetimologia del nome da “sol ferens” (‘che porta il sole’). In occasione del conferimento del titolo di città si è modificato il disegno dello stemma, concesso secondo norma e adottato dallo Statuto: non più una torre “generica” rossa, ma quella della celebre Rocca (rappresentata in argento) in campo azzurro, fondata su un colle di rosso e affiancata nel cantone destro del capo dal sole d’oro, come nella versione precedente, ed in quello sinistro da una crocetta scorciata di rosso. È stato formalmente concesso con Decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 2007, che blasona: “Di azzurro, alla torre di argento, murata di nero, vista di spigolo, priva di merli, finestrata di nero, due finestre in fascia nella facciata a destra, due finestre ugualmente poste nella facciata a sinistra, chiusa dello stesso a sinistra, essa torre fondata sul basamento poliedrico, a tre facce visibili, di porpora, fondato in punta, e accompagnata in capo nel canton destro dal sole d’oro, e nel canton sinistro dalla crocetta scorciata di rosso. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole di nero, LUX COMMUNIS HIC PROPRIA. Ornamenti esteriori da Città”. La rocca, risalente al 1022 (e restaurata nel 1611), è popolarmente nota come “Spia d’Italia”, per la posizione alta sul colle che sovrasta il paese e che assistette alla celebre battaglia conclusiva della II Guerra d’Indipendenza del 24 giugno 1859, tra l’armata Franco-Piemontese comandata dall’imperatore Napoleone III e dal re d’Italia Vittorio Emanuele II e quella Austriaca guidata dall’imperatore Francesco Giuseppe e terminata con la vittoria dei francesi ed italiani, ma a costo di migliaia di vittime (il cui sangue è simboleggiato dalla colorazione del colle), letteralmente disseminate sul campo di battaglia tra Solferino e San Martino (detto appunto da allora “Della Battaglia”). Alla carneficina assistette il mercante svizzero Henry Dunant, che si era recato in Lombardia per incontrare Napoleone III per affari, e che si prodigò per soccorrere i feriti, che venivano altrimenti abbandonati. Questo gli dette l’idea di fondare un’istituzione internazionale che avesse come scopo di alleviare le sofferenze delle vittime delle guerre. Ritornato in patria, raccontò l’atroce esperienza nel libro “Un souvenir de Solferino” e istituì con buona parte del suo patrimonio (e con l’aiuto di Gustave Moynier, Henry Dufour, Luis Appia e Theodore Maunoir) questa organizzazione, che si chiamò inizialmente “Comitato dei Cinque” con sede a Ginevra (garanzia di indipendenza politica, essendo in una città della neutrale Confederazione Elvetica); per il simbolo si ispirò alla bandiera nazionale svizzera ma invertendo i colori: nacque così quella che venne in seguito identificata come la Croce Rossa Internazionale. A quella si richiama la crocetta rossa in alto allo scudo. Dunant venne insignito del premio Nobel per la pace nel 1901. Il 25 giugno 1959 venne inaugurato sul colle della Rocca il Memoriale della Croce Rossa (che mantiene a Solferino una delegazione dalla sua fondazione). Nota di Massimo Ghirardi e Giancarlo Scarpitta
Profilo Araldico
“Di azzurro, alla torre di argento, murata di nero, vista di spigolo, priva di merli, finestrata di nero, due finestre in fascia nella facciata a destra, due finestre ugualmente poste nella facciata a sinistra, chiusa dello stesso a sinistra, essa torre fondata sul basamento poliedrico, a tre facce visibili, di porpora, fondato in punta, e accompagnata in capo nel canton destro dal sole d’oro, e nel canton sinistro dalla crocetta scorciata di rosso. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole di nero, LUX COMMUNIS HIC PROPRIA. Ornamenti esteriori da Città”. D.P.R. 24 luglio 2007
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo partito di rosso e di bianco…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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