Comune di Sestino (AR)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: I681
  • Codice Istat:
  • CAP: 52038
  • Numero abitanti: 1451
  • Nome abitanti: sestinati
  • Altitudine: 496
  • Superficie: 496
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 78.2
  • Distanza capoluogo: 78.2

Storia dello stemma e del comune

Sestino, terra antica da sempre calcata da popoli che risalendo fiumi, Foglia e Marecchia, o primordiali e poi consolidati tracciati viari, vi transitavano lasciando tracce del loro passaggio e della loro permanenza. Così tribù protostoriche, Etruschi, Piceni, Umbri, Galli Senoni e poi Romani hanno forgiato la storia di Sestino, nodo geografico dell’Appennino Tosco-Umbro-Marchigiano, centro viario di collegamento tra le terre dell’Adriatico con la Valtiberina e di lì al Nord ed il Sud dell’Italia. Quando a Sestino giunsero i Romani il territorio era già da tempo abitato e frequentato da pastori, cacciatori, agricoltori, come testimoniano ritrovamenti di punte e frecce e di resti capannicoli. I Romani vi costruirono una monumentale città (I° secolo A.C. – IV° sec. D.C.), un Municipium con il Foro, la Curia e le Terme. La storia romana di Sestino e dei suoi personaggi più famosi è raccontata in un “archivio di pietre” che costituisce il Lapidario dell’Antiquarium Nazionale. Su lastre e cippi di travertino locale è inciso il racconto delle gesta dei Voluseni e dei Cesii, famiglie sestinesi che, ricoprendo alte cariche militari, hanno dato lustro a Sestino. Inoltre numerose statue in marmo rappresentano magistrati, imperatori, divinità ed altro. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 A.C.) Sestino appartenne all’Esarcato di Ravenna, come testimoniano la rotonda torre di Monteromano e le notevoli tracce di epoca Carolingia e Longobarda conservate nella cripta della Pieve romanica di San Pancrazio. Dopo il mille il territorio di Sestino passò alla Chiesa ai Della Faggiola, ai Malatesta, a Federico da Montefeltro, ai Della Rovere e, infine, nel 1520, a Firenze che lo tenne per oltre tre secoli donandogli pace o prosperità. Nel 1566 Cosimo I° dei Medici iniziò a costruzione della città-fortezza sul Sasso di Simone, roccaforte periferica a difesa dei confini granducali contro le mire espansionistiche dei duchi di Urbino. Tratto dal sito ufficiale del Comune di Sestino L’oro e il verde sono i colori del comune di Sestino e simboleggiano il primo la ricchezza e la fede, il secondo la speranza e il crescere delle messi. La figura posta sul ceppo ligneo, secondo il Passerini, è di tradizione pagana e ricorda il culto dell’idolo Sestìo, che tiene nelle mani un globo e una piccola sesta. Il motto posto nel gonfalone sotto lo scudo allude all’importanza e all’antichítà di Sestino.
Profilo Araldico
“Partito d’oro e di verde, alla figura di un idolo, poggiante su un tronco di legno, tenente nella mano destra un compasso e nella sinistra un globo. Motto “Sestinum est civitas magna””.
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Note Stemma

Lo stemma in uso dal Comune riporta l’idolo con un paio di mutande non contemplate dal blasone ufficiale.

Colori dello scudo: oro, verde
Profilo Araldico
“Drappo d’azzurro…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

1 commento su “Sestino”

  1. giancarlo renzi

    Prima del ceppo ligneo – come da uno stemma in pietra serena che ancora si vede sulla facciata del palazzo comunale- il GIOVANE ( o idolo) si alzava su un piedistallo a forma di cippo romano, come quelli che si trovano nel locale Antiquarium nazionale. Più che l’Idolo Sestio, di cui non abbiamo memoria, dovrebbe indicare il giovane martire S.Pancrazio, titolare della Pieve, che è stata “cattedrale” del Piviere Nullius.

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