Comune di San Benigno Canavese (TO)

Informazioni

  • Codice Catastale: H775
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 5675
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

San Benigno Canavese ha sostituito il precedente toponimo di Fructuaria intorno al 1115, e prende nome dal santo patrono dell’abbazia benedettina di Digione, della quale era abate Guglielmo da Volpiano, che vi inviò alcuni monaci per la fondazione dell’abbazia di Fruttuaria, sorta nel 1003 all’interno della Selva Gerulfa su terreni della sua famiglia. Intorno alla fondazione si insediarono artigiani e servitori del monastero fino a formare un borgo (Curtis) che verrà identificato con il nome di Villa Veteris dal 1318.

 

Divenuto un centro importante del Regno, venne generosamente beneficiata da Arduino marchese d’Ivrea (eletto re d’Italia nel 1002), che vi si ritirò per finirvi i suoi giorni come monaco nel 1015, e ospitò anche San Pier Damiani.

 

Il periodo di massimo splendore dell’abbazia di Fruttaria si colloca tra il XII e XIII secolo: nel 1265, l’abbazia possiede 200 tra chiese e celle in Italia e altre 30 in Germania e Austria. Oltre a chiese e monasteri gli abati governano direttamente quelle che vengono comunemente dette “le quattro terre abbaziali”, ossia gli attuali comuni di San Benigno Canavese, Montanaro, Lombardore e Feletto.

 

Nel XV secolo, l’instabile situazione politica portò alla fondazione (come in altri luoghi) del “Ricetto”, struttura fortificata dotata di mura, torri, porte e protetta da un fossato, addossato all’Abbazia, ed al progressivo spostamento della popolazione al suo interno.

 

Solo a partire dal 1600 inizia lo spostamento della popolazione verso le aree esterne al Ricetto.

 

Nel 1711 Vittorio Amedeo II duca di Savoia occupa il territorio e si impadronisce dei beni abbaziali, ceduti dall’abate del tempo Aleramo del Carretto con l’autorizzazione del papa nel 1741.

 

Lo stemma è stato riconosciuto con DPCM del 15 febbraio 1952: “Partito: al primo, di rosso, alla croce d’oro scorciata e attaccata in capo e al lato destro dello scudo, accompagnata in basso da un cane fulvo ritto; al secondo, di rosso (porpora), al capo di rosso con la croce movente dalla punta, scorciata nel braccio superiore, su cui poggia, con le zampe posteriori, un cane attraversante sulla partizione, il tutto d’argento, in cuore, sul tutto, uno scudetto di verde all’aquila al naturale dal volo spiegato, caricata in petto da un altro scudetto d’azzurro alla banda d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.

Il blasone è una evidente corruzione di uno stemma “inquartato”, caricato in cuore da uno scudetto con l’aquila, a sua volta sovraccarica dello scudetto azzurro con banda d’oro. Non siamo a conoscenza delle motivazioni di questa curiosa variazione, motivabile con l’intento di differenziarsi da quello che è certamente un originale di ascendenza nobiliare.

Mentre il gonfalone è stato concesso con DPR del 27 marzo 1952 ed è un “Drappo partito di rosso e di verde…”

 

 

Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

 

 

Bibliografia:

 

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, pp. 670-671.

 

Consiglio Regionale del Piemonte, STEMMARIO CIVICO PIEMONTESE, vol. II M-Z. Regione Piemonte, Torino 2016, p. 474.

Profilo Araldico
Partito: al primo, di rosso, alla croce d’oro scorciata e attaccata in capo e al lato destro dello scudo, accompagnata in basso da un cane fulvo ritto; al secondo, di rosso (porpora), al capo di rosso con la croce movente dalla punta, scorciata nel braccio superiore, su cui poggia, con le zampe posteriori, un cane attraversante sulla partizione, il tutto d’argento, in cuore, sul tutto, uno scudetto di verde all’aquila al naturale dal volo spiegato, caricata in petto da un altro scudetto d’azzurro alla banda d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.
Stemma ridisegnato
no stemma

Reperito da: Paola Cremilli

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Profilo Araldico
“Drappo partito di rosso e di verde…”  
Gonfalone ridisegnato

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso, verde
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) di riconoscimento – 15/02/1952

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 27/03/1952

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