Comune di Saint-Gildas-de-Rhuys (56)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Saint-Gildas-de-Rhuys (in bretone Lok-Weltaz o Sant-Weltaz, localmente contratto in Lokentaz) è un comune della Bretagna, nel dipartimento del Morbihan.

All’inizio del VI secolo il monaco irlandese Gweltas (Gildas) fuggì dalle isole britanniche per fondare un monastero sull’isola di Houat, ma la sua fama di santità attirava troppi pellegrini, per cui decise di ritirarsi sulla penisola di Rhuys, dove fondò un altro monastero, che ebbe dopo di lui grande fortuna, fino a controllare un ampio territorio che comprendeva anche alcune isole del golfo del Morbihan. La località divenne il porto di Auray e si denominò per lungo tempo come Saint Goustan (dal nome di uno dei discepoli di Gildas).

Al monastero è legata la memoria di Pietro Abelardo (Pierre Abélard 1079-1142), filosofo, teologo e compositore, detto anche Pietro Palatino (dalla latinizzazione del nome della sua città natale: Chalon) fondatore del metodo logico. Il suo comportamento licenzioso e, soprattutto, la sua storia d’amore con l’allieva Eloisa, dalla quale ebbe anche un figlio, Astrolabio,  lo fecero decadere dal ruolo di insegnante alla scuola della cattedrale di Parigi e punire dallo zio di Eloisa, Fulberto canonico di Notre-Dame, che lo fece evirare. Ritiratosi nell’abbazia parigina di Saint-Denis si fece monaco, ma urtatosi con i confratelli, venne spedito abate a Saint-Gildas.

Il Comune è stato istituito nel 1790 e durante il periodo rivoluzionario si denominò ABELARD, nel 1961 adottò il determinante DE-RHUIS

Lo stemma cittadino si blasona: « D’azur à la bande d’argent chargée de trois mouchetures d’hermine de sable posées à plomb, accompagnée en chef d’une fleur de lis de mer florencée d’argent et en pointe d’une tête de crosse abbatiale d’or » (D’azzurro, alla banda d’argento caricata da tre moscature d’armellino poste a piombo, accompagnata in capo da un giglio di mare d’argento e in punta dalla testa del pastorale abbaziale d’oro).

Il “Lys de mer” o “giglio di mare” è l’emblema della antica abbazia di Saint-Gildas o Saint-Goustain ed è una figura tipica dell’araldica bretone, rappresenterebbe (molto stilizzato) il fiore dell’omonima pianta (Pancratium maritimum L.) una specie di giglio bulboso della famiglia delle Amaryllidaceae che cresce spontaneamente sui litorali e vagamente rassomigliante al “fleur de lys” (lett. ‘fiordaliso’ ma per gli italiani semplicemente ‘giglio’) dello stemma reale francese. Da non confondere con il “giglio da giardino”, che è la rappresentazione naturalistica del giglio bianco (Lilium candidum), o del “giglio d’acqua” che è invece il giaggiolo (o iris). Quest’ultimo sarebbe all’origine dell’emblema di Firenze.

Anche il pastorale è un riferimento all’abbazia, mentre l’ermellino (armellino in araldica) indica l’appartenenza storica al Ducato di Bretagna, i cui monarchi esercitavano il patronato sul monastero.

 

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringrazia Maria Grazia Bandini per la gentile collaborazione

Profilo Araldico
“D’azzurro, alla banda d’argento caricata da tre moscature d’armellino poste a piombo, accompagnata in capo da un giglio di mare d’argento e in punta dalla testa del pastorale abbaziale d’oro”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: argento, azzurro
Oggetti dello stemma giglio di mare, moscatura di armellino, pastorale
Pezze onorevoli dello scudo: banda
Attributi araldici: accompagnato, caricato, in capo, in punta, posto a piombo

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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