Comune di Rovolon (PD)

Informazioni

  • Codice Catastale: H622
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 4787
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

Il paese di Rovolon è luogo di antiche origini, sede di podestà, culla di una omonima famiglia che qui possedeva un munito castello.

 

Viti prosperose e dolci ciliegi coprivano anche nei secoli passati le pendici del Monte Grande presso il quale sorge il capoluogo (la sede comunale è dislocata in pianura in frazione Bastia).

 

Sotto gli alberi tipici della vegetazione collinare euganea viveva un fitto sottobosco di noccioli e di more: il rovo fruttifero (“rubus fruticosus”) dal quale lo studioso di toponomastica Dante Olivieri ha tratto l’origine etimologica Robolone prima e Rovolone, Rovolon poi.

 

In particolare, secondo il citato autore, la voce “rovo” sta nel significato di pruno, cioè di quegli arbusti spinosi adoperati nelle campagne per formare siepi.

 

Il paese doveva produrre abbondantemente tali piante, così da riceverne la denominazione. Sebbene gli storici padovani (come il Pignoria) avanzino etimologie differenti (dalla voce “robloo”, il soffiare del vento specialmente d’estate) la prima versione, prescelta per rappresentare araldicamente il Comune, è ben idonea a sintetizzare la flora locale e la sua posizione geografica

presso i Colli Euganei.

 

Anche in frazione Bastia, così detta per la presenza di una fortificazione eretta per frenare le incursioni dei confinanti vicentini, si estendeva, così afferma lo storico Cittadella, un altro vasto bosco detto del Carpaneo, ricco di querce e vero paradiso per i cacciatori. Vi abbondavano, infatti, lepri, volpi, lupi e qualche esemplare di orso nero e di cinghiale.

 

È facile supporre che anche nella parte pianeggiante del Comune vi fosse, nei tempi andati, una macchia caratterizzata dalla presenza di rovi.

 

Nello stemma gli arbusti, di metallo argento, sono rappresentati con spine e foglie e posti incrociati diagonalmente (in decusse e in Croce di Sant’Andrea).

 

La pratica del gonfalone, seguita da Giancarlo Scarpitta su incarico del 5 dicembre 1988, è andata a buon termine con la concessione del previsto Decreto del Presidente della Repubblica in data 2 ottobre 1989.

 

L’adozione del drappo bianco bordato d’azzurro si rifà ad una proposta della Regia Commissione Araldica delle Venezie in data 23 novembre 1929 custodita nel fascicolo istruttorio con cui fu concesso solo lo stemma.

 

 

Note di Giancarlo Scarpitta

Profilo Araldico
“D’azzurro a due rami di pruno spinoso e fogliato d’argento, posti in Croce di Sant’Andrea. Ornamenti esteriori da Comune”. R.D. 13 marzo 1930 LL PP 10 dicembre 1931
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini

Colori dello scudo: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 02/10/1989

  • Regio Decreto (RD) di concessione – 13/03/1930

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