Prata di Pordenone

Informazioni

  • Codice Catastale: G994
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 8569
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il Comune di PRATA, con sede nella frazione di Prata di Sotto, è un grosso centro della piana friulana; con Regio Decreto n. 3893 del 18 agosto 1867 ha adottato il determinante DI PORDENONE, pur non essendo allora ancora eretta la provincia omonima (istituita con la legge n. 171 del 1 marzo 1968 distaccandone il territorio da quella di Udine). Lo stemma civico si blasona: “Troncato: nel PRIMO di azzurro al castello d’argento, aperto e finestrato del campo; nel SECONDO di verde a tre fasce ondate d’argento”. La torre ricorda l’antico castello che fu sede della signoria dei conti di Prata, mentre la fasce ondate rappresentano il Meduna, fiume che bagna il territorio. Il toponimo, attestato almeno dal X secolo, deriva dalla forma plurale (prata) del latino pratum e verosimilmente indica un territorio ricoperto da vaste estensioni prative. Da Prata presero agnome i nobili che ebbero incarico di “avvocazia” (amministrazione civile e soprattutto giudiziaria) in delega dal Patriarca di Aquileja, che poi diverranno noti come conti di Prata. Nel 1112 è nominato tale Gabriele I come signore “de Prata”, il figlio Guecello (o Guecelletto) ebbe due figli: Gabriele II e Federico, quest’ultimo diede origine al ramo dei signori Porcia. Guecello II di Prata venne investito nel 1224 del della contea dal patriarca Bertoldo. Dal 1247 al 1249 Guecello II fu podestà di Padova e amico di Ezzelino da Romano, il quale nel 1250 tentò di occupare il Friuli dopo essersi assicurato l’appoggio di altri nobili, fra cui il signore di Prata. Nel 1251 però il patriarca Gregorio di Montelongo ristabilì il potere patriarcale (nel 1259 morì Ezzelino e Guecello II, trattò la pace con il patriarca per mezzo dei figli Gabriele e Guecelletto III). Il presule, signore “naturale” del Friuli per delega imperiale, stabilì pesanti condizioni di pace, che prevedevano la cessione di ampi territori e indennità di guerra, ma il prestigio e la potenza dei Prata rimasero ragguardevoli. Tra il 1418 e il 1420 Venezia occupò tutto il Friuli, determinando la crisi del potere patriarcale; i Prata (al contrario dei parenti di Porcia) avversarono sempre il potere della Serenissima e riuscirono anche a battere l’esercito veneziano nel 1419. Ma le truppe della Repubblica di San Marco marciarono su Prata, devastando l’abitato e distruggendo completamente il castello. L’ultimo conte, Guglielmino, e i membri della famiglia si recarono in esilio e si estinsero qualche decennio dopo. La contea di Prata fu investita da Venezia ai Floridi di Spilimbergo. Nota di Massimo Ghirardi [vedi anche Porcia, PN] Bibliografia: Miotti (Tito). CASTELLI DEL FRIULI: feudi e giurisdizioni del Friuli occidentale, 4, Udine, Del Bianco, 1980.
Profilo Araldico
“Troncato: nel 1° di azzurro al castello d’argento, aperto e finestrato del campo; nel 2° di verde a tre fasce ondate d’argento” D.R. 21 aprile 1927.
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
Altre Immagini

Note Stemma

Lo stemma è stato reperito da Francesco Galifi

Colori dello scudo: azzurro, verde
Partizioni: troncato
Profilo Araldico
“Drappo troncato di bianco e di azzurro…” <br> D.P.R. n.1274 del 5 aprile 1977
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro, bianco
Partizioni del gonfalone: troncato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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