Comune di Parmain (95)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Parmain è una città dell’Île-de-France, nel dipartimento della Val d’Oise, sulla cui riva destra sorge l’abitato, di fronte a L’Isle-Adam e riunisce i territori di due distinti villaggi: Parmain e Jouy-le-Comte.

I due toponimi sono documentati dal 1228, Jouy e Parmeng, il primo in un atto di donazione del cavaliere Eudes de Jouy e l’altro in un documento col quale Jehan de Parmeng fa un donativo all’abbazia cistercense d Notre-Dame du Val di Mériel. Il sigillo appeso a quest’ultimo atto, conservato agli Archivi Nazionali, sono all’origine dello stemma del Comune.

Entrambi i territori erano soggetti in antico all’abate di Saint Denis, Parmin passò poi sotto la signoria de L’isle-Adam che fu innanzitutto degli Adam, poi i Villiers, i Montmorency, i Condé e infine i Conti; mentre Jouy, già del conte di Beaumont,  fu assegnato solo nel 1552 al nobile Anne de Montmorency, connestabile di Francia e già signore di L’Isle-Adam, da quel momento unito a L’Isle-Adam. Nel XVIII tutti i territori della contea di Baumont furono acquistati dai Conti.

Alla Rivoluzione i due villaggi di Parmin e Jouy vennero eretti in comunità separata da L’Isle-Adam, con denominazione di Jouy-le-Comte. Solo per decreto del Presidente Sadi Carnot del 5 gennaio 1893 il comune assumerà la denominazione di Parmain (Jouy-le-Comte diverrà il quartiere nord del comune).

Lo stemma del comune è in uso dal 18682, derivato dal sigillo famigliare di Jehan de Parmeng, si blasona: “d’or, a trois losanges en fasce brisée d’une fasce ed devise et accompagnée de sept canettes, quatre en chef en fasce et trois en pointe 2 et 1” (d’oro, a tre losanghe d’azzurro ordinate in fascia, caricato da una divisa attraversante d’argento, accompagnata da sette anatrelle1 rivoltate di nero, quattro ordinate in fascia nel capo e tre in punta ordinate 2 e 1). Si differenzia da quello storico per il motto PLUS HAULT ET PLUS OULTRE (“Più in alto e otre”).


(1): la cane, corrisponde all’italiana anatra, femmina del canard (anatra maschio), se rappresentata in numero entro uno scudo prende il nome di canette (per l’Araldica italiana: anatrella). Si rappresenta di profilo, ad ali chiuse e senza becco, anche se quest’ultimo talvolta viene aggiunto per evitare confusione con la figura del merlotto.
(2): registrato agli Archives Nationales (ref. 54178 n° 33. Drouet d’Arq. Collection de Sceaux. Parigi 1868, N03161).


Note di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“D’oro, a tre losanghe d’azzurro ordinate in fascia, caricato da una divisa attraversante d’argento, accompagnata da sette anatrelle rivoltate di nero, quattro ordinate in fascia nel capo e tre in punta ordinate 2 e 1”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: oro
Oggetti dello stemma anatrella, losanga
Pezze onorevoli dello scudo: divisa
Attributi araldici: attraversante, caricato, in capo, in punta, ordinato in fascia, rivoltato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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