Comune di Parigi (75)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma della città di Parigi (Paris) ha, come simbolo principale una nave mercantile a vela, popolarmente nota come Scilicet, che era il sigillo (adottato nel XIII secolo, documentato nel 1210 con la legenda “Sigillum Mercatorum aque Parisius“) della potente Corporazione dei Nautes o dei Marchands de l’eau, che gestì l’amministrazione della municipalità durante il Medioevo.

E documentato che, ai tempi dell’Imperatore Tiberio i battellieri della Senna formavano una potente Corporazione, chiamata “Nautes Parisiaci” (Nauti di Parigi) che controllava il traffico commerciale e l’approvvigionamento per le guarnigioni romane dalla foce della Senna (dove oggi sorge Le Havre) a Parigi e Mantes, attraverso Sens e Rouen. I membri di questa ricca confraternita erano chiamati “Mercanti dell’acqua di Parigi” (“mercanti dell’acqua” dato che si servivano di navigli per i loro traffici) e il consiglio direttivo componeva, di fatto, la municipalità parigina. Nel 1263 vennero formalmente nominati magistrati municipali ed il loro capo, detto Prevosto (Prévôté) o Primo Magistrato, presiedette la municipalità (come un “borgomastro”) fino al 1789.

Il capo “di Francia antica”, cioè azzurro e “seminato di fleurs-de-lys d’oro, è stato concesso da re Carlo V nel dicembre 1358, la versione corrente si blasona: « De gueules à la nef équipée et habillée d’argent voguant sur des ondes du même mouvant de la pointe, au chef d’azur semé de fleurs de lys d’or » (trad. « Di rosso alla nave equipaggiata e armata d’argento, fluttuante sopra delle onde del medesimo moventi dalla punta, al capo d’azzurro seminato di gigli d’oro »).

Nel 1190, il re Filippo Augusto concede formalmente il primo blasone alla città, poco prima della partenza per la Crociata: « un écu dont le champ était de gueules, à la nef d’argent, au chef d’azur, semé de fleurs de lys d’or » (« uno scudo nel quale il campo è di rosso, alla nave d’argento, al capo d’azzurro seminato di gigli d’oro »).

Mentre il re san Luigi IX concede il sigillo alla città, che permette di riconoscere gli atti presi dai Prevosti dei Mercanti dell’acqua, eletti dai loro pari (i celebri nautes), per amministrare la città. Ancora nel XIV secolo si legge nel punzone, attorno alla figura del naviglio: Sigillum mercatorum aquæ Parisius, che rimane in uso fino ai primi anni del secolo successivo.

Con i Rivoluzionari si abolì la Nobiltà (Decreto del 20 giugno 1790) e, conseguentemente, la soppressione di tutti gli emblemi corrispondenti anche delle città (che la monarchia registrava nei Libri della Nobiltà). La municipalità di Parigi si adeguò rapidamente decidendo la soppressione del proprio stemma nel novembre dello stesso anno, per adottare un sigillo nel 1792 in stile più “rivoluzionario”: con i tre colori (blu, bianco e rosso) proposti da Lafayette et Bailly (divenuti nel frattempo colori nazionali) e con la divisa “Liberté, Égalité ou la Mort.

Con il Primo Impero di Napoleone I Bonaparte le città vengono nuovamente autorizzate a dotarsi di un’arme araldica. Nel caso di Parigi lo stemma viene concesso con Lettera Patente di Napoleone del 29 gennaio 1811, nelle quali si prescrive che il capo del blasone sia caricato di tre api in campo rosso (che designava il rango di “Bonne Ville” dell’Impero, in luogo dei gigli di Francia, connessi alla monarchia capetingia). Si ha anche la comparsa di una stella al disopra del palo della nave e della dea Isis (Iside) sulla prua.

Nella Regia Lettera Patente di Luigi XVIII del 20 dicembre 1817 (riprendendo un’ordinanza del 2 febbraio 1699) si ripristina l’arme nella forma tradizionale, anche se il blasone si differenzia da quello attuale per la corona a quattro torri (anziché cinque): « De gueules un vaisseau équipé d’argent, soutenu d’une mer de même, un chief d’azur semé de fleurs de lys d’or sans nombre. Lesdites armoiries, surmontées d’une couronne murale de quatre tours, et accompagnées de deux tiges de lys formant supports » (« Di rosso al vascello equipaggiato d’argento, sostenuto da un mare dello stesso, un capo d’azzurro seminato di innumerevoli gigli d’oro. Il detto blasone, sormontato da una corona murale di quattro torri, e accompagnato da due gambi di giglio formanti i supporti »).

L’avvento della Seconda Repubblica, dal 1848 al 1853, impone allo stemma parigino il capo d’azzurro seminato di stelle (al posto dei gigli). Napoleone III, proclamatosi Imperatore, permise il ritorno al capo fiorito di Francia (pur considerandosi successore di Napoleone I).

Il motto latino « Fluctuat nec mergitur » (« naviga ma non affonda»), è riferito alla nave ma anche allude alla città, le cui imprese “anche se ostacolate e contrariate, si confida di poter condurre finalmente in porto”. Compare per la prima volta alla fine del XVI secolo, ma fu ufficializzato solo con Decreto, del 24 novembre 1853, del Barone Georges Eugène Haussmann, Prefetto del dipartimento della Senna.

Nella rappresentazione completa, formalizzata con Arrêté Préfectoral (Decreto del Prefetto) del 20 giugno 1942 (redatto secondo il parere della Commission d’Héraldique Urbaine de la Seine, che riproponeva modernizzato il disegno di un sigillo del 1412), l’arma riporta le decorazioni che la città ha ottenuto per i meriti della cittadinanza: la stella della Legion d’Honneur (Legion d’Onore, Decreto del 9 ottobre 1900) sotto la punta, la Croix de Guerre (croce della Guerra 1914-1918 a sinistra, Decreto del 28 luglio 1919) e la Croix de la Libération (Croce della Liberazione, popolarmente nota anche come “Croce di Lorena”, Decreto del 24 marzo 1945) a destra.

Similmente agli stemmi delle città italiane lo stemma parigino è timbrato dalla corona vallare (murale) d’oro a cinque torri, specifica per Parigi (in quanto capitale dello Stato), ed è circondato da un ramo di quercia e uno d’alloro, fruttiferi.

Albert Uderzo, celebre disegnatore e autore di Asterix (con René Goscinny), si è ispirato allo stemma di Parigi  per disegnare nel 1933 il curioso stemma di Tartre-Gaudran, un piccolo comune del Dipartimento dell’Yvelines ai confini dell’Île-de-France.

 

Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico
“Di rosso alla nave equipaggiata e armata d’argento, fluttuante sopra delle onde del medesimo moventi dalla punta, al capo d’azzurro seminato di gigli d’oro”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: capo
Oggetti dello stemma giglio, nave, onda
Attributi araldici: armato, equipaggiato, fluttuante, movente, seminato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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