Comune di Pamparato (CN)

Informazioni

  • Codice Catastale: G302
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 336
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

Pamparato è un comune montano della provincia di Cuneo, del territorio del Monregalese, che comprende il capoluogo e le frazioni di Serra, Valcasotto, Arotte, Surie, Tagliante.

Gli etimologisti ritengono che il toponimo derivi dalla particolare fertilità del terreno, grazie al quale il pane si trova “paratus”, ‘pronto’, senza necessità di particolare fatica. Secondo la leggenda, invece, gli abitanti del luogo, che si denominava Mongiardino, assediati dai Saraceni, avrebbero liberato oltre le mura un cane con l’ultima pagnotta rimasta, intrisa di vino, per convincere gli assedianti dell’abbondanza delle loro scorte di viveri. Grazie a questo stratagemma i Saraceni avrebbero tolto l’assedio esclamando “panem paratus habent” (“Essi anno il pane condito!”).

Proprio da questa leggenda prende spunto la figurazione dello stemma del comune, che raffigura un cane nero con in bocca una pagnotta, accompagnato da una colomba bianca con un ramoscello di ulivo nel becco, simbolo della pace e della libertà riconquistate.

Il sito fu abitato fin dall’antichità, reperti sono stati trovati di epoca romana, ma la prima attestazione è del 10 settembre 911, in un documento dell’imperatore Ludovico III col quale donava alcune terre vicine a Pamparato al Comune di Asti.

Successivamente fu una parte importante del marchesato di Ceva, il marchese Guglielmo di Ceva lo cedette al Comune di Asti il 5 maggio 1214, ma poco dopo ne tornò in possesso.

Nel corso del XIII secolo il territorio fu controllata da Asti, resistendo alle mire dei nobili Bersani. Successivamente venne annesso assieme al cuneese ed al monregalese ai possedimenti di Carlo I d’Angiò.

Nel XIV secolo la zona fu a lungo contesa tra i Savoia, gli Angioini, i Visconti, gli Acaja, e gli Aleramici del Monferrato. Ciononostante in questo periodo la comunità di Pamparato redasse i propri Statuti nel 1391, durante il dominio degli Acaja (il documento originario è conservato presso la Biblioteca del Seminario vescovile di Mondovì).

Con la morte dell’ultimo Acaja, nel 1418, Pamparato passò gradualmente sotto il dominio dei Savoia. Nel 1531 Carlo V assegnò il marchesato di Ceva e Asti ai Savoia. Un rappresentante della famiglia Cordero, avo dei futuri marchesi di Montezemolo, fece parte della delegazione di gente del territorio di Mondovì inviata a trattare con il duca le condizioni della sottomissione.

Il territorio feudale di Pamparato era diviso in zone dette parcelle, controllate dalle famiglie: Bonardi, Spinola, Beccaria, Pasta, Murazznao, Gianassi, ed in parte dal Cardinale Maurizio di Savoia. I Cordero, presenti a Pamparato sono appellati signori nel XVI secolo, ereditando le parcelle dei Bonarda-Mongarda e anche dei Beccaria per vie matrimoniali, mentre la parte di Maurizio di Savoia venne ceduta alla famiglia Giannazzo che ottenne il titolo di conti. La famiglia Cordero otterrà più tardi il titolo di “marchesi di Pamparato”, confermato ufficialmente sul finire del XVIII secolo, nel 1797, i feudi verranno aboliti dai Francesi.

Il castello di Pamparato venne distrutto probabilmente durante le Guerre del Sale, suscitate dalle imposizioni dei Savoia sulla popolazione, sui suoi resti i Cordero costruiranno il loro maniero.

Durante la Seconda Guerra Mondiale le valli attorno Pamparato videro la nascita di importanti formazioni partigiane, alcune delle quali protagoniste della sanguinosa Battaglia della Val Casotto nel marzo 1944.

Lo stemma del Comune è stato concesso con DPR del 3 marzo 1998, e si blasona: “Spaccato d’azzurro e di rosso al 1° la colomba bianca della pace in volo spiegato con in becco l’ulivo, al 2° il cane rivoltato di nero sulla pianura verde in campo rosso, tenente in bocca una pagnotta sottoposto il breve col motto “Habent panem paratum”.

Contestualmente è stato concesso anche il gonfalone, che si descrive: “Drappo partito di bianco e di rosso riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma comunale con la iscrizione centrata in argento recante il nome del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette d’argento poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dei colori nazionali frangiati d’argento”.



Nota di Massimo Ghirardi

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, pp. 556-557.
Comune di Pamparato, STATUTO (Del.C.C. n.60 del 28/12/2004 del). Art. 7.
Profilo Araldico
“Troncato nel PRIMO, di azzurro, alla colomba d’argento, volante, con la testa rivoltata, con la coda volta verso sinistra, essa colomba tenente nel becco il ramoscello di ulivo, esteso verso sinistra, di verde; nel SECONDO, di rosso, al cane di nero, rivoltato, fermo sulla pianura, diminuita, di verde, tenente in bocca la pagnotta d’oro macchiata di due di rosso. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole di nero,HABENT PANEM PARATUM. Ornamenti esteriori da comune”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: troncato
Oggetti dello stemma becco, bocca, cane, coda, colomba, pagnotta, pianura, ramoscello di ulivo, testa
Attributi araldici: diminuito, esteso, fermo, macchiato, rivoltato, sinistra, tenente, volante
Profilo Araldico
“Drappo partito di bianco e di rosso riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento recante il nome del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argrntati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette d’argento poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dei colori nazionali frangiati d’argento”.
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Luigi Ferrara

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 03/03/1998

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