Comune di Oglianico (TO)

no comune

Informazioni

  • Codice Catastale: G010
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1448
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Oglianico è un comune del Canavese il cui nome è forse derivato dal personale romano Ulius (o Julius) o da quello celtico Uliaco, da cui Fundus Ullianus (poi Ullianicus) che identificava una proprietà fondiaria della zona. È documentato per la prima volta nel 999 in un atto di donazione dell’Imperatore Ottone III; successivamente sempre Ottone ne conferma il possesso ai suoi fratelli Guido e Ottone conti del Canavese. Nel 1100, la zona fu a lungo divisa tra i conti Valperga e i San Martino di Rivarolo, tra loro in lotta, perché strategicamente importante, trovandosi sul confine con il marchesato del Monferrato. La situazione precaria convinse la popolazione, col benestare del locale signore, a costruire un “recetto” per difendersi e dove venivano posti i raccolti e il bestiame in caso di pericolo. La costruzione era protetta da una grande torre-porta a tre lati in muratura e con il quarto lato aperto verso l’interno, tutt’ora ben conservata, e che venne fedelmente riprodotta dall’architetto Alfredo D’Andrade nel “Borgo [neo]medioevale del Parco del Valentino” costruito a Torino in occasione dell’Esposizione Generale Italiana del 1884. Risalgono al 1352 i primi statuti – gli Statuta Comunitatis et Hominum Loci Oglianici – poi confermati da Ibleto di Challant, Capitano generale del Piemonte per i Savoia, nel 1372. Vecchie versioni dello stesso stemma comunale presentano il 1° e 4° quarto d’argento alla gemella in sbarra di nero; il 2° e 3° quarto d’oro all’albero sradicato al naturale, con una figura non meglio identificabile al centro della partitura Durante il periodo fascista, con R.D. n. 1848 del 23 giugno 1927, Oglianico fu unita alla vicina Favria nel Comune di “Favria-Oglianico”; gli amministratori di questo Comune richiesero nel 1941 di assumere un proprio stemma che si presentava diviso in verticale a metà – cioè araldicamente partito – dove con il campo di sinistra “araldica” «inquartato, nel 1º e nel 4º d’argento a due bande di nero; nel 2º e nel 3º d’oro all’albero sradicato di verde». Il relatore Adami, nella seduta della R. Commissione Araldica Piemontese del 1º marzo dello stesso anno faceva presente che «Per il secondo punto dello stemma, si dice che fu riprodotto lo stemma già usato dal Comune di Oglianico, nel quale si riscontrano alcuni elementi dello stemma della famiglia Fresia… occorre che si dimostri l’uso invocato e si escluda la identità con lo stemma Fresia»; in effetti, l’arme Fresia (conti di Genola e di Oglianico, poi divenuti Fresia Caramelli) si presentava «d’argento a tre bande di rosso» potendosi considerare quindi il 1º e il 4º quarto dell’emblema oglianese una brisuradi questo stemma. In ogni caso, la procedura di concessione non giunse mai a compimento sia per i concomitanti eventi bellici sia perché il comune di Favria-Oglianico fu sciolto nel 1946 ripristinando le due circoscrizioni precedenti. Lo Statuto del Comune di Oglianico riporta attualmente questa “descrizione” dello stemma: «… composto da scudo, sormontato da elmo adorno con pennacchio al vento, fra due rami incrociati, all’incrocio degli stessi un festone con la scritta “Virtute ed fortuna”. Lo scudo suddiviso in quattro settori di cui il primo in alto a sinistra e il quarto in basso a destra barrati da due strisce nere oblique dall’alto verso il basso e da sinistra a destra su fondo giallo oro, nei restanti settori è rappresentato un albero ad ampie fronde, su fondo ecrù, all’incrocio dei settori è rappresentata un’anfora». Popolarmente si vuole che l’albero richiami il “Maggio”, l’albero simbolo di prosperità ed abbondanza che viene piantato ogni anno nella piazza del recetto al grido di Vivat Savoia et populus! Vivat vivat vivat! a ricordo della secolare autonomia e del legame con la dinastia sabauda. Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo Bibliografia: Comune di Oglianico, Statuto, approvato con deliberazione Consiglio Comunale n. 20 del 26.05.2000 Modificato con deliberazione Consiglio Comunale n. 26 del 26.06.2000 Modificato con deliberazione Consiglio Comunale n. 14 del 19.06.2009 art. 4 §2. Archivio di Stato di Torino, Commissione Araldica Piemontese, mazzo 7. Giovanni Demanuele, Schede storiche-territoriali dei comuni del Piemonte – Comune di Oglianico (on-line), consultato il 20 febbraio 2015. Antonio Manno, Il Patriziato subalpino, Vivant (on-line), consultato il 20 febbraio 2015.
Profilo Araldico
Composto da scudo, sormontato da elmo adorno con pennacchio al vento, fra due rami incrociati, all’incrocio degli stessi un festone con la scritta “Virtute ed fortuna”. Lo scudo suddiviso in quattro settori di cui il primo in alto a sinistra e il quarto in basso a destra barrati da due strisce nere oblique dall’alto verso il basso e da sinistra a destra su fondo giallo oro, nei restanti settori è rappresentato un albero ad ampie fronde, su fondo ecrù, all’incrocio dei settori è rappresentata un’anfora.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Giancarlo Scarpitta

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Stemma Ufficiale
Altre Immagini







Colori dello scudo: argento, azzurro, oro
Partizioni: inquartato
Profilo Araldico
“Drappo di rosso…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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