Città di Napoli (NA)

Informazioni

  • Codice Catastale: F839
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 959574
  • Nome abitanti: napoletani
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

La città fu fondata come PARTHENOPE da genti di origini greche provenienti da Cuma nel VII-VI secolo a.C. intorno alla zona dell’attuale Castel dell’Ovo.

Secondo la leggenda dopo che Ulisse sfuggì al loro incanto le Sirene si uccisero, e il corpo di una di esse (Parthenope appunto) fu sospinto dal mare fino alla costa.

Nel 470 a.C. venne fondato un insediamento attiguo che, per distinguerlo da quello esistente, venne denominato NEAPOLIS (“città nuova”) al precedente fu assegnato il nome di PALEAPOLIS (“città vecchia”). Il progetto fu sostenuto da Siracusa, allora centro dominante dell’intera Magna Grecia, che ne vedeva l’importanza nella lotta contro gli Etruschi per il dominio del Golfo (che sconfisse, in alleanza con Cuma, nel 474 a.C.).

Dopo la conquista di Cuma da parte dei Sanniti nel 421 a.C. NEAPOLIS diventò uno dei principali centri di cultura ellenica.

Nel IV sec. a.C. la città si alleò con Taranto contro Roma e fu da quest’ultima assediata e conquistata nel 326 a.C.

Successivamente fu sempre fedele a Roma. Nel III sec. a.C. perdette importanza in favore di Pozzuoli, in ogni modo nel 90 a.C. fu retta in Municipium, ma conservando il greco come lingua ufficiale.

Nell’80 a.C. (epoca della guerra tra Mario e Silla) iniziò l’insediamento nell’area napoletana di ville per l’ “otium” dei Romani (e di locali ormai latinizzati).

Presso la villa di Lucullo (oggi Castel dell’Ovo) morì nel 476 l’ultimo Imperatore Romano: Romolo Augustolo, deposto da Odoacre re degli Eruli.

Dopo la caduta dell’Impero la città subì diversi assedi, fatto che costrinse l’Imperatore d’Oriente Valentiniano a costruirne le mura tra il 450 e il 455 d.C. e a farne la sede di un Ducato Bizantino.

Nel 840 il Ducato passò stabilmente al conte di Cuma, Sergio (padre di Cesario Console, celebrato per aver sconfitto i Saraceni a Gaeta nel 846, e successivamente salvato dalle loro incursioni Ostia e Roma).

Nonostante la resistenza del Duca Sergio VII e del conte Rainulfo d’Alife (sostenuti da papa Innocenzo II) il territorio fu conquistato dai Normanni nel 1139: Ruggero II d’Altavilla, già re di Sicilia, divenne quindi anche re di Napoli, la quale divenne sede di un principato del Regno con capitale Palermo.

Essendosi i Normanni dichiarati tributari del papa, fecero di Napoli un feudo pontificio.

Alla morte di Guglielmo II d’Altavilla (fr. Hauteville) senza eredi, l’imperatore Enrico IV Hohenstaufen rivendicò per sé il trono, in quanto marito di Costanza, figlia di Ruggero II. Riuscì ad impossessarsene nel 1194.

Nel 1196 Enrico VI di Svevia, sconfitto l’ultimo pretendente normanno Tancredi, fece abbattere le mura di Napoli che aveva parteggiato fino all’ultimo contro di lui. Federico II (re dal 1198 al 1250) ebbe più riguardi per la città: dove fondò l’università che porta ancor’oggi il suo nome.

Dopo la sua morte i napoletani si eressero in Libero Comune e resistettero per mesi a Corrado IV nel 1254. Am alla fine dovettero cedere.

Successivamente la città fu dominio, alternatamente, del papa e dell’imperatore fino all’avvento di Carlo I d’Angiò che, fatto prigioniero Corradino di Svevia (poi decapitato nel 1860), divenne re di Napoli nel 1265. Carlo era fratello del re di Francia (col titolo dinastico di Duca d’Anjou) e venne chiamato dal papa per combattere gli Svevi.

Nel 1282 gli Angioini ripristinarono la denominazione di “Regno di Napoli” e vi trasferirono la capitale da Palermo.

Napoli sarà capitale fino al 1860.

Il Castel-Nuovo, costruito tra il 1279 e il 1283, è detto “Maschio Angioino” perché fu la sede della corte e dagli Angiò (fr. Anjou) prende il nome. In esso risiedettero Carlo II “lo zoppo”, Roberto, Andrea d’Ungheria, Giovanna I e Giovanna II.

Dopo quasi vent’anni di conflitto per la successione alla regina Giovanna II tra l’erede Renato d’Angiò e il pretendente Alfonso d’Aragona, quest’ultimo riuscì a impossessarsi del Regno nel 1442 stabilendosi in Castel Nuovo (e, dopo di lui, Alfonso I, Ferrante I, Alfonso II e Ferrante II).

Alfonso I fece costruire il celebre arco di trionfo all’ingresso del castello per celebrare il suo ingresso in città del 6 febbraio 1443.

Durante il dominio aragonese la città si dotò dello stemma municipale, tutt’ora in uso, che perpetua i colori dinastici di Aragona: oro e rosso.

Ferrante II era figlio legittimato di Alfonso II “il magnifico”, ma Carlo VIII di Francia non riconobbe la successione e scese in Italia per combatterlo fino a vincerlo nel 1494, l’anno successivo fu costretto però a rientrare in Francia (subendo a Fornovo la celebre sconfitta).

Nel 1501 in trattato tra Luigi XII e Ferdinando d’Aragona avrebbe dovuto garantire Napoli ai Francesi, ma nel 1503 i napoletani, stanchi di continue guerre tra Francesi e Spagnoli combattute a loro spese, si offrirono “spontaneamente” a Consalvo di Cordoba, generale di Ferdinando di Spagna.

Il Cordoba amministrò per la Spagna il regno fino al 1532 per poi cedere il vicereame a Pedro de Toledo (fino al 1553) grazie al quale la città ebbe notevoli migliorie. L’imperatore visitò la città il 25 novembre 1535. Nel 1734 Carlo di Borbone, figlio del re di Spagna Filippo V e di Elisabetta Farnese di Parma, abbandonò il trono ducale di Parma (lasciato al fratello Filippo) per quello reale di Napoli. Nel 1759 Carlo abdicherà in favore del figlio Ferdinando, essendo lui “promosso” ulteriormente al trono di Madrid.

Nel 1799 la città venne conquistata dal generale napoleonico Championnet che proclamò la Repubblica Partenopea, mentre il re fuggì in Sicilia.

Il 14 gennaio 1806 Napoleone assegnò Napoli al fratello Giuseppe Bonaparte, quindi al cognato Gioacchino Murat nel 1808.

Ferdinando IV, dopo la restaurazione del 1815, muterà la denominazione ufficiale in Regno delle Due Sicilie. Tra il 1816 e il 1825 fu costruito da Stefano e Luigi Gasse, il Palazzo dei Ministeri Borbonici, che incorporò la chiesa di San Giacomo degli Spagnoli, da cui il nome di Palazzo S. Giacomo. Sullo scalone principale è l’antica testa femminile detta Donna Marianna (“à capa è Napule”) considerata un simbolo della città. Attualmente il palazzo è sede del Municipio.

Col plebiscito del 21 ottobre 1860 Napoli passò a Vittorio Emanuele II di Savoia, che arrivò in città il 7 novembre successivo.

Nel 1927 il Comune di Napoli assorbì nell’area urbana i Comuni limitrofi.



Note di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“Troncato d’oro e di rosso”
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Bruno Fracasso

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Colori dello scudo: oro, rosso
Partizioni: troncato
Profilo Araldico
“Troncato d’oro e di rosso, caricato dello stemma civico, con l’iscrizione in oro “Comune  di  Napoli””.
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: giallo, rosso
Partizioni del gonfalone: troncato
Profilo Araldico
“Drappo partito di giallo e di rosso”.
bandiera ridisegnata
bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 13/01/1941

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