Comune di Montepulciano (SI)

Informazioni

  • Codice Catastale: F592
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 14558
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

La città è sicuramente di fondazione etrusca. Anzi, secondo la leggenda fu fondata dal re-sacerdote Porsenna di Chiusi, proprio sulla vetta del monte di 628 m che domina la Val di Chiana e la Val d’Orcia. Il nome attuale però deriva dalle proprietà del romano Publicius. Da PUBLICIANUS (proprietà fondiaria di Publicio) si è avuto in seguito MONS POLICIANO, pronunciato “Poliziano”, che sarà il soprannome del celebre letterato Angiolo Ambrogini (1454-1494). Detto poi MONTIS POLCIANO che è la versione appena precedente a quella attuale. Nel 1108 i Senesi cercano di sottomettere Montepulciano, la città si allea per difendersi con Orvieto e Perugia e sconfigge Siena. Nel 1232 nuovo assedio da parte di Siena, che conquista la città e distruggono le mura. Due anni dopo i Fiorentini (storici alleati di Montepulciano) dichiarano guerra ai Senesi, ma papa Gragorio IX compone la vertenza e costringe Siena a ricostruire le fortificazioni poliziane. Dopo la storica battaglia di Montaperti del 1260 la ghibellina Siena, vittoriosa su Firenze, estende il dominio su tutti i territori guelfi della Toscana meridionale. A Montepulciano viene edificata la Rocca. Nel 1266 con la sconfitta a Benevento di Manfredi, il partito Ghibellino risulta notevolmente indebolito, cosa che suscita la ribellione della guelfa Montepulciano contro Siena, che presta giuramento di fedeltà al campione guelfo della battaglia di Benevento: Carlo d’Angiò. Nel 1294 la città ormai indebolita ritorna sotto Siena, alla quale si affida “in perpetuo”. Ma nel 1354 ricusa l’atto di sottomissione e si ribella. Nel 1358, presso Torrita, gli armati di Montepulciano sconfiggono pesantemente i Senesi. La famiglia dei Cavalieri Del Pecora (di fatto signori di Montepulciano) si provano a comporre la pace tra le due città, avendo ricevuto il ruolo di “Arbitra” da Firenze e dal papa. I poliziani però preferiscono sottomettersi a Firenze e combattono contro Gian Galeazzo Visconti, da poco nominato Duca di Siena (carica che manterrà per poco tempo). Nel 1495 il potere di Firenze è vessatorio al punto da provocare una ribellione di Montepulciano, che si allea con Siena. Ma nel 1511 è nuovamente sotto il dominio Fiorentino. Nel 1559 Pio V nomina Cosimo De’Medici Granduca di Toscana (provvedendo per lui alla creazione anche di un’apposita corona di rango): Montepulciano si sottomette al nuovo signore e il Granduca la nomina “Città Nobile”. Nel 1561 viene eretta la Diocesi di Montepulciano, attribuendo il titolo vescovile ai Pievani che già godevano di un’ampia autonomia (oggi la città è sede del vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza). Il 27 aprile 1859, attraverso il plebiscito, viene sancita l’adesione al Regno d’Italia. Dando credito alla tradizione si può affermare che il grifone (popolarmente detto “grifo”) è l’emblema che la città ebbe proprio dagli Etruschi, presso i quali era molto conosciuto e diffuso, come la Chimera, come amuleto (in particolare il grifone sta a guardia dei tesori nascosti ed è simbolo di vigilanza agguerrita). In un sigillo del 1400 è rappresentato il grifone con la scritta SIGILLUM COMUNIS TERRE MONTIS POLITIANI. Il Comune ha sempre avuto come proprio emblema il grifone rosso in campo d’argento, mentre la Città (o Popolo) aveva uno scudo partito d’argento e di rosso. Per questo motivo vecchie riproduzioni dello stemma presentano il grifo su uno scudo partito d’argento e di rosso che è oggi ripresa nel Gonfalone municipale. Anticamente l’attuale frazione di Valiano era Comune autonomo. Pur godendo Montepulciano del titolo di “città”, come abbiamo visto, fin dal XVI secolo, curiosamente il Municipio usa abitualmente uno scudo con una semplice corona d’argento del rango di Comune, in luogo di quella prevista per le città. Forse anche per distinguere il proprio stemma (“d’argento, al grifo rampante di rosso” riconosciuto con Decreto del Capo del Governo del 19 marzo 1934) da quella della città di Narni (“D’argento al grifo di rosso, linguato dello stesso” concesso con Decreto del Presidente della Repubblica del 12 ottobre 1951), pressoché identico.   Note di Massimo Ghirardi Bibliografia: AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997 (prima edizione 1990). Pagnini (Gian Piero) a cura di, GLI STEMMI DEI COMUNI TOSCANI AL 1860. Polistampa, Giunta Regionale Toscana, 1991.
Profilo Araldico
“D’argento, al grifo rampante di rosso, circondato da rami d’olivo a sinistra e di quercia a destra legati con nastrino e sormontato da corona turrita d’argento”.

D.P.C.M. 19 marzo 1934
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
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Colori dello scudo: argento
Profilo Araldico
“Drappo partito d’argento al grifo di rosso, e di rosso, ornato di ricami d’argento con l’iscrizione centrata in argento. Parti metalliche e nastri argentati. Asta verticale ricoperta di velluto rosso con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia rappresentato lo stemma comunale e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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