Città di Montagnana (PD)

Informazioni

  • Codice Catastale: F394
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 9505
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Venezia, riconoscente a Montagnana che era stato uno dei primi luoghi a farle “dedizione”, ordinò con Ducale del 27 agosto 1405 che venisse soppresso lo stemma in uso al tempo dei Carraresi (carro bianco munito di ruote stellate in campo azzurro) e fosse ristabilita l’arma rappresentante i colori rosso e nero dell’antica Scodosia longobarda.

 

Vennero poi aggiunti “a segno manifesto del nostro affetto e della vostra fedeltà” l’insegna di San Marco in campo bianco (argento) alla stella della casa e stirpe del Doge di Venezia Michele Steno.

 

Ricordiamo che il 4 febbraio 1826 Montagnana, prima tra i circostanti capoluoghi, venne elevata al rango di Città dall’imperatore d’Austria Francesco I per cui oggi lo scudo civico è sormontato dalla prescritta corona a cinque torrioni visibili.

 

Dell’emblema sono inoltre fornite notizie in una lettera del secolo XIX custodita all’Archivio di Stato di Venezia. In essa si ricorda che l’antico blasone rosso e nero era ancora in uso ai tempi dei

marchesi d’Este e che in occasione dell’incoronazione a Milano di Ferdinando I d’Austria (1838), l’araldo di Montagnana portava le armi sopra descritte anche sulla gualdrappa del cavallo con la

differenza che il colore nero era sostituito da uno celeste. La stessa particolarità è osservabile nel bozzetto raffigurato nell’ottocentesco Dizionario Corografico dell’Italia (volume V – pag. 273).

 

La spiegazione, riferisce il citato scritto, va ricercata nel fatto che si vollero rappresentare i colori delle tre componenti dello scudo (l’antico emblema, quello concesso dalla Serenissima ed i colori portati dalla famiglia Steno). Unito alla lettera appare un bozzetto contornato di ricami d’oro. La fascia rossa è attraversata nel centro da un palo che presenta i colori oro ed azzurro invertiti rispetto a quanto disposto dal vigente Decreto del Presidente della Repubblica. Questa disposizione dei colori è pure presente nell’antico stemma della Provincia di Padova.

 

Sulla carta intestata e sui timbri il Comune adottava “ab immemorabili” un particolare scudo attorniato da caratteristiche volute e da originali intagli. Inoltre al centro della fascia rossa compariva semplicemente una stella (dorata o argentea).

 

 

 

Nota di Giancarlo Scarpitta

 

Montagnana è l’erede dell’antica MOTTA AENIANA, il toponimo “motta” indica un “dosso” che nel 603 i Longobardi fortificheranno facendone il centro di una ripartizione amministrativa denominata “Sculdascia” (da cui “Scodosia”).

Fu sede pievana fortificata per volere dei Marchesi di Toscana e poi dai loro eredi: gli Estensi.

Nel 1242, Ezzelino da Romano costruisce il castello (che da lui prende il nome) e ne rinforza le mura che, nel 1260, racchiuderanno completamente l’abitato.

Nel 1340, i Carraresi, signori di Padova, costruiranno la cortina muraria che ancora si ammira (terminata nel 1362).

 

 

Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico
“Troncato semitroncato; il primo d’argento al leone di S. Marco Evangelista di rosso; il secondo: a) di rosso ad un quartiere troncato d’oro e d’azzurro, caricato ad una stella di otto raggi dall’uno all’altro; b) di nero. Ornamenti esteriori da città”
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Giancarlo Scarpitta

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini



Colori dello scudo: argento, nero, rosso
Partizioni: troncato semitroncato
Oggetti dello stemma leone, raggio, san Marco Evangelista, stella
Pezze onorevoli dello scudo: quartiere
Profilo Araldico
“Drappo troncato, di rosso e di nero riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro: Comune di Montagnana”.
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Regio Decreto (RD) di concessione – 04/02/1826

    Rilasciato da Francesco I di Austria


  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 04/05/1964

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