Comune di Marquise (62)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Marquise è il capoluogo cantonale del Dipartimento del Pas-de-Calais. Qui si svolse, nel 55 a.C un’epica battaglia tra i Galli Oromarsaci (abitanti del marais) e il generale romano Labieno.

 

Situato nel mezzo di estese zone umide, il borgo era qualificato dal nome anglo-sassone di « Marches » (‘marais/aquitrino’), che pronunciato nel dialetto piccardo divenne « Marquise ».

 

Lo stemma presenta una composizione di elementi caratteristici dell’economia del territorio; la figurazione, ideata nel corso del XIX secolo dall’araldista Léon Pinart, si interpreta come segue: “l’arnia simboleggia la laboriosità degli abitanti di Marquise [ma anche l’appartenenza dell’autore Pinart al partito Bonapartista, che aveva come simbolo l’ape d’oro napoleonica], il flagello (fléau, o “pala da birraio”) rappresenta i fabbricanti di birra (brasseurs) attivi nel territorio del Comune, i picconi ricordano l’attività di estrazione mineraria del territorio” (C. Wasselin. Commune de Marquise).

 

Sebbene il blasone originale specifichi che i picconi, la pala (o “flagello”) e le api siano di smalto nero, attualmente il Comune usa una figurazione dove gli oggetti sono raffigurati in oro che, sebbene scorretto (in Araldica, dal punto di vista tecnico, infatti non sarebbe permesso mettere oggetti « metallo su metallo »: in questo caso d’oro su fondo argento), risulta comunque più gradevole.

Marquise 2

 

Quello che il blasone definisce però come “flagello” (fléau) è oggi rappresentato come una pala da birraio, detta anche bastone di Sant’Arnould (dal santo protettore dei birrai che fu vescovo di Soissons e abate di Oudenburg, morto nel 1087, la cui leggenda racconta che, avendo notato come i bevitori di birra restassero immuni da molte malattie rispetto ai bevitori d’acqua (che era certamente non troppo pulita) ne consigliasse l’uso e, per convincere i riottosi, benedisse la bevanda intingendovi il pastorale crociato, dal quale deriva la forma della pala).

 

Il fléau vero e proprio è però uno strumento agricolo noto, formato da due bastoni di legno diseguali uniti per mezzo di una correggia, usato un tempo per battere o sgranare i cereali e i legumi secchi.

Si blasona: « D’argent à la ruche de gueules, aux deux pics de mineur de sable posés en sautoir et un fléau du même posé en pal, les trois pièces  brochant sur la ruche, accompagnés de deux abeilles du même à dextre et à senestre »

In italiano: “D’argento all’arnia di rosso, a due picconi da minatore di nero posti in decusse accollati al correggiato posto in palo dello stesso e passanti, accostati da due api del medesimo, una a destra e una a sinistra”.

 

Nota di Massimo Ghirardi e Renzo Barbattini

Profilo Araldico
“D’argento all’arnia di rosso, a due picconi da minatore di nero posti in decusse accollati al correggiato posto in palo dello stesso e passanti, accostati da due api del medesimo, una a destra e una a sinistra”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: argento
Oggetti dello stemma ape, arnia, correggiato, piccone
Attributi araldici: accollato, accostato, passante, posto in decusse, posto in palo

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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