Comune di Luserna San Giovanni (TO)

Informazioni

  • Codice Catastale: E758
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 7676
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

L’attuale circoscrizione del Comune di Luserna San Giovanni è il risultato della fusione di diversi territori avvenuta nel 1872: Luserna, vero e proprio, Luserna Alta (detta anche Luserna San Giacomo) e San Giovanni Pellice.

Si trova nella Val Pellice, in un tratto che assume il nome di Val Luserna, alla confluenza del Pellice, con l’Angrogna e il Luserna.


Luserna

Centro di antica origine, sorto come insediamento di una tribù celto-ligure, quella dei Taurini, nel X secolo a.C., che nel II secolo a.C. vennero soppiantati dai Cozii, i quali vi istituirono un “Airale” cioè una corte agricola (dal latino “Ajra” o “Aja”).

Aggregato all’Occitania occidentale subì, come il resto del territorio, diverse incursioni da parte dei Saraceni.

Non è chiara l’origine del toponimo: secondo la tradizione deriverebbe dalla presenza di una torre provvista di segnale luminoso (“Lucerna”: “che porta la luce”) in connessione con un’altra torre vicina: quella di Torre Pellice, e parte di un antico sistema di difesa.

Alcuni lo mettono in relazione con la “losa” (“lauza” in occitano”) nome dato alla pietra locale, la nota “pietra di Luserna”, estratta nelle cave delle Prealpi Cozie tra la Val Pellice e la Valle del Po, nei territori di Luserna San Giovanni, Rorà, Bagnolo Piemonte e Barge. Il suo impiego è molto antico e caratterizza tuttora la tipologia costruttiva degli edifici e l’arredo urbano delle aree di origine e dell’intero Piemonte, dal quale, a partire dagli anni 70 del XX secolo, ha avuto una diffusione sia nazionale che internazionale.

Il feudo fu successivamente di diverse casate, che assunsero l’agnome “di Luserna”: i Gosvino-Bigliatore, i Rorengo, i Manfredi, tutti soggetti ai conti di Savoia.

Nel 1276 il Comune di Luserna si dotò di uno Statuto Comunale, tra i primi, in ordine di tempo, dell’intero Piemonte.


San Giovanni Pellice

Si trova sulla sponda sinistra del Pellice, prende nome dall’antica pieve dedicata all’Evangelista e retta dagli agostiniani di Sommariva Perno, che dettero il primo determinante toponomastico alla località: nota anche come San Giovanni Perno.

Per molto tempo fu sede della comunità valdese, come comune separato da Luserna, dal 1657 al 1872, quando le due comunità vennero accorpate. Dall’unione rimase esclusa la località di Lusernete, l’attuale comune di Lusernetta, autonomo dal XVI secolo.


Il Comune descrive il proprio stemma nello Statuto Comunale: “… in campo azzurro una lucerna d’oro accesa di rosso accompagnata in capo da sette stelle malordinate d’oro, avvolta da rami di quercia e alloro, con sottostante scritta in latino: LUX IN TENEBRIS LUCET”.

Il DCG del 19 marzo 1934 blasona così: “D’azzurro alla lucerna d’oro accesa di rosso accompagnata in capo da sette stelle male ordinate. Ornamenti esteriori da Comune”.

Il motto richiama il  “Lux lucet in tenebris”, simbolo del valdismo, mentre la lucerna (figura scelta perché assonante con il toponimo) non ha una chiara origine e venne adottata dai conti di Luserna come emblema (talvolta sostituita da un candeliere), antichi feudatari della Val Pellice e ripresa dal Comune.

La figurazione venne anche adottata dai Valdesi come simbolo della propria Confessione e compare per la prima volta in opere a stampa del XVII secolo. La candela o fiamma sul candeliere associata alla scritta “in tenebris lux” o “lux lucet in tenebris” è chiaro riferimento al testo evangelico di Giovanni 1,5 dove Gesù è detto luce che risplende nelle tenebre.

Le sette stelle che fanno corona alla luce sono un riferimento alla visione dell’Apocalisse di Giovanni (Santo che dà il determinante toponomastico al Comune) 1,16: dove Cristo in gloria tiene nella mano 7 stelle che rappresentano le 7 chiese dell’Asia tra crisi e persecuzione. Con questi due riferimenti biblici i valdesi hanno voluto affermare la loro volontà di fedeltà all’Evangelo: luce degli uomini e la loro certezza di essere in comunione con Cristo.

Il Comune fa uso di un gonfalone così blasonato “Drappo di rosso…” che non è mai stato concesso, ma è in uso da tempo.



Nota di Massimo Ghirardi
Si ringrazia per la preziosa collaborazione Giancarlo Scarpitta.
Profilo Araldico
“D’azzurro alla lucerna d’oro accesa di rosso accompagnata in capo da sette stelle male ordinate. Ornamenti esteriori da Comune”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Reperito da: Luigi Ferrara

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Colori dello scudo: azzurro
Oggetti dello stemma lucerna, stella
Attributi araldici: acceso, accompagnato in capo, male ordinato
Profilo Araldico
“Drappo di rosso…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: rosso

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 19/03/1934

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