Comune di Lorient (56)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Lorient (in bretone: An Oriant) è una città portuale del Dipartimento del Morbihan nella Regione della Bretagna. La città nacque come base della “Compagnie Française pour le commerce des Indes Orientales” (Compagnia Francese per il Commercio delle Indie Orientali, creata dal ministro Jean-Baptiste Colbert nel 1664) che aveva acquisito delle terre da Luigi XIV nel 1666 a Port-Louis e anche sull’altra sponda della rada, in una località della parrocchia di Ploemeur detta Faouëdic, in quest’ultima il Direttore della Compagnia, Denis Langlois, acquistò delle terre alla confluenza del torrente Scorff e del Blavet dove fece costruire delle cale per l’ormeggio. Inizialmente la struttura era un’istallazione annessa a PortLouis, dove però si trovavano gli uffici e i magazzini della Compagnia.

All’inizio non fu molto fiorente e rischiò di essere abbandonata, ma nel 1675 la Compagnia decise di abbandonare gli impianti di Le Havre, troppo esposti agli attacchi durante la Guerra d’Olanda, e di trasferirsi nella più riparata sede del Morbihan, che assunse la denominazione di « l’Enclot » (o « l’Enclos ») e la stessa Compagnia vi costruì una cappella (che diverrà parrocchia nel 1709), laboratori, fucine, uffici commerciali abbandonando al contempo definitivamente la dirimpettaia PortLouis.

Nel 1690 vi prese sede anche la Marina Reale (sull’impulso di Jean-Baptiste Antoine Colbert, figlio del ministro, e a sua volta Ministro della Marina). La città si sviluppò rapidamente al di fuori del perimetro del vecchio « Enclot ».

Il nuovo nome della città deriva da quello del primo vascello costruito in loco nei cantieri della Compagnia delle Indie nel 1669 dal nome di « le Soleil d’Orient » («il Sole d’Oriente» di 1000 tonnellate con 60 cannoni), nome che gli operai dettero anche alle strutture del cantiere navale («i cantieri de l’Orient»), che divenne rapidamente « l’Orient » e che finirà per identificare l’intera città contratto ulteriormente in « Lorient ».

Nel 1738 acquisì lo statuto di «città» e nel 1744 si dotò di poderose mura.

Dal 10 settembre 1947 ha assorbito il territorio del Comune di Keryado, creato nel 1901 distaccandolo da Ploemeur.

Lo stemma civico, dopo la deliberazione di adozione da parte del Consiglio Cittadino, fu formalmente registrato nell’ “Armorial General du Royaume de France”, dal Giudice Generale delle Armi di Francia, Louis Pierre D’Hozier, il 20 marzo 1744, che ne ha stabilito il complesso blasone: « Un écu de gueules à un vaisseau d’argent voguant sur une mer de sinople et un soleil d’or se levant derrière des montagnes d’argent, posées au flanc droit de l’écu et un franc-canton d’argent semé de mouchetures d’hermines de sable. L’écu ayant un chef d’azur semé de besants d’or et surmonté d’un triton au naturel, ayant le bas du corps en forme de poisson, tenant de la main droite une corne d’abondance, et de la gauche une coquille en forme de cornet, qu’il porte à sa bouche pour servir de trompe. » 

In italiano: “Uno scudo di rosso al vascello d’argento fluttuante su un mare di verde e [ad] un sole d’oro levante da dietro delle montagne d’argento, posate al fianco destro dello scudo e [ad] un canton franco d’argento seminato di moscature d’armellino di nero. Lo scudo avente un capo d’azzurro seminato di bisanti d’oro e sormontato da un tritone al naturale, avente la parte bassa del corpo in forma di pesce, tenente nella mano destra un corno d’abbondanza, e con la sinistra un conchiglia in forma di corno, che porta alla bocca in forma di tromba”.

La nave è evidentemente il « Soleil d’Orient » che naviga verso le montagne d’argento, allusive al caolino, la preziosa argilla purissima (destinata alla produzione delle porcellane) della quale la Compagnia esercitava il monopolio. Il « canton franco » d’armellino indica l’appartenenza della città alla Bretagna. I «bisanti» del capo alludono alle ricchezze determinate dal Commercio e ricordano vagamente il capo dello stemma della Compagnia delle Indie (che però era seminato di gigli d’oro, ossia un «Capo di Francia antico»).

Lo stemma si è di poco modificato da quella prima forma, oggi si blasona: « De gueules à un trois-mâts d’argent, équipé et flammé du même, voguant sur une mer de sinople, accompagné d’un soleil d’or se levant derrière trois monts d’argent posés à dextre issants de la mer; au franc canton d’hermine; au chef cousu d’azur semé de besants d’or. »

In italiano : “Di rosso, al [vascello di] tre alberi d’argento, equipaggiato e banderuolato dello stesso, fluttuante su un mare di verde, accompagnato da un sole d’oro levantesi da dietro un monte di tre cime d’argento posto a destra e uscente dal mare ; al canton-franco d’armellino ; al capo cucito d’azzurro seminato di bisanti d’oro”.

Usualmente è accollato a un’ancora d’argento e sostenuto a destra dal tritone marino e a sinistra da un delfino (di tipo «araldico» un po’ differente dal naturale), dietro l’ancora passa un cartiglio d’oro con la divisa : “Ab Oriente Refulget”, (‘è a oriente che risplende [la luce]’) intendendo le ricchezze che provenivano dall’Asia. Dal margine inferiore dello scudo pendono la « Legion d’Honneur » del 1949 e la « Croix de Guerre avec paumes » del 1945 concesse alla città per il comportamento eroico e per le pesanti perdite subite durante il Conflitto Mondiale.

Nel 1986 è stato creato, in sostituzione dell’antico (ed elaborato) stemma araldico un logo di tipo commerciale, che nelle intenzioni “simboleggia l’immagine della città. Esso riunisce tre elementi: il solo che rappresenta il polo d’attrazione della città sul piano culturale ed economico, la ‘O’ maiuscola che richiama l’origine della città come sede della Compagnia delle Indie Francesi e la ‘L’ in forma di onda, simboleggiante la vocazione marittima della città, oltre che la giovinezza e il dinamismo” oggi è abitualmente utilizzato e, dal 2000, comprende anche la versione del nome bretone di An Oriant.

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringraziano Katia Violi ed Eric Michelet per la cortese collaborazione.

Profilo Araldico
“Di rosso, al [vascello di] tre alberi d’argento, equipaggiato e banderuolato dello stesso, fluttuante su un mare di verde, accompagnato da un sole d’oro levantesi da dietro un monte di tre cime d’argento posto a destra e uscente dal mare ; al canton-franco d’armellino ; al capo cucito d’azzurro seminato di bisanti d’oro”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: capo
Oggetti dello stemma bisante, mare, monte, sole, vascello
Pezze onorevoli dello scudo: canton franco
Attributi araldici: accompagnato, banderuolato, cucito, equipaggiato, fluttuante, seminato, uscente

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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