Comune di Les Sables d’Olonne (85)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Les Sables-d’Olonne (Les Sabll, nel dialetto del Poitou) è un comune di villeggiatura del dipartimento della Vendée (Vandea), nella regione dei Pays-de-la-Loire, parte della regione storica del Bas-Poitou, lungo la cosiddetta “Côte-de-Lumière”, prende nome dall’isola di Olonne (poi solo Olonne)

 

Antico insediamento, il territorio di Olonne andò sviluppandosi intorno al porto rifondato nel 1218 da Savary I, signore di Mauléon, Siniscalco del Poitou e principe di Talmont, in una zona sabbiosa (motivo per il quale prese il nome di Les Sables) tra La Chaume e gli stagni di Olonne (dal celtico “ol-ona”: ‘al di sopra delle acque’). Vennero invogliate a trasferirvisi genti di La Chaume, grazie a privilegi ed esenzioni fiscali.

 

Col matrimonio di Eleonora d’Aquitania con Enrico II d’Inghilterra la regione passa sotto il dominio inglese, Riccardo “Cuor di Leone” risiederà a Talmont vicino alla riserva di caccia di Orbestier.

 

Nel 1472 il re Luigi XI separerà Les Sables d’Olonne dalla città di Olonne vera e propria per incentivare il porto, che diverrà il principale del territorio e tra i primi porti pescherecci del Regno di Francia, e su consiglio di Philippe de Commynes ne inizierà la fortificazione. Nel XVII secolo venne istituita anche la parrocchia autonoma, con la costruzione della nuova chiesa. La località, fieramente cattolica, si oppose ai protestanti con accanimento durante le Guerre di Religione.

 

Con decreto reale del 7 agosto 1754 il territorio di La Chaume viene unito a quello di Les Sables

 

Dal 1825 ha avuto inizio lo sviluppo turistico della zona, con la costruzione dei primi stabilimenti balneari e del casinò “des Bains de Mer” (attuale casinò “des Atlantes”), al quale si affiancherà il casinò “des Pins” nel 1898.

 

Lo stemma cittadino si blasona: « D’azur au vaisseau équipé et habillé d’argent voguant sur une mer de sinople mouvant de la pointe, surmonté de la Vierge aussi d’argent, les bras croisés sur la poitrine et au voile mouvant à senestre, posée sur une nuée du même, accostée de deux chérubins aux ailes déployées d’argent cantonnés l’un en barre à dextre, l’autre en bande à senestre » (D’azzurro, al vascello equipaggiato d’argento fluttuante su un mare di verde movente dalla punta, sormontato dalla vergine pure d’argento, le braccia incrociate sul petto e col velo movente a sinistra, posata su una nuvola dello stesso, accostata da due cherubini con le ali spiegate d’argento accantonati l’uno in sbarra a destra e l’altro in banda a sinistra).

 

Allo scudo è solitamente accostato il motto « Advocata nostra, ora pro nobis » (« Nostra Avvocata, prega per noi ») risalente al tardo XVIII secolo (e temporaneamente soppresso, assieme alla figura della Vergine, durante il periodo rivoluzionario) e riferito alla Vergine, rappresentata nella tipica postura dell’Immacolata Concezione.

 

Più precisamente la municipalità sablaise, con deliberazione del 7 luglio 1756, chiede all’Intendente del Poitou, conte de Blossac, la concessione delle armi civiche come le conosciamo.

 

Per tradizione, il naviglio rappresentato corrisponderebbe a “Le Montaran” che per primo inalberò le insegne di Les Sables durante il suo viaggio a Terranova del 1765, esso era composto da un drappo bianco con una croce rossa, accantonata nel primo dal quartier franco di rosso caricato da cinque torri bianche merlate e, al centro, le armi e il motto della città…

 

Come detto durante il periodo rivoluzionario la figura della Vergine Maria venne soppressa e rimase il solo vascello, circondato dal toponimo LES SABLES DOLONNE (sic) e dominante un trofeo di guerra, in forma di panoplia, con cannoni e bandiere

Les Sables d'Olonne 2

Nel 1883 le armi tradizionali erano in uso e tali sono rimaste fino al 1988, allorché vennero sostituite con un primo logotipo realizzato da Patrick Riegert, sostituito a sua volta nel 2003 dal logo attualmente in uso realizzato dalla Direction de la Communication, in collaborazione con l’Office de Tourisme e l’agenzia pubblicitaria Bertaud di Nantes.
Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico
“D’azzurro, al vascello equipaggiato d’argento fluttuante su un mare di verde movente dalla punta, sormontato dalla Vergine pure d’argento, le braccia incrociate sul petto e col velo movente a sinistra, posata su una nuvola dello stesso, accostata da due cherubini con le ali spiegate d’argento accantonati l’uno in sbarra a destra e l’altro in banda a sinistra”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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