Comune di Le Folgoët (29)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Le Folgoët è un Comune del dipartimento del Finistère nella regione della Bretagna.

Secondo la leggenda il nome deriva dal soprannome dato a Salaün “il matto”  (1310-1358) noto come “Folle dei Boschi” (Fol ar C’hoat), un personaggio storico che aveva dimorato presso una fonte nella foresta di Lesneven, con l’intenzione di divenire eremita, recitando continuamente l’unica preghiera che conosceva: l’”Ave Maria”. L’episodio ha dato origine alla leggenda della costruzione della basilica di Folgoët: qualche tempo dopo la morte avvenuta all’età di 48 anni nel villaggio di Lannuchen, un giglio fiorì sulla sua tomba e si scoprì che aveva le radici nella bocca del morto: guardando meglio si scorsero, sui petali del fiore, le parole dell’Ave Maria. La notizia del prodigio si sparse velocemente e il luogo divenne meta di pellegrinaggio.

In realtà il toponimo deriva dal latino “folum” (fogliaggio) e dal bretone “coat” (bosco).

L’attuale parrocchia porta il nome di Le Folgoët (che è all’origine del Comune) ed è stata istituita l’8 settembre 1828, in sostituzione della sede parrocchiale (e comunale) “provvisoria” di Elestrec, presso il castello di Guicquelleau, che aveva assorbito le funzioni parrocchiali dopo la distruzione della antica chiesa di Elestrec, dedicata a Saint Jacut (fratello di Saint Guénolè) fondata dal duca Jean V di Bretagna nel 1409 e distrutta dalla tempesta nel XVIII secolo. Inizialmente nella antica diocesi di Léon (oggi Quimper-Léon), ebbe una porzione anche del territorio del Comune di Ploudaniel il 30 aprile 1879, corrispondente al villaggio di Coat-Junval.

Nel 1947 un villaggio viene ceduto al Comune di Lesneven.

La Duchessa Anna di Bretagna era molto devota alla Beata Vergine di Folgoët, e visitò spesso il santuario: nel 1491 (lo stesso anno del suo matrimonio con il giovane re di Francia Carlo VIII), nel 1494 (durante la “discesa” di Carlo VIII in Italia), nel 1499 (in occasione del suo secondo matrimonio con Luigi XII), nel 1505 (per implorare la guarigione del marito). Nel 1636 la regina Anna d’Austria, moglie di Luigi XIII venne anch’ella a pregare la Vergine.

Lo stemma del Comune richiama la leggenda della fondazione e l’appartenenza al territorio della Bretagna, si blasona: « D’azur à un lys au naturel accompagné de trois quintefeuilles d’or, au chef d’argent chargé de cinq mouchetures d’hermine de sable».

In italiano: “D’azzurro, al giglio di campo al naturale, accompagnato da tre pentafolie d’oro; al capo d’argento caricato da cinque moscature d’armellino”.

Motto: Unvaniezh Nerzh Levenez (in bretone: Unità, Forza, Gioia).

Lo stemma, abitualmente alzato semplice, nella versione aulica ha due levrieri come tenenti ed è insignito di elementi religiosi, che richiamano l’importante santuario mariano.

Secondo alcuni le “pentafolie” simboleggerebbero il fiore dell’hydrangea, nota come ortensia, una delle piante emblematiche della Bretagna (tanto da farla denominare: Terre d’Hortensias). Originaria dell’Asia, trovò un terreno propizio nella regione intorno al XVIII secolo. Il primo esemplare venne introdotto in Francia dal botanico Philibert Commerson, che si era imbarcato con l’ammiraglio Louis-Antoine de Bougainville per effettuare il giro del Mondo a bordo del vascello La Boudeuse, salpato da Brest nel 1766.

 

Nota di Massimo Ghirardi

Si ringrazia Maria Grazia Bandini per la cortese collaborazione

Profilo Araldico
“D’azzurro, al giglio di campo al naturale, accompagnato da tre pentafolie d’oro; al capo d’argento caricato da cinque moscature d’armellino”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
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Colori dello scudo: armellino, azzurro
Partizioni: capo
Oggetti dello stemma giglio, moscatura di armellino, pentafoglia

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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