Città di L’Aquila (AQ)

Informazioni

  • Codice Catastale: A345
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 72511
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Il decreto de Capo del Governo del 14 luglio 1937 riporta “D’argento all’aquila dal volo abbassato di nero, coronata, rostrata, linguata e armata d’oro, accostata dalla scritta P.H.S. in capo e ai fianchi:Immota manet”.

Nel verbale della Giunta permanente araldica dell’adunanza 19 dicembre 1933, leggo invece che il Commissario del Re si esprimeva in tal modo: “si accettano le richieste del Podestà di Aquila; ma doversi osservare che le sigle P.H.S. debbono correggersi in I.H.S. che formano il monogramma notissimo di S. Bernardino da Siena. La lettera P. invece della I. è evidente errore di un lapicida”. Evidentemente nel Decreto il parere della Giunta non è stato preso in considerazione.

Anche nel Libro araldico degli Enti morali, da lei citato viene riportata la sigla P.H.S.

Il fasc. conserva altra documentazione su questo argomento che andrebbe visionata con maggiore accuratezza.



Nota di Elena Ginanneschi



Secondo una nota leggenda 100 castelli abruzzesi si riunirono per fondare una nuova città: ogni castello aveva il compito di fornire al nuovo insediamento una piazza, una chiesa e una fontana; all’ultimo momento uno dei castelli si tirò indietro. Gli altri 99 castelli, però, decisero di fondare lo stesso la città . a questo episodio leggendario si riferisce la curiosa denominazione della celebre “fontana delle 99 cannelle”. Storicamente la fondazione dell’Aquila viene deliberata nel 1254 (secondio lo storico Buccio di Ranallo da Popleto) per volontà degli abitanti dei villaggi (“castelli”) del territorio, che intendono così difendersi dalle imposizioni (soprattutto fiscali e militari) dei baroni feudali.
Per intercessione dil papa Gregorio IX nel 1229, ottengono da Corrado IV di Svevia il permesso di fondare la nuova città, come si legge nel diploma relativo, a lungo ritenuto dell’imperatore Federico II, padre di Corrado.

La città viene chiamata Aquila, riprendendo il toponimo col quale era già noto il luogo per la sua posizione elevata, e in omaggio all’insegna dell’Impero, che era appunto all’epoca un’aquila nera in campo d’oro, immagine che viene adottata anche come stemma “parlante” della città, “brisato” (cioè “modificato”) con il campo d’argento.

Nel 1861 venne rinominata Aquila degli Abruzzi e, dal 1939, solo L’Aquila, con l’articolo determinativo che sarebbe sempre corretto declinare (come nel caso della Spezia, che lo ha prescritto nello Statuto).

Lo stemma civico si blasona: “D’argento all’aquila dal volo abbassato di nero, coronata, rostrata, linguata e armata d’oro, accostata alla scritta PHS in capo e IMMOTA MANET ai fianchi”.

Nel gonfalone, oltre il civico stemma, sono presenti le insegne degli storici quartieri “extra mœnia” di San Marciano, Santa Maria Paganica, San Pietro e Santa Giusta.



Note di Massimo Ghirardi.


Il motto dell’Aquila va inteso IMMOTA PHS MANET ovvero “Immota Publica Hic Salus Manet” (la salute pubblica qui rimane immutata) oltre che nella soluzione ridotta IMMOTA MANET”.

Lo storico locale Errico Centofanti, nel suo libro “La festa crudele” sul terremoto del 1703, tra le altre cose deduce dalla indole aquilana il cambio dei colori civici in conseguenza di quella tragedia: gli antichi colori municipali della città, il bianco ed il rosso, dopo quel 2 febbraio 1703, divennero il nero e verde attuali, “l’uno a ricordo perenne di quel lutto civico, l’altro in segno di speranza”.



Note integrative di Matteo M. dell’Aquila
Profilo Araldico
“D’argento all’aquila dal volo abbassato di nero, coronata, rostrata, linguata e armata d’oro, accostata dalla scritta P.H.S. in capo e ai fianchi:Immota manet”. D.C.G. 14 luglio 1937
Libro Araldico Enti Morali al volume II pag. 565 n. 1923
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
Altre Immagini

Note Stemma

Stemma inviato da Fabrizio Caporale

Profilo Araldico
“Drappo di bianco bordato di velluto verde arabescato e frangiato in oro, caricato dello stemma della città, con l’iscrizione centrata in oro “Città di Aquila degli Abruzzi”, sormontata da una stella di cinque raggi d’oro: il tutto accantonato dagli stemmi in scudetti sannitici dei quattro quartieri della città: di San Marciano, di S.Maria Paganica, di S.Pietro a Coppito e di Santa Giusta e cioè: 1° d’azzurro all’albero piantato su terreno erboso, il tutto al naturale sormontato da un uccello; 2° d’argento alla testa di moro chiomata di nero tenente in bocca una rosa al naturale; 3° d’argento alla croce di rosso; 4° d’azzurro a due bande d’oro accostate da due stelle d’oro. Le parti di metallo e i nastri saranno dorati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto verde con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento (sic)”. Disegno di Pasquale Fiumanò
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

4 commenti su “L’Aquila”

  1. Giuseppe Colarossi

    leggendo testi antichi sino venuto a conoscenza di un disegno di uno stemma della città dell’Aquila completamente diverso da quello attuale.
    il libro, è un testo di scuola elementare del 1925 ” LA TERRA D’ABRUZZO E LA SUA GENTE”

  2. Fabio Valerio Maiorano

    Nel regio decreto n. 1891 del 1939 – rettifica delle denominazioni del comune e della provincia di Aquila degli Abruzzi in “L’Aquila” – si legge che il toponimo Aquila si muta in “L’Aquila” mentre la Provincia di Aquila assume la denominazione “Provincia dell’Aquila”: con tale precisazione, il legislatore ha chiarito, senza possibilità di equivoco, che l’articolo determinativo che precede il toponimo deve rispettare tutte le regole della grammatica, cioè si fonde con la preposizione semplice che lo precede per dare origine alla relativa preposizione articolata; dunque, le sole forme corrette sono “dell’Aquila”, “all’Aquila”, “dall’Aquila”, “nell’Aquila” “sull’Aquila” e non “di L’Aquila”, “de L’Aquila”, “a L’Aquila”, “da L’Aquila”, “su L’Aquila” etc. Inoltre, all’interno di un testo, l’articolo va scritto categoricamente con l’iniziale minuscola (l’Aquila), come consiglia la gran parte dei linguisti. Chi invece ritiene che il toponimo L’Aquila sia un monolito, prenda coscienza di denominarsi “l’, non già “aquilano”.
    Entrambi gli stemmi raffigurati non corrispondono alla descrizione del decreto di concessione del 1937. La corona deve sormontare la testa dell’aquila (non “accostarla” come si legge nel decreto) e dunque non va posta al di sopra della sigla PHS, peraltro di nessun riscontro storico e documentale, ad eccezione di un’unica testimonianza lapidea rispetto al trigramma bernardiniano (IHS) che orna decine e decine di portali aquilani. Inoltre, il motto IMMOTA MANET va posto lungo i fianchi dell’aquila e non ai lati della testa. Infine, il campo è d’argento e gli artigli sono d’oro.

  3. Fabio Valerio Maiorano

    Per un mero errore, nel commento precedente è saltata una parola. La frase corretta è questa: Chi invece ritiene che il toponimo L’Aquila sia un monolito, prenda coscienza di denominarsi “l’aquilano”, non già “aquilano”.

  4. Massimo Ghirardi

    Grazie per le integrazioni, che lasciamo a commento e completamento di quando detto sopra. Per altro preso pubblicheremo lo stemma ridisegnato coretto…

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